‘Il mondo dopo lo Stato Islamico’. Diversi autori s’interrogano sulla realtà attuale analizzando il fenomeno jihadista, Continente per Continente

“Oggi il Medio Oriente è come una maionese impazzita. Il futuro della regione è nero e qualsiasi previsione a riguardo assomiglia più a un esercizio di astrologia che a un postulato matematico. In quest’area si sono create delle formidabili ‘alleanze trasversali’ che possono porre le basi per conflitti ancora più pericolosi.” Così scrive il generale Giuseppe Morabito nell’interessante saggio “Il mondo dopo lo Stato Islamico”, pubblicato recentemente da Paesi Edizioni. Un testo leggero nella forma, ma pesante e pensante nei suoi contenuti, che fotografa il mondo di oggi dopo la sconfitta militare del Califfato, e pone la riflessione sulla situazione mediorientale, ma non solo, allo stato attuale, quando dopo gli attentati sul suolo europeo e non, sembra sia calato un pesante silenzio, coincidente proprio con la fine dello Stato Islamico fondato da al-Baghdadi. Un silenzio, questo, che cela ancora tantissime preoccupazioni, soprattutto in una realtà, come quella siriana, ad esempio, ma non soltanto, dove il conflitto bellico non ha sanato praticamente nulla e lasciato molte situazioni ancora incandescenti, che continuano ad ardere come brace sotto la cenere. “Il mondo dopo lo Stato Islamico” è un saggio per la memoria “che è la sola bussola per il futuro dell’umanità. E il principale motivo per cui si scrivono libri come questo”; un testo scritto a più mani, da esperti del settore, affinché l’analisi della questione mediorientale e del terrorismo che ha generato, sia la più profonda possibile, osservata e narrata guardandola da tutte le angolazioni possibili.

Gli autori del saggio sono il giornalista esperto di terrorismo, Stefano Piazza, il generale dell’Esercito Giuseppe Morabito, il giornalista esperto di questioni mediorientali e africane, Marco Cochi, la docente universitaria, saggista ed esperta di Mediterraneo, Michela Mercuri, il docente presso scuola universitaria svizzera SUPSI, Alessandro Trivilini, la giornalista esperta di America Latina, Maria Zuppello, la dottoressa in relazioni internazionali e ricercatrice presso Oltrefrontiera News, Eleonora Di Pasquale, e il caporedattore del network geopolitico Oltrefrontiera News e Babilon, Rocco Bellantone.

Tante voci autorevoli per capire meglio la situazione siriana, il Medio Oriente, e il ruolo dell’Europa in questi scenari conflittuali, per analizzare la realtà europea dopo tre anni di terrore e attentati, per comprendere gli scenari che si sono aperti nella Libia post Gheddafi, e come sta crescendo l’Islam radicale negli Stati africani; per osservare il Sudamerica, dove il seme dell’odio si alimenta nei campi di coca, ma anche per riflettere sulle realtà terroristiche che si stanno sviluppando sia in Asia che nel Pacifico, e per comprendere meglio la genesi e la fine del Califfato, e il loro modus operandi, sfruttando soprattutto la rete e il mondo virtuale per spargere la loro propaganda violenta e delirante.

Argomenti, tutti questi, di strettissima attualità, e sotto certi aspetti, anche molto tecnici, che però gli autori sono riusciti a renderli fruibili per qualsiasi lettore, grazie a un linguaggio

semplice, chiaro e asciutto, che stimola interesse, curiosità, voglia di capire e comprendere questa intricata realtà attuale che sta influenzando pesantemente tutte le nostre abitudini.

Perché “il mondo dopo lo Stato Islamico è un luogo, reale e virtuale al tempo stesso, dove è stato liberato il seme del male e dove è facile che questo continui ad attecchire, sia pure se in maniera residuale e non permanente.”

E comprendere tutto ciò ci aiuterà certamente a disinnescare future conseguenze ben più grav

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