Si può essere molto bravi a vivere una vita che, in fondo, non ci somiglia. Accade quando si impara presto a intuire ciò che gli altri si aspettano, a non deludere, a mostrarsi forti anche nei momenti in cui si avrebbe bisogno di fermarsi. Si diventa affidabili, disponibili, capaci di risolvere problemi e di tenere insieme ogni cosa. Da fuori sembra che tutto proceda nella direzione giusta; dentro, invece, può farsi strada una domanda semplice e difficile allo stesso tempo: quanto di ciò che sto vivendo nasce davvero da me? È da questa distanza fra l’immagine costruita nel tempo e la parte più autentica della persona che prende avvio Oltre il Copione. Come incontrare la parte più vera di sé e iniziare a scegliersi, il libro della Dott.ssa Costanza Fontani, pubblicato da Bruno Editore il 31 luglio 2026.
Il copione richiamato nel titolo non riguarda una finzione consapevole e neppure il desiderio di ingannare gli altri. È qualcosa di più silenzioso: un insieme di abitudini emotive, ruoli e comportamenti appresi molto presto, spesso per sentirsi accettati, evitare il rifiuto, mantenere un equilibrio familiare o proteggersi da ciò che faceva paura. Modi di reagire che, in un determinato momento della vita, possono essere stati utili. Il problema nasce quando continuano a guidare le scelte anche molti anni dopo, senza che la persona se ne accorga più. Si dice sì mentre si vorrebbe dire no, si cerca approvazione prima ancora di capire che cosa si desidera, si misura il proprio valore attraverso i risultati e si finisce per chiamare carattere ciò che, forse, è soltanto una vecchia forma di difesa.
Oltre il Copione entra proprio in questo spazio, senza promettere cambiamenti improvvisi e senza suggerire di cancellare ciò che si è stati. La Dott.ssa Fontani invita piuttosto a guardare con maggiore chiarezza i meccanismi che hanno modellato il modo di agire, amare, reagire e scegliere. Comprenderli non significa giudicarsi per averli seguiti così a lungo. Significa riconoscere che hanno avuto una ragione, ma che quella ragione potrebbe non appartenere più alla vita presente. È qui che la consapevolezza diventa concreta: accorgersi di una reazione prima di ripeterla, distinguere una scelta autentica da una dettata dalla paura, chiedersi se il ruolo interpretato per anni rappresenti ancora davvero la persona che si è diventati.
Psicologa e coach emotivo-comportamentale e strategica, la Dott.ssa Fontani vive e lavora tra Firenze e Milano. Si è laureata in Psicologia all’Università di Padova nel 2001 e ha approfondito la Psicologia del Lavoro. Negli anni ha costruito un percorso professionale rivolto alla crescita personale, al benessere e al cambiamento, unendo competenze psicologiche, ascolto e attenzione per ciò che accade nella vita quotidiana.
Da questa visione è nato anche il Metodo Co.Co., attraverso il quale la psicologa unisce psicologia e coaching in percorsi costruiti sulle caratteristiche della singola persona. Si parte dal riconoscimento degli schemi che limitano o fanno soffrire, per trasformare ciò che si è compreso in abitudini nuove e sostenibili. Non esistono regole uguali per tutti: a volte il cambiamento comincia imparando a comunicare un bisogno senza scusarsi; altre volte nel concedersi una pausa o nel riconoscere che essere necessari agli altri non equivale sempre a essere amati.
Il libro raccoglie questa esperienza e la porta su un piano ancora più personale. La Dott.ssa Fontani lascia entrare nella narrazione anche la propria storia, così il lettore incontra una professionista che conosce gli strumenti del suo lavoro e, insieme, una donna disposta a confrontarsi con ciò che l’ha formata. La sua esperienza non viene proposta come un modello da imitare, bensì come un punto di contatto. Raccontarsi, in questo caso, serve ad aprire uno spazio in cui chi legge possa riconoscere qualcosa di sé: il bisogno di essere approvato, la paura di deludere, la fatica di mostrarsi fragile, la tendenza a legare il proprio valore a quanto si riesce a fare per gli altri.
Uno dei temi più riconoscibili riguarda proprio la performance. Molte persone crescono imparando che il valore deve essere dimostrato attraverso il lavoro, i risultati, l’efficienza e la capacità di non crollare. Ogni traguardo porta sollievo, ma spesso si tratta di un sollievo breve, perché subito ne serve un altro. Si continua a correre per meritare considerazione, senza riuscire a sentire che quella considerazione potrebbe spettare alla persona prima ancora di ciò che produce. Quando l’identità dipende quasi interamente dalla capacità di riuscire, un errore non resta un errore: rischia di diventare la prova di un presunto fallimento personale.
La Dott.ssa Fontani accompagna il lettore a separare questi piani. Un risultato può essere importante senza diventare la misura definitiva di chi lo ha ottenuto. Una battuta d’arresto può fare male senza cancellare il percorso compiuto. Anche l’ambizione, liberata dal bisogno di dimostrare continuamente di essere all’altezza, può ritrovare una forma più sana: non più una corsa contro il timore di valere poco, ma il desiderio di esprimere capacità, interessi e aspirazioni. È una differenza sottile, eppure cambia il modo in cui si affrontano il lavoro, il successo e perfino il riposo.
