Pinzolo e Madonna di Campiglio: il cuore delle Dolomiti nella visione del sindaco Michele Cereghini

C’è un luogo, immerso tra le vette maestose delle Dolomiti di Brenta e i ghiacciai scintillanti dell’Adamello-Presanella, dove la natura e l’uomo hanno intessuto un’armonia perfetta, un racconto di bellezza e storia che si dipana tra boschi secolari, vallate innevate e vette imponenti. Pinzolo e la sua frazione più celebre, Madonna di Campiglio, sono un angolo di mondo dove la tradizione alpina incontra l’eleganza del turismo internazionale, creando un’atmosfera di charme e autenticità.

 

Il sindaco di Pinzolo, Michele Cereghini, racconta con passione l’evoluzione di queste terre che ha visto crescere sotto la sua amministrazione dal 2015: “Abbiamo dato un’impronta su alcuni aspetti, in modo particolare sulla zona Pineta di Pinzolo, completamente rivisitata”. L’attenzione alla valorizzazione del territorio si riflette nei progetti che hanno segnato questi anni, tra cui il potenziamento delle infrastrutture e il miglioramento della vivibilità: “Si è preso con forza in mano il progetto per la circonvallazione di Pinzolo”.

 

Cereghini si sofferma sull’importanza di una visione d’insieme che coinvolga l’intera valle: “Dobbiamo guardare a Pinzolo e Madonna di Campiglio come un unico grande sistema, capace di attrarre turismo e di offrire opportunità ai residenti”. La pandemia ha rappresentato una sfida importante: “Il secondo mandato è iniziato con la problematica Covid, che ci ha rallentato, ma abbiamo lavorato per garantire la continuità dei progetti e per sostenere le attività economiche della valle”. Tra le opere più significative, il sindaco sottolinea l’importanza di un turismo che sappia valorizzare ogni stagione: “Campiglio non è solo la macchina economica del demanio sciistico, ma anche estivo, e il nostro obiettivo è rafforzare questa doppia anima”.

 

Nato e cresciuto in queste terre, Cereghini ha alle spalle un percorso di crescita che lo ha portato a ricoprire incarichi politici di sempre maggiore responsabilità: “Sono entrato in politica nel 2005 come consigliere comunale, poi ho fatto un’esperienza di minoranza e dal 2015 sono sindaco”. Il suo legame con il territorio è profondo, maturato anche attraverso esperienze nel mondo dello sport: “Ho giocato a hockey, ho studiato tra Milano e Trento, laureandomi in ingegneria, e poi sono tornato per lavorare nel mio paese, con l’idea di contribuire al suo sviluppo”. Una volta rientrato stabilmente a Pinzolo, ha fondato con la sorella Ida, architetto, lo studio tecnico Cereghini: “Abbiamo aperto uno studio di progettazione, un’attività che ancora oggi portiamo avanti con dedizione e attenzione allo sviluppo del territorio”. La sua ambizione è chiara: “Abbiamo ancora tanto da fare, ma la direzione è quella giusta”. Con le elezioni imminenti, Michele Cereghini si prepara a candidarsi per un terzo mandato, con l’intento di proseguire il percorso di crescita e sviluppo della comunità.

 

Pinzolo, il cui nome secondo la tradizione deriverebbe da un antico insediamento salvato dalle acque del fiume Sarca o da un solitario pino sopravvissuto all’inondazione, è un paese dal fascino antico, adagiato in una valle che si apre tra il Parco Naturale Adamello-Brenta e le cime delle Dolomiti. Qui, nel Medioevo, operavano i Battuti, confraternita di laici dediti alla carità e alla penitenza, mentre nel Risorgimento il paese diede i natali a Nepomuceno Bolognini, fondatore della SAT (Società degli Alpinisti Tridentini). La sua vocazione turistica si consolidò nel Novecento con l’ascesa dell’alpinismo e dello sci alpino, legandosi indissolubilmente al nome di Madonna di Campiglio.

 

La storia di Madonna di Campiglio affonda le radici nel XII secolo, quando un monaco di nome Raimondo fondò qui un rifugio per viandanti e pellegrini. Come racconta Paolo Luconi Bisti, ricercatore di storie locali: “Madonna di Campiglio nasce sul finire del 1100 come monastero di passo, quando le Alpi cominciano ad essere popolate e anche in questa zona cominciano a passare i commerci e i pellegrini. Conosciamo il nome del fondatore, tale Raimondo, il quale, in espiazione dei suoi peccati, così ci racconta una pergamena del tempo, sale quassù e fonda il primo rifugio alpino al servizio del passeggero e del viandante”.

