Il nome NARRANDO conserva la matrice scientifica da cui tutto è cominciato. Le lettere che compongono la sigla richiamano infatti NAno caRbon RAdiatioN DOsimeter, il progetto nato nell’ambito dell’Università degli Studi di Salerno per sviluppare dosimetri nanostrutturati destinati alla radioterapia e alla radiodiagnostica, sulla base di una tesi di dottorato. Oggi quel nome identifica una microimpresa salernitana che affianca università, centri di ricerca e aziende nella trasformazione di un’intuizione scientifica in una soluzione verificabile, applicabile e pronta a misurarsi con l’industria. Dal primo dispositivo alle attività attuali, la direzione è rimasta coerente: studiare materiali e processi avanzati, valutarne con rigore le prestazioni e accompagnarli verso un impiego concreto.
Il nucleo originario del progetto riguardava una questione particolarmente delicata: misurare le radiazioni ionizzanti direttamente sul paziente, in tempo reale e con un’elevata risoluzione spaziale. Il gruppo di ricerca mise a punto prototipi basati su piccole camere a ionizzazione, modificandone l’anodo con nanomateriali di carbonio, tra cui nanotubi e grafene, per aumentarne la sensibilità. La miniaturizzazione apriva la strada a misure più puntuali, mentre la possibilità di lavorare anche senza una tensione di polarizzazione applicata rendeva la tecnologia promettente per le applicazioni in vivo. L’idea ottenne nel 2012 il primo premio alla Start Cup Campania e il Premio Nazionale per l’Innovazione nella categoria Life Science. L’anno successivo nacque NARRANDO, inizialmente come spin-off dell’Università di Salerno, con l’obiettivo di portare fuori dal laboratorio una competenza costruita attorno alle nanotecnologie e all’ingegneria chimica.
A partire dal nanodosimetro, il raggio d’azione dell’azienda si è progressivamente ampliato. Dal 2017 NARRANDO opera come microimpresa di ricerca, innovazione e consulenza tecnico-scientifica, sviluppando attività nei settori dell’energia, dell’ambiente, della salute e dell’alimentazione. Il lavoro può prendere avvio dalla scelta di un materiale, dalla modifica di un processo già esistente oppure da un problema industriale ancora privo di una risposta soddisfacente. Seguono la sperimentazione, la caratterizzazione, la verifica delle prestazioni e, quando il progetto lo richiede, il sostegno alla validazione e al passaggio di scala. È una zona di lavoro complessa, posta tra ricerca e produzione, nella quale una buona idea deve dimostrare di essere anche riproducibile, sostenibile e compatibile con tempi e costi reali.
A guidare NARRANDO è il professor Paolo Ciambelli,
co-fondatore, amministratore unico e riferimento scientifico della società. Prima dei laboratori e dell’università, nella sua formazione c’è una Napoli attraversata dal teatro, dalla musica, dal cinema e dal lavoro artigianale. Alle elementari Teresa Ravaschieri fu compagno di scuola di Peppe Barra e allievo di Zietta Liù, autrice di fiabe ed educatrice che trasformava la palestra dell’istituto in uno spazio dedicato alla recitazione. Fu lì che incontrò per la prima volta Roberto De Simone, al pianoforte per accompagnare gli alunni durante le rappresentazioni. Quel legame è rimasto vivo nel tempo: Ciambelli continua a incontrare Barra e considera un rito assistere ogni anno alla Cantata dei Pastori a Salerno o ai suoi spettacoli al Teatro dei Barbuti.
Anche la storia familiare appartiene a una Napoli fatta di botteghe, materiali preziosi e competenze tramandate. Il nonno Eugenio possedeva un laboratorio per la lavorazione della tartaruga, mentre il fratello Ciro svolgeva la stessa attività a Parigi. Il padre e lo zio portarono avanti per decenni il negozio A. De Caro di via Santa Lucia, inizialmente dedicato ai coralli e alle manifatture in tartaruga e successivamente alla gioielleria. Tra i suoi clienti passarono personalità del cinema, della musica e della cultura, da Monica Vitti e Van Wood a Francesco Rosi, Harry Winston e Gerardo Marotta. Alla dimensione familiare appartiene anche il figlio Matteo, che lavora come fotografo sportivo free lance, collaboratore di Reuters.
Su questo sfondo umano si innesta la scelta dell’Ingegneria chimica, che prevalse sull’alternativa Archeologia. Ciambelli si laureò nel 1970 all’Università Federico II di Napoli, dove avviò anche la carriera accademica, dopo il servizio militare all’Istituto di ricerche del Celio, a Roma, e prima di diventare professore ordinario di Chimica industriale e tecnologica all’Università di Salerno dal 1990 al 2015 e professore emerito dal 2016. Ha diretto il Dipartimento di Ingegneria Chimica e Alimentare, partecipato al Senato Accademico e coordinato Cicli e Scuole di dottorato, prendendo parte anche alla Scuola internazionale di Nanoscienze e Nanotecnologie sviluppata con la Jacobs University di Brema. È stato inoltre fondatore e direttore del centro interdipartimentale NANO_MATES, dedicato ai nanomateriali e alle nanotecnologie, e presidente dell’Associazione Italiana Zeoliti.