Il bisogno di approvazione si presenta con la stessa forza nelle relazioni. Adattarsi può apparire una forma di amore, educazione o disponibilità, ma a volte nasconde il timore che mostrarsi davvero possa compromettere il legame. Si tace per evitare un conflitto, si accetta per paura di perdere l’altro, si anticipano desideri e necessità altrui fino a non riuscire più a riconoscere i propri. La relazione rimane in piedi, mentre la persona rischia di scomparire al suo interno. Scegliersi, allora, non vuol dire diventare indifferenti o mettere sempre se stessi davanti a chiunque. Vuol dire restare presenti anche quando si ama, senza abbandonarsi ogni volta sulla soglia di un rapporto.
Questa presenza richiede confini, ma anche parole. Esprimere un bisogno in modo chiaro, sostenere un dissenso senza trasformarlo in uno scontro, accettare che un no possa dispiacere senza per questo renderci colpevoli sono passaggi meno appariscenti di una grande svolta, ma spesso più decisivi. Nel libro il cambiamento procede attraverso movimenti concreti che restituiscono alla persona un margine di scelta. Il vecchio copione suggerisce risposte immediate e conosciute; la consapevolezza crea quel breve intervallo nel quale diventa possibile domandarsi se esista un modo diverso di stare nella stessa situazione.
Qui entra in gioco la leadership emotiva, uno dei temi portanti di Oltre il Copione. L’espressione non indica il controllo rigido delle emozioni né l’idea di riuscire a essere sempre calmi. Rabbia, paura, tristezza e vergogna non sono difetti da correggere o presenze da mettere a tacere. Portano informazioni: raccontano un limite superato, un bisogno trascurato, una ferita o una contraddizione che chiede attenzione. Imparare a riconoscerle permette di non esserne trascinati automaticamente. La persona può ascoltare ciò che prova e decidere come comportarsi, evitando sia di soffocare ogni emozione sia di usarla come giustificazione per qualsiasi reazione.
La forza interiore di cui parla la psicologa è lontana dall’invulnerabilità. Essere forti non coincide con il non avere bisogno di nessuno, con il non sbagliare o con il riuscire a reggere tutto senza mostrare fatica. Una forza più matura comprende la capacità di riconoscere un limite, chiedere aiuto, cambiare idea e attraversare un momento difficile senza trasformarlo in una sentenza su di sé. Anche la fragilità assume allora un significato diverso. Accoglierla non significa rassegnarsi, ma smettere di sprecare energie nel tentativo di apparire sempre inattaccabili.
Responsabilità e rispetto di sé possono così tornare a stare insieme. Guardare con sincerità le proprie scelte, riconoscere quando hanno ferito qualcuno o portato nella direzione sbagliata, non obbliga a usare la vergogna come una punizione permanente. La comprensione non cancella le conseguenze di un errore, ma permette di correggere una direzione senza distruggere l’immagine di sé. È anche in questo dialogo interiore meno feroce che il cambiamento trova spazio.
Il percorso proposto nel libro si muove fra consapevolezza, valore personale, presenza di sé e capacità di scegliere. Sono temi legati tra loro: è difficile sentire il proprio valore se ogni decisione dipende dal consenso esterno, così come riconoscere uno schema serve a poco quando ci si sente incapaci di agire diversamente. La riflessione viene quindi accompagnata da esempi e strumenti pratici, capaci di riportare la lettura nelle situazioni comuni: una richiesta accettata controvoglia, un obiettivo inseguito per dimostrare qualcosa, una relazione nella quale non ci si sente più liberi di essere sinceri.
Il cambiamento descritto dalla Dott.ssa Fontani non assomiglia a una rottura spettacolare. Procede per scelte ripetute, talvolta quasi invisibili agli occhi degli altri. Può voler dire smettere di spiegarsi troppo, riconoscere una stanchezza prima che diventi esasperazione, lasciare che qualcuno resti deluso senza correre subito a riparare, oppure accettare che una versione di sé, un tempo necessaria, oggi non serva più. Ogni piccolo passaggio modifica il rapporto con la propria storia: il passato non viene rinnegato, ma perde il diritto di decidere da solo ciò che accadrà dopo.
Andare oltre il copione, in definitiva, non significa trovare una parte nuova da recitare meglio. Significa ridurre poco alla volta la distanza fra ciò che si mostra e ciò che si sente, fra le scelte compiute per paura e quelle che rispecchiano davvero desideri e valori. La parte più vera di sé non appare come una rivelazione improvvisa. Si riconosce nel tempo, mentre si impara a restare dalla propria parte senza chiudersi agli altri, a vivere i legami senza annullarsi e a cercare risultati senza affidare loro tutta la propria dignità.
Oltre il Copione parla a chi, pur avendo costruito molto, avverte una stanchezza difficile da nominare; a chi riesce a prendersi cura di tutti e non sa più come ascoltare se stesso; a chi continua a essere la persona forte, accomodante o impeccabile che gli altri conoscono, ma sente che quella parte è diventata troppo stretta. La Dott.ssa Fontani non offre scorciatoie né invita a cambiare vita dall’oggi al domani. Propone qualcosa di più serio: fermarsi abbastanza a lungo da riconoscere ciò che continua a guidarci e domandarsi se vogliamo ancora seguirlo. Perché scegliersi non è un gesto egoistico e neppure una decisione presa una volta per tutte. È un modo quotidiano di tornare presenti nella propria vita e, finalmente, abitarla senza dover continuare a recitare.

