La conoscenza e i suoi nemici. Non siamo tutti uguali, democrazia e competenza secondo Tom Nichols

Tom Nichols è professore allo U.S. Naval War College e alla Harvard Extension School.

Autore di numerosi saggi tra i quali: The Sacred Cause, No Use: Nuclear Weapons and U.S. National Security, Eve of Destruction: The Coming Age of Preventive War e The Russian Presidency, oltre che di La conoscenza e i suoi nemici, suo ultimo lavoro tradotto in oltre dieci lingue, primo libro tradotto anche in italiano, caso editoriale internazionale.

Nel suo saggio racconta del grande sviluppo tecnologico della nostra era, che ci ha dato accesso ad una quantità d’informazioni senza precedenti, il cui risultato è il sorgere di un’età dell’incompetenza dove una sorta di egualitarismo narcisistico e disinformato sembra avere la meglio sul tradizionale sapere consolidato.

Medici, professori, professionisti e specialisti di ogni tipo non sono più visti come le figure cui affidarsi per un parere qualificato, ma come gli odiosi sostenitori di un sapere elitario e fondamentalmente inutile.

Siamo nell’era della disinformazione e dell’incompetenza, ecco perché ci troviamo di fronte ad un popolo di “spiegatori” dove lo spazio pubblico è sempre più dominato da un variegato assortimento d’individui poco informati, molti dei quali sono autodidatti sprezzanti dell’educazione formale che tendono a minimizzare il valore dell’esperienza.

Tutti noi li abbiamo incontrati, sono nostri colleghi, amici, familiari, alcuni con un’istruzione, altri armati solo di un computer portatile o della tessera di una biblioteca, ma tutti hanno una cosa in comune e cioè che sono persone mediocri che credono di essere dei pozzi di scienza, convinti di essere più informati degli esperti, di avere conoscenze più ampie dei professori e maggiore acume rispetto alle masse credulone, sempre felicissimi di illuminare noi e gli altri su qualsiasi argomento, dalla storia dell’imperialismo ai pericoli dei vaccini.

E tutto questo non è affatto un buon segno, perché una società moderna non può funzionare senza una divisione sociale del lavoro e senza fare affidamento su esperti, professionisti e intellettuali.

Accettiamo le persone di questo tipo e ci rassegniamo alla loro presenza, se non altro perché sappiamo che in fondo sono animate da buone intenzioni.

L’“apertura” di Internet e la sua apparente libertà sono i primi colpevoli contro i quali punta il dito Nichols, e oltre ai social network, alla democrazia dell’“uno vale uno” e ai semplicismi che la rete favorisce, l’autore attacca anche l’emergere del modello della customer satisfaction nell’educazione universitaria, la trasformazione dell’industria dei media in una macchina per l’intrattenimento aperta 24 ore su 24 e la spettacolarizzazione della politica.

Lo scrittore rivendica un concetto che oggi è messo continuamente sotto attacco: l’opinione di un esperto riguardante la sua area di competenza vale molto di più di quella di un comune cittadino. Non è elitarismo, è democrazia.

Nichols scrive un saggio frizzante, un’analisi lucida, ironica e divertente, una lettura assolutamente piacevole, La conoscenza e i suoi nemici è un libro acuto che coglie un punto dolente della nostra contemporaneità, cioè sostenere l’uguaglianza effettiva di tutti i cittadini è una falsità, un’ingiustizia e soprattutto un forte rischio. È dalle democrazie degenerate che sorgono le tirannidi.

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