Nunzia Caricchio, e il suo riscatto nella scrittura.

Conoscere il dolore, già in tenera età e sapere che quel dolore farà parte del tuo essere, come un mantello, che ti avvolge e che ti difende, e al contempo ti rende più donna e magicamente, da bambina madre, è la storia di Nunzia Caricchio.

Il suo cognome tradisce i suoi natali, infatti Nunzia ha origini partenopee ; cresciuta nel rione Sanità di Napoli, un quartiere storicamente difficile dove la vita è una sfida quotidiana, e per fortuna oggi coloratosi di arte e positività,  vuol dire per lei sin da subito misurarsi con le strettoie della vita. 

Per rimarginare le ferite, ferite impostegli dalla vita stessa, dall’amore, da un incontro sbagliato, da un continuo peregrinare per lavorare solo per lavorare, senza sentire l’eco della passione, e poi cadere, farsi male, ricominciare e ritentare nuovamente credendo prima di tutto in se stessa, poi nell’amore verso il prossimo che ti comprenda e che ti ascolti, nel suo bambino, e infine ma non per importanza nella sua amata scrittura, cuore pulsante di sempre di un’anima che reclamava solo questo. Fin dalla sua più tenera età Nunzia, aveva nella penna la sua migliore amica con cui trascorrere pomeriggi di gioia e spenseriatezza, riversando su carta tutti i suoi  pensieri più intimi, sogni e desideri, che di lì a poco si sarebbero tutti stretti e abbracciati in un primo volume, la sua prima fatica dal nome “L’Ammazzafavole”, scritto a quattro mani con Sara Ossi, autrice Ferrarese, pubblicazione questa che le ha permesso di vincere il Premio Letterario Internazionale Virgilio in Antica Atella, e di ricevere una Menzione d’Onore da parte del Premio Letterario Residenze Gregoriane 2019 III Edizione. Questo prima opera nasce anche grazie al corso di scrittura creativa diretto da Franco Forte, apripista per Nunzia di di successivi corsi,  di editoria, ufficio stampa e Copywriting, tutti corsi volti a modellare oggi la donna di oggi che ama definirsi ““Multitasking della scrittura”.Una donna davvero speciale, che con la scrittura getta e rigetta tutto ciò che il suo animo le dice di scrivere; un animo delicato, profondo, amabile, tenero, che  preso per mano magicamente si ritrova al Concorso Letterario “Racconti Campani”2020 con la sua opera “Sono Mia”, edita da Historica Edizioni. Una mano, un uomo, un grazie, un si, un perchè, questo è stato ed è per lei l’incontro e il continuo stimolo con il suo amico Pierluigi, a cui deve tanto non solo per averle stretto la mano, ma anche per aver riportato in auge la donna e la professionista che è oggi. Tra i progetti del momento che la vedono conivolta assieme a Ferdinando Sorrentino,Gianluigi Infante, Carmine Maturanza, fautori dell’Associazione”Non me ne vado”, vi è lo sviluppo dell’iniziativa l’arte resta in pigiama veicolta attraverso il social network Facebbok: un videozine culturale aperto a tutti, a cui possono prendere parte gli artisti che desiderano mostrare le proprie attività quotidiane, in pigiama, condividendole con la rete.Una risposta, che come una carezza allieta l’animo di tutti questi momenti no, dove le gabbie e i divieti possono essere motivo di dolore e di mancanza. Nunzia oggi con i tanti suoi progetti  davvero puo’ dire Sono mia, perchè con le sue cicatrici ha capito che soltanto togliendo di dosso il dolore, può dire alla sua pelle, al suo corpo, al suo cuore, di vivere, palpitare e ricredere che l’amore, quello di bimba e oggi di donna esiste.

 

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