Belloverde: il fascino di una serra che si fa ristorante

In un angolo verde e inaspettato di Roma, avvolto dal fascino di un vivaio storico, sorge un luogo che coniuga con raffinata armonia due passioni senza tempo: la cucina e la natura. Belloverde è più di un semplice ristorante, più di un accogliente bistrot immerso nel verde: è un rifugio, un’esperienza che coinvolge i sensi e restituisce il piacere autentico della convivialità.

Situato in via delle Vigne Nuove, Belloverde si trova all’interno del vivaio D’Antoni Garden, uno spazio che da anni rappresenta un punto di riferimento per gli amanti delle piante e del giardinaggio a Roma. Questo connubio tra ristorazione e natura è il frutto della visione di Giulia Malesci e Dario Montano, che hanno dato vita a un luogo in cui il gusto incontra la bellezza della natura.

“Abbiamo aperto a marzo del 2024, unendo due passioni: il verde e la cucina. Il vivaio è nostro e mio marito nasce come arboricoltore”, racconta Giulia. Il ristorante, che accoglie gli ospiti tra piante rigogliose e il profumo inebriante delle spezie, sorge proprio all’interno di una serra, mantenendo intatta la sua anima originaria.

“Abbiamo semplicemente cambiato l’arredamento per adattarlo alle esigenze di un ristorante, ma l’essenza della serra è rimasta. Le piante sono in vendita, così chi viene a trovarci non solo gode della nostra cucina, ma può anche portare a casa un pezzo di questa atmosfera”.

Gli spazi di Belloverde sono stati pensati per offrire un’esperienza multisensoriale in un ambiente unico. Appena varcata la soglia, un bancone a vetri introduce nel mondo della pasticceria artigianale, con un’ampia selezione di lievitati e dolci preparati ogni giorno. Più avanti, la sala principale accoglie circa 60 coperti in un’ambientazione dove la natura è protagonista, con piante che si arrampicano fino al soffitto e vasi decorativi tra i tavoli in legno. Una grande porta in legno conduce a una seconda sala, capace di ospitare altri 60 coperti con vista diretta sul vivaio.

L’accoglienza e la gestione della sala sono curate con professionalità da Sofia Montano e dal suo fidanzato Valerio, che si occupano di garantire un servizio attento e caloroso, facendo sentire ogni ospite come a casa.

La cucina è un omaggio alla tradizione romana e italiana, con un tocco di ricercatezza che sorprende e conquista. Il menù è interamente curato da Giulia, che trae ispirazione dai suoi viaggi e dalle esperienze gastronomiche vissute nel tempo. “Viaggiamo molto e amiamo scoprire prodotti particolari. Per esempio, in un evento abbiamo usato un curry acquistato direttamente a Istanbul”. Ogni piatto è studiato per esaltare il sapore autentico degli

ingredienti, con una particolare attenzione alla stagionalità e alla freschezza. “Il menù è lo stesso sia a pranzo che a cena, l’unica variabile è la disponibilità dei prodotti”.

Nel cuore della proposta gastronomica, oltre ai grandi classici della cucina romana come carbonara, amatriciana e cacio e pepe, spiccano creazioni che stupiscono per il loro equilibrio tra tradizione e innovazione. Tra queste, il risotto con cavolo viola, stracciatella e tartare di mazzancolla, un piatto che incanta non solo per il suo sapore ma anche per l’intensità cromatica che affascina anche i più piccoli. “Un bambino rimane affascinato dal colore lilla del cavolo viola e lo assaggia con curiosità, scoprendo poi quanto sia buono”, racconta Giulia con un sorriso. Accanto ai primi piatti, il menù offre una selezione di secondi che spaziano dalla guancia di manzo brasata al Sangiovese, avvolgente e ricca di carattere, fino al polpo rosticciato con ‘nduja, che esprime un perfetto connubio tra mare e terra.

Non mancano le pizze, curate dal pizzaiolo Federico, che propone una versione gourmet di questo classico della tradizione italiana. L’impasto leggero e fragrante accoglie ingredienti di altissima qualità, dando vita a combinazioni sorprendenti come la Cordigliera Cantabrica, con filetti di acciughe del Cantabrico, stracciatella e crema di cipolla caramellata, o la Juglans Regia, in cui speck e crema di noci si fondono in un connubio irresistibile. Ogni pizza racconta una storia di ricerca e passione, esattamente come ogni piatto del ristorante.

Belloverde è aperto tutto il giorno, dalla colazione fino a tarda sera, offrendo anche un’ampia selezione di dolci artigianali, curati da Anna e Alessandro, e una carta dei vini che conta circa un centinaio di etichette tra italiane, straniere e bollicine. Il brunch del fine settimana è un appuntamento imperdibile, con un menu fisso che comprende centrifughe, spremute e un mix di proposte dolci e salate. Il momento dell’aperitivo è pensato con cura, con una selezione di cocktail che spazia dai grandi classici come l’Americano e il Negroni, fino a creazioni originali firmate Belloverde, accompagnate da una proposta di tapas e sfizi gastronomici.

Al timone del bar troviamo Micaela, il braccio destro di Giulia, insostituibile nella cura dei dettagli e nella preparazione di cocktail che esaltano i sapori della cucina. Il cocktail list spazia dai classici come l’Old Fashioned e il Negroni, fino a proposte originali come l’Hugo al Belloverde, pensato per armonizzarsi con le note aromatiche del giardino circostante.

Belloverde non è solo un ristorante, ma un luogo dove il tempo rallenta e la frenesia della città lascia spazio alla bellezza delle cose semplici. “Cose buone, cose belle, tanto verde” sintetizza perfettamente la filosofia dei titolari, che con passione e dedizione hanno creato un angolo di autentico piacere nel cuore di Roma. Qui, tra il fruscio delle foglie e il tintinnio dei calici, ogni visita diventa un’esperienza indimenticabile, un viaggio tra sapori genuini e natura rigogliosa, dove il verde è il filo conduttore di un sogno che ha preso forma.

A rendere tutto ancora più speciale è l’atmosfera familiare che si respira in ogni angolo del locale. Giulia e Dario, oltre a essere una coppia affiatata nella vita e nel lavoro, condividono questa avventura con i loro figli: Mia, Niccolò ed Edoardo. Una realtà costruita con

passione, in cui ogni dettaglio, dal menù alla disposizione delle piante, racconta una storia di amore per il buon cibo, per la natura e per l’accoglienza autentica.

 

Foto Simone Paris

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