Già nel 2011 il progetto NYBORGMAT, rivolto ai materiali ibridi organici-inorganici come additivi di lubrificanti, aveva ottenuto il primo premio alla Start Cup Campania, anticipando quel dialogo tra ricerca e applicazione che avrebbe poi condotto alla nascita di NARRANDO. Il suo profilo scientifico comprende oltre 380 pubblicazioni, 16 brevetti industriali e un h-index pari a 53 (Scopus 2026); figura inoltre nella selezione internazionale del 2% dei ricercatori con maggiore impatto scientifico. A questi dati si affiancano gli incarichi nella European Association of Professors Emeriti, di cui è anche componente del consiglio direttivo, il coordinamento della sezione Sud dell’Associazione Italiana di Ingegneria Chimica e l’appartenenza a organismi scientifici e professionali internazionali come l’American Chemical Society e l’American Institute of Chemical Engineers.
Attorno a questa esperienza si è formato un gruppo con competenze complementari. In questi anni, 7 laureati si sono succeduti, ed attualmente, Vincenzo Crisci, Michele De Filippo, e Antonio Capaccio,
tutti dipendenti a tempo indeterminato, costituiscono lo staff tecnico-scientifico, in un confronto tra chimica, ingegneria e sviluppo sperimentale. La dimensione contenuta del gruppo favorisce un rapporto diretto con i partner e consente di costruire ciascun percorso di ricerca sulle esigenze effettive del progetto. La personalizzazione prende forma nella scelta delle prove, dei materiali e delle condizioni operative più adatte al risultato da raggiungere, seguendo procedure calibrate sulla natura specifica del problema affrontato.
Una parte importante del lavoro si è sviluppata all’interno di programmi di ricerca europei. NARRANDO ha partecipato a Graphene 3D, progetto concluso nel 2022 e dedicato a nanocompositi polimerici a base di grafene per la stampa tridimensionale, con proprietà elettromagnetiche, termiche e meccaniche modulabili. È stata poi partner in DiSeTCom, terminato nel 2023 e rivolto allo sviluppo di componenti fotonici nella banda dei terahertz basati su semimetalli di Dirac e grafene, tecnologie studiate per possibili applicazioni nei controlli non distruttivi, nella biomedicina, nelle telecomunicazioni e nella sicurezza.
Tra i progetti europei più recenti rientra FLORIN, attivo fino al 2026 e costruito attorno a nuovi sistemi di bioimaging e biosensing. Il programma riunisce università, centri di ricerca e imprese con lo scopo di sviluppare strumenti capaci di osservare in tempo reale alcuni meccanismi biologici collegati alla malattia di Alzheimer. NARRANDO ha svolto consulenza per il progetto PNRR MECCA, dedicato allo sviluppo di soluzioni per la produzione sostenibile di idrogeno verde attraverso processi di pirolisi di metano assistiti da plasma freddo. Consulente, inoltre, del progetto Horizon iQARO, per le ricadute di mercato di dispositivi quantici del progetto. Esperienze differenti per ambito e finalità, accomunate dalla necessità di far dialogare discipline e Paesi diversi, mantenendo chiaro il percorso che conduce dal risultato scientifico alla sua possibile applicazione.
La stessa capacità di collegare competenze diverse emerge dalla collaborazione con la Fondazione EBRIS – European Biomedical Research Institute of Salerno, dove NARRANDO è ospitata come core di Nanotecnologie. Qui l’ingegneria chimica incontra in modo diretto la ricerca biomedica. Tra le attività figurano lo sviluppo di nanovettori per il trasporto e il rilascio controllato di farmaci, attivabili attraverso radiazioni infrarosse o ultraviolette, campi magnetici e ultrasuoni; la sintesi di peptidi destinati all’ottenimento di principi attivi mediante reazioni elettrochimiche; la progettazione di nanodispositivi e nanosensori per la diagnostica; lo studio di rivestimenti antimicrobici e antivirali.
L’elettrochimica, in particolare, consente di intervenire sulle reazioni utilizzando il trasferimento di elettroni come strumento di sintesi. Questo approccio può rendere alcuni passaggi più rapidi e selettivi, contribuendo al tempo stesso a controllare meglio le condizioni del processo e le ricadute sulla produzione. Le competenze sviluppate nel laboratorio trovano così possibili applicazioni nei processi farmaceutici, nei sistemi diagnostici e nella progettazione di nuove soluzioni terapeutiche, all’interno di un ambito in cui la verifica sperimentale rimane centrale.