La funzione religiosa del luogo si mantenne per secoli, fino a quando, nel 1872, un imprenditore della Val Rendena acquistò ciò che restava del monastero e lo trasformò in un albergo moderno, intercettando il nascente turismo alpino.

Durante il dominio austriaco, Madonna di Campiglio divenne una meta prediletta dall’aristocrazia dell’Impero Austro-Ungarico. Le sue montagne, i paesaggi incontaminati e l’atmosfera elegante ne fecero un rifugio esclusivo per le classi più abbienti. Nel 1889 la principessa Elisabetta di Baviera, meglio conosciuta come Sissi, vi soggiornò, affascinata dalla bellezza del luogo. Si racconta che amasse passeggiare nei boschi e godersi la quiete delle vette alpine, allontanandosi per qualche tempo dalla rigidità della vita di corte. La sua visita consolidò la fama di Madonna di Campiglio come destinazione privilegiata, tanto che ancora oggi la località celebra il suo passaggio con eventi e rievocazioni storiche.

 

Con la fine della Prima Guerra Mondiale e il passaggio del Trentino-Alto Adige all’Italia nel 1919, Madonna di Campiglio iniziò una nuova era. Il turismo si ampliò e, nel corso del Novecento, la località si trasformò in uno dei principali poli del turismo alpino italiano, con la costruzione di infrastrutture dedicate agli sport invernali e all’accoglienza di un pubblico sempre più internazionale.

“Arriva l’Italia e arriva lo sci, le prime gare, i primi impianti di risalita. La prima scuola di sci, la chiamavano Madonna Bianca a quel tempo”.

 

Oggi Madonna di Campiglio è il cuore pulsante di uno dei comprensori sciistici più vasti d’Italia, la Skiarea Campiglio Dolomiti di Brenta. “Abbiamo provato a crescere, sia dal punto di vista del demanio sciistico che di quello estivo, perché quello che abbiamo intorno è qualcosa di spettacolare”, sottolinea il sindaco Cereghini. “Abbiamo investito molto nel miglioramento delle infrastrutture e nella qualità delle piste, affinché Madonna di Campiglio possa offrire un’esperienza senza pari agli appassionati di sport invernali”. Il sindaco evidenzia anche la volontà di rendere la località sempre più attrattiva per eventi sportivi internazionali: “L’obiettivo è mantenere alta la qualità e la competitività della nostra offerta sciistica, portando qui atleti e spettatori da tutto il mondo”.

 

Qui lo sci è una passione che affonda le sue radici nel passato, celebrato ogni anno dalla 3Tre, lo slalom in notturna che illumina le piste del Canalone Miramonti, una delle competizioni più prestigiose del circuito mondiale. “La 3Tre è uno dei motivi di grande orgoglio per questa località. Fondata nel 1950, oggi siamo alla 71ª edizione”, spiega Lorenzo Conci, presidente del comitato organizzatore. “Siamo l’unica località che può vantare un tracciato di slalom che arriva direttamente in centro paese”. Poi aggiunge con entusiasmo: “La 3Tre non è solo una gara, è un evento che coinvolge l’intera comunità, un’occasione per mostrare al mondo la bellezza e l’unicità di Madonna di Campiglio. Ogni edizione porta con sé un’atmosfera magica, capace di trasmettere la nostra passione per la montagna e lo sport”.

 

Per rendere l’esperienza sempre più immersiva, l’amministrazione ha avviato nuovi progetti legati all’illuminazione delle piste e all’espansione dei servizi dedicati agli spettatori e agli atleti: “Vogliamo che ogni ospite, dal professionista allo sciatore amatoriale, possa vivere Madonna di Campiglio nel migliore dei modi. La nostra sfida è quella di offrire sempre di più, mantenendo al contempo intatto lo spirito autentico delle nostre montagne”.

