Allargare il raggio è facile finché resta un elenco. La prova vera arriva quando societario, crisi d’impresa, contenzioso, media, proprietà intellettuale e regolazione entrano nella stessa vicenda e chiedono di essere letti insieme. In quel passaggio, dove il diritto smette di procedere per caselle e torna a misurarsi con la complessità concreta delle imprese, Munari&Partners ha costruito nel tempo il proprio profilo.
Lo Studio, con sedi a Milano e Roma, assiste clienti italiani e stranieri su questioni di diritto civile, societario e degli affari, tenendo una linea precisa: non compartimenti chiusi, ma materie che si toccano davvero. La struttura resta agile, il lavoro si organizza attraverso équipe selezionate, l’attenzione alla singola vicenda prende forma in soluzioni calibrate più che in formule replicate. È una postura che si legge bene nei casi in cui le variabili crescono e i piani si intrecciano: operazioni straordinarie, ristrutturazioni del debito, arbitrati, procedimenti davanti alle autorità indipendenti, tutela dell’immagine personale e aziendale, assistenza nei settori dell’editoria, delle telecomunicazioni, della proprietà intellettuale, del no profit, del bancario e dello sport. L’idea di fondo coincide con un metodo che prova a tenere intero il fascicolo quando gli interessi in gioco sono molti e raramente ordinati.
Molto di questa impostazione passa dalla figura del professor avvocato Alessandro Munari, socio fondatore, cassazionista e docente di Diritto commerciale presso la Facoltà di Economia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, dopo anni di insegnamento nella sede romana dello stesso ateneo. Il suo percorso tiene insieme professione, studio e responsabilità istituzionali: è stato cofondatore degli studi Munari-Gatti e d’Urso Munari Gatti; ha fatto parte del Consiglio Superiore delle Comunicazioni; ha presieduto la commissione per la valutazione delle domande di concessione per la radiodiffusione televisiva su frequenze terrestri; ha partecipato alla commissione incaricata di redigere il Codice Etico dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni. Attorno a questo nucleo si riconosce una familiarità concreta con impresa, media e regole di mercato. Lo stesso vale per il lavoro scientifico e culturale che accompagna l’attività professionale: la presidenza e la cofondazione del Centro di Studi Giuridici Giancarlo Ballarati, del B.A. Film Festival, della Fondazione Istituto Cinematografico Michelangelo Antonioni e dell’Associazione Sergio Munari per il diritto allo studio; la partecipazione a comitati scientifici ed editoriali; la direzione responsabile dell’“Osservatorio sul factoring”; una produzione saggistica che dal leasing e dalla multiproprietà arriva alla crisi d’impresa e al capitale sociale. In controluce si vede una cosa semplice: qui il diritto commerciale viene trattato come un punto di snodo che tocca finanza, governance, comunicazione e cultura.
È per questo che una delle aree più riconoscibili dello Studio resta quella della crisi d’impresa e delle ristrutturazioni. L’avvocato Francesca Broussard, socia, lavora da oltre trent’anni su ristrutturazioni del debito, diritto della crisi di impresa, societario e commerciale, accompagnando imprenditori, gruppi e advisor nei percorsi di risanamento, nelle acquisizioni e nei disinvestimenti, nel rapporto con istituti di credito e banche d’affari. Dentro questo lavoro entrano gli strumenti previsti dal Codice della crisi e dell’insolvenza, dai piani attestati agli accordi di ristrutturazione, fino al concordato preventivo in continuità e alla composizione negoziata. Sempre più importanza – in tale contesto – stanno acquisendo le transazioni fiscali e le transazioni con il Fondo di Garanzia per le PMI (MCC) che a seguito della pandemia Covid – e in qualità di controgarante degli Istituti di credito – è diventato il principale interlocutore di rango privilegiato nel possibile risanamento delle imprese: scelte operative che incidono sul ritmo con cui un’azienda può tentare di rimettere ordine tra debito, flussi di cassa e prospettiva industriale. In questa prospettiva il factoring occupa un posto particolare, perché viene letto come leva utile a sostenere liquidità immediata e continuità aziendale all’interno di un percorso di riequilibrio. Non a caso lo Studio cura la pubblicazione della rivista trimestrale “Osservatorio della giurisprudenza in materia di factoring”, pubblicato in collaborazione con Assifact, e lo studio continua a lavorare con attenzione su questa materia. Nel 2025, accanto ai trasferimenti di pacchetti azionari e alle azioni di responsabilità societaria, una parte consistente dell’attività si è concentrata proprio sul finanziamento d’impresa, sulla crisi e sulla ricerca di soluzioni costruite alla luce delle nuove norme e dei più recenti indirizzi interpretativi. Qui si innesta anche un altro passaggio decisivo: gli assetti organizzativi, amministrativi e contabili adeguati, insieme ai modelli di compliance, diventano strumenti concreti per intercettare per tempo lo squilibrio e arrivare meno scoperti quando il margine si assottiglia. E ciò nell’alveo della riforma del 2019 che ha imposto a chi opera in forma societaria o collettiva di istituire assetti organizzativi, amministrativi e contabili per rilevare tempestivamente la crisi e la perdita della continuità aziendale.