Il rapporto tra ingegneria chimica e medicina ha portato NARRANDO tra gli organizzatori dell’incontro internazionale ChemE-Med 2024, svoltosi a Salerno nell’ambito della sezione “Chemical Engineering as Applied to Medicine” della European Federation of Chemical Engineering. Il confronto ha riunito studiosi europei attorno all’impiego di modelli, materiali, processi e tecnologie ingegneristiche nella diagnosi, nella terapia e nella comprensione dei sistemi fisiologici. Per NARRANDO si tratta di un terreno coerente con la propria origine: già il nanodosimetro nasceva dall’incontro tra un sapere ingegneristico e una necessità clinica concreta.
Accanto alla salute, l’azienda lavora su problemi legati alla transizione energetica e all’economia circolare. Le competenze comprendono batterie e supercondensatori, catalisi eterogenea e fotocatalisi, produzione di idrogeno, decarbonizzazione dei processi manifatturieri e riscaldamento dei reattori attraverso microonde. NARRANDO ha collaborato con CapTop nell’ambito di un progetto rivolto allo sviluppo di una filiera italiana dei supercondensatori per lo stoccaggio dell’energia prodotta da fonti rinnovabili. L’obiettivo è contribuire alla realizzazione di sistemi capaci di accumulare e rilasciare energia rapidamente, rispondendo a una delle esigenze centrali poste dalla diffusione delle fonti intermittenti.
La società ha inoltre lavorato su processi per la depolimerizzazione del PET e sul riciclo dei prodotti assorbenti destinati all’igiene personale, mettendo a disposizione competenze utili a individuare nuovi impieghi per la cellulosa recuperata. In attività di questo tipo la ricerca assume una funzione molto concreta: separare i materiali che compongono un prodotto dopo il suo uso, conservarne il valore e creare le condizioni perché possano rientrare in un nuovo ciclo produttivo. La sostenibilità viene così affrontata come un problema di processo, da valutare attraverso la qualità dei materiali ottenuti, il consumo di risorse e la reale possibilità di applicare la soluzione su una scala più ampia.
Un esempio particolarmente chiaro riguarda il packaging alimentare a base di bambù. Partendo dagli scarti della lavorazione dei fusti, NARRANDO ha realizzato contenitori ottenuti mediante l’essiccazione e la formatura di un impasto di fibre, amido e acqua. La soluzione è stata sperimentata insieme al CREA – Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria sulla shelf life di fragole. Rispetto ai campioni di controllo, il sistema composto dalla vaschetta in bambù e da un’atmosfera modificata passiva ha contenuto maggiormente la perdita di peso e ha contribuito a preservare la consistenza, il colore e alcuni composti bioattivi del frutto.
La ricerca, pubblicata nel 2025, mostra come uno scarto vegetale possa essere ripensato come materiale per un imballaggio capace di unire sostenibilità e prestazioni. Il risultato acquista interesse proprio perché affronta contemporaneamente due esigenze: recuperare una materia che altrimenti rischierebbe di rimanere inutilizzata e migliorare la conservazione di un alimento particolarmente delicato. La questione ambientale entra quindi nella progettazione del prodotto senza essere separata dalla sua efficacia, dalla sicurezza e dalla qualità che deve garantire durante l’utilizzo.
E, ancora una volta, rispetto al tema Salute, NARRANDO si è occupato del problema mascherine con l’Istituto Superiore di Sanità, e oggi svolge consulenza in due progetti che valutano gli effetti socio economici del COVID su una popolazione di celiaci e sul settore ittico della Provincia di Salerno.
Le collaborazioni costruite negli anni restituiscono la natura internazionale dell’attività. NARRANDO ha lavorato con università e centri di ricerca di Namur, Sofia, Exeter, Vilnius e della Finlandia orientale, oltre che con realtà come Harvard Medical School e Technion. Sul versante industriale il confronto ha coinvolto imprese attive nei materiali, nell’energia, nella chimica, nel riciclo e nelle biotecnologie. La ricerca accademica mette a disposizione conoscenze, metodi e strumenti di indagine; l’impresa porta esigenze legate all’affidabilità, ai tempi, alla sostenibilità economica e alla possibilità di replicare il risultato. NARRANDO opera nel punto in cui queste due prospettive devono incontrarsi e trovare un linguaggio operativo comune.
Il nome dell’azienda mantiene la memoria del progetto da cui il percorso ha avuto origine, ma nel tempo quella sigla è diventata anche l’espressione di un metodo. Ogni attività parte da una domanda precisa e procede attraverso prove, misure, verifiche e correzioni, fino a stabilire se una tecnologia possa funzionare anche al di fuori del laboratorio. È qui che il trasferimento tecnologico assume il suo significato più concreto: ridurre la distanza tra conoscenza e applicazione, accompagnando un materiale, un processo o un dispositivo verso le condizioni necessarie per diventare una soluzione utilizzabile. Da Salerno, NARRANDO continua così a muoversi all’interno di reti scientifiche internazionali, mantenendo il legame con il territorio e con la cultura della ricerca dalla quale è nata.
