Dazio: pizza, impresa e buon gusto

Da mesi ormai ci sentiamo dire da ogni parte che fare impresa in questi tempi difficili è complicato se non impossibile. Ma è davvero così? La risposta è semplice: le difficoltà sono oggettive ma, fantasia, preparazione, coraggio e un pizzico di follia possono riuscire a fare il miracolo. Elementi questi che sicuramente non mancano in due imprenditori romani non nuovi a sfide fuori dal comune.

Ancora in piena pandemia, infatti, Federico Del Moro e Federico Coniglio, hanno voluto dar vita a un progetto che unisse amore per il cibo, buon gusto e life style. E quale cibo avrebbe potuto essere più giusto di sua maestà la PIZZA, simbolo di tradizione eppure sempre al passo con i tempi, amata da ogni fascia di età e in ogni latitudine, aggregatrice di persone, chiacchiere ed emozioni? Così hanno unito le loro forze e hanno dato vita a un percorso volto non solo a valorizzare la pizza in sé ma l’idea stessa di ristorazione.

Per un progetto tanto ambizioso era necessario trovare una location adeguata. Sono stati scelti gli spazi del vecchio dazio di Roma in Via Nomentana, 1206, (la soglia di ingresso in città per oltrepassare la quale occorreva, appunto, pagare un dazio). Rivalorizzati attraverso una ristrutturazione attenta e mai banale sono diventati un locale moderno e confortevole, che può contare su 55 coperti interni e 60 collocati nello spazio esterno. Un ambiente reso informale dagli elementi d’arredo che presenta un’accoglienza dello staff di sala curata in ogni dettaglio e l’assoluta eccellenza di un prodotto popolare quale la pizza. Pizza affidata a due giovani chef,  pizzaioli prima per passione che per professione, che, proprio per questo loro amore, hanno intrapreso lo studio di una cucina che a 360° è costantemente attenta a ogni sua sfumatura: dalla scelta attentissima degli ingredienti fino alla presentazione in sala nulla può e deve essere lasciato al caso. Non è un caso quindi che siano loro i custodi della colonna portante di tutto il progetto: il lievito, realizzato con un mix di lievito di birra e lievito madre creato appositamente durante la pandemia e che i due nutrono ogni giorno da oltre un anno. Il risultato è una pizza che rimane inalterata a livello organolettico anche dentro il cartone.

Progetto davvero ambizioso anche perché nato in un momento che metteva a dura prova la convivialità e che vedeva sempre più luoghi di aggregazione e ristorazione chiudere per mancanza di lavoro. Riunirsi intorno a una tavola imbandita è stato da sempre uno dei momenti più importanti della socialità umana e per questo anche oggetto di attenzione da parte di artisti e letterati. Pensiamo, ad esempio, al Convivio di Dante, in cui il banchetto diventa il luogo metaforico dove vengono allestite le pietanze della sapienza, in grado di connettere corpo e spirito. Oppure, alla più popolare scena degli spaghetti in Miseria e Nobiltà di Totò, dove le vivande sono sinonimo di un desiderio agognato e raggiunto. E questo è stato il motore che ha convinto i due folli imprenditori a provarci e a creare ciò che oggi, a distanza di un anno è sicuramente uno dei punti di riferimento più ricercati della capitale per gustare una pizza specialissima in compagnia.

Ma se follia deve essere che lo sia fino in fondo. Una sana follia che guarda al futuro con rinnovato vigore. Proprio nei primi mesi del 2022 verrà inaugurato infatti un Boutique Hotel da 8 camere e subito dopo un Roof Garden che potrà divenire un riferimento per la stagione estiva di Roma.

Tutto ciò farà di DAZIO non un semplice locale ma un concept che rivoluziona il modo di intendere la ristorazione. Un life style che non si ferma al cibo ma include l’intero benessere per un attimo di pausa che possa rigenerare corpo e mente e riportare in contatto con se stessi.

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