 

Ma se l’inverno è dominato dallo sci, l’estate trasforma queste terre in un paradiso per escursionisti e alpinisti, con sentieri che si snodano tra le vette e laghi alpini che riflettono il cielo. Le Dolomiti di Brenta, con le loro guglie vertiginose e le pareti rocciose che si tingono di rosa al tramonto, offrono percorsi per ogni livello, dai più impegnativi trekking d’alta quota alle passeggiate più dolci nei boschi profumati di resina e muschio. La natura è sovrana, con il Parco Naturale Adamello-Brenta che custodisce specie rare e scorci di inestimabile bellezza.

 

E in ogni stagione, l’accoglienza qui è un’arte, come dimostra la passione di chi, come Margherita Tisi del Cerana Relax Hotel, ha fatto dell’ospitalità un valore autentico: “L’ospite che soggiorna da noi apprezza molto il fatto che ci siamo ancora noi come famiglia ad accoglierli. Lo staff diventa un po’ la comunità del nostro ospite”. Una filosofia che si traduce in un’attenzione particolare ai dettagli, dalla cura delle camere alla scelta dei materiali naturali, fino all’offerta di servizi pensati per il massimo benessere. “Abbiamo puntato molto sulla parola benessere, sia a livello di atmosfera che l’ospite percepisce quando soggiorna nella nostra struttura, sia a livello di offerta di centro benessere e area beauty”, aggiunge Tisi.

Un’accoglienza che si esprime anche attraverso il benessere, con spa panoramiche e ambienti raffinati, pensati per chi cerca un’esperienza immersiva nella quiete della montagna. Il Cerana Relax Hotel offre un’area wellness esclusiva, con piscine riscaldate affacciate sulle vette, saune aromatiche e percorsi di rilassamento ispirati alle tradizioni alpine. “Abbiamo creato due spa: una riservata alle famiglie, dove anche i più piccoli possono godere di momenti di relax, e una solo per adulti al quinto piano, con gettate di vapore e una piscina esterna con vista sulle piste di Madonna di Campiglio”, spiega Tisi.

 

“Negli ultimi anni abbiamo visto un crescente interesse da parte di un turismo alto-spendente, non solo italiano ma anche internazionale, che apprezza sempre di più l’unicità del nostro territorio e la qualità dei servizi offerti”, conclude Margherita.

 

A Pinzolo e Madonna di Campiglio, il lusso incontra la natura, e l’accoglienza diventa un’arte fatta di calore, eleganza e autenticità.

 

A impreziosire il soggiorno, la cucina locale che si racconta con i sapori autentici del territorio e la creatività degli chef. Tra questi, spicca Fiorenzo Perremuto, executive chef del rinomato ristorante Dolomieu, situato nel cuore di Madonna di Campiglio e insignito di una prestigiosa stella Michelin. La sua cucina è un connubio tra tradizione e innovazione, un viaggio che parte dalle materie prime del territorio e si evolve in piatti di straordinaria eleganza e complessità. “Cerco di sviluppare attraverso i miei piatti un concetto filosofico, di creare una poesia intorno a quello che è il piatto”, spiega Perremuto.

Il Dolomieu, con la sua atmosfera intima e raffinata, accoglie i suoi ospiti in un ambiente che richiama il calore delle baite alpine, arricchito da dettagli di design moderno. Qui, ogni piatto è un’esperienza sensoriale, capace di raccontare la montagna con delicatezza e audacia. Il fiore all’occhiello della sua proposta gastronomica è In fondo al lago, una creazione che esalta la trota, marinata agli agrumi, aneto, pepe e soia, poi servita con un gioco di fumi che rievoca la nebbia mattutina sui laghi alpini. “Amo lavorare con i prodotti del territorio, reinterpretandoli senza mai snaturarne l’essenza”, sottolinea lo chef.

Accanto a piatti iconici come questo, il Dolomieu offre un menu degustazione che spazia tra ingredienti di montagna e richiami mediterranei, il tutto accompagnato da una carta dei vini che valorizza le eccellenze enologiche del Trentino e oltre. “Il nostro obiettivo è far vivere ai nostri ospiti un viaggio attraverso i sapori, dove ogni piatto racconta una storia e trasmette emozioni”, conclude Perremuto.

 

A Pinzolo e Madonna di Campiglio, ogni dettaglio è un’eco della loro storia, un riflesso della loro vocazione all’eccellenza. Qui, tra le vette dolomitiche e la maestosità dell’Adamello, il tempo si dilata e si veste di magia, in un equilibrio perfetto tra natura, sport, cultura e ospitalità.

 

 

 

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