Ma nelle vicende d’impresa il danno economico raramente viaggia da solo. La perdita di affidabilità, l’esposizione mediatica, la circolazione incontrollata di contenuti lesivi o semplicemente non più aggiornati possono allargare la frattura. È qui che il lavoro dell’avvocato Alessandra Bruna Fossati, socia e avvocato patrocinante in cassazione, autrice di numerose pubblicazioni, definisce un altro versante rappresentativo dello Studio. Il suo campo riguarda il contenzioso e l’arbitrato, con particolare esperienza nella diffamazione a mezzo stampa, nella responsabilità civile, nella concorrenza sleale, nell’editoria, nella pubblicità, nelle telecomunicazioni, nel diritto dell’informazione e della comunicazione, oltre che nei procedimenti legati all’attività di investigazione e controllo delle autorità di vigilanza. Le monografie “La diffamazione tra media nuovi e tradizionali” e “Reputazione e social network” chiariscono bene il taglio: il tema investe il modo in cui le informazioni si producono, circolano, si moltiplicano e restano disponibili. Anche il diritto all’oblio, su cui l’avvocato Alessandro Munari è intervenuto con specifici contributi, viene affrontato in questa chiave concreta, dove la tutela della persona e quella dell’impresa si misurano con archivi digitali, motori di ricerca e responsabilità degli intermediari. Lo si
vede anche nell’assistenza che lo studio presta alle imprese dei media, della radiotelevisione, delle telecomunicazioni e dell’editoria, sia nella gestione ordinaria sia nelle operazioni straordinarie, con competenze che includono raccolta pubblicitaria, sponsorizzazioni e product placement. In questo perimetro rientrano pure operazioni che hanno avuto una chiara visibilità pubblica, come la cessione del 70% de Il Giornale a Editoria Italia e l’assistenza alla vendita dell’immobile milanese di LaPresse a Gamma Immobiliare. Sono vicende diverse tra loro, ma raccontano bene la stessa attitudine: lavorare dove profili societari, economici e mediatici si sovrappongono senza chiedere permesso.
Il contenzioso resta una parte centrale del lavoro dello Studio e si muove in ambiti molto ampi: societario, bancario, assicurativo, proprietà intellettuale e industriale, telecomunicazioni, responsabilità contrattuale ed extracontrattuale, danno da prodotti difettosi, danno da fumo e da farmaci, responsabilità professionale. I professionisti assistono i clienti davanti alle autorità giudiziarie ordinarie, comprese le giurisdizioni superiori, e davanti a sedi speciali come l’Autorità garante della concorrenza e del mercato e il Giurì di autodisciplina pubblicitaria, oltre che negli arbitrati. Accanto a questa matrice, Munari&Partners presidia fusioni, acquisizioni e private equity, consulenza societaria e commerciale per società quotate e non quotate, riorganizzazioni del business, joint venture e attività transfrontaliere rese possibili anche da una rete di corrispondenti stranieri. C’è poi una costellazione di competenze che allarga il raggio senza disperderlo: la concorrenza e l’antitrust, il diritto bancario con assistenza a SGR, SICAV e SICAF e nelle operazioni su fondi comuni di investimento; il diritto dell’arte, dove la consulenza riguarda acquisizioni, cessioni, prestiti, passaggi generazionali e valorizzazione patrimoniale; il lavoro con fondazioni e organizzazioni no profit; il diritto sportivo, che segue società, atleti e agenti nei trasferimenti, nei contratti di prestazione sportiva, nei diritti di immagine e nei procedimenti disciplinari e antidoping. In questa trama rientrano anche i riconoscimenti più recenti, dal premio TopLegal Mid-Market Leaders Awards 2025 in Dispute Resolution all’inserimento tra i Top50 degli studi legali di diritto commerciale: due segnali che registrano un percorso già leggibile nelle pratiche seguite e nella continuità del lavoro.
Anche la composizione della squadra conferma questa impostazione per incastri più che per slogan. L’avvocato Nello D’Agostino lavora sul terreno delle procedure concorsuali. Sul versante giuslavoristico, gli of counsel l’avvocato Paolo Santoro, l’avvocato Andrea Festa e l’avvocato Matteo Guarino seguono diritto del lavoro, impresa, contrattualistica, formazione e mediazione civile e commerciale; l’avvocato Guido Gallovich presidia invece il diritto sportivo interno e internazionale, ma anche la contrattualistica civile e commerciale, il diritto societario e quello della rete e delle nuove tecnologie. È una pluralità che serve a rendere più solido il disegno complessivo. La stessa scelta editoriale di fondare Leonardo International Books, con gli avvocati Munari, Broussard e Fossati tra i soci fondatori, appartiene a questa logica: una prosecuzione coerente di un lavoro che studia ciò che affronta e prova a restituirlo in forma di libri, contributi, osservatori, convegni. In tempi in cui l’intelligenza artificiale comincia a incidere sui diritti della persona, sulla responsabilità e sulla tutela della reputazione, lo studio ha già indicato questa come una delle linee da approfondire nei prossimi anni. Più che aggiungere un’etichetta nuova, sembra un modo per restare dove il diritto cambia prima che il lessico si assesti del tutto. Ed è probabilmente lì che Munari&Partners continuerà a misurare la tenuta del proprio lavoro.
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