Un Nido per l’anima, un nido per le anime.

Ciascuno di noi nasce da un io, un io profondo, un io nascosto, celato, un io maltrattato ma comunque io, e da questo poi molti riscrivono o leggono solo la propria esistenza. Nascere però già sentendosi inadeguati o non si sa per qualche ragione sbagliati, non fa dell’essere umano un essere  fragile, ma al contrario una persona forte, valevole, e con una marcia in più.

Foto tratta da www.sophiaitaly.com

Questa marcia si chiama sensibilità.

Il grande maestro spirituale Osho sosteneva che la “sensibilità e l’abito più elegante e prezioso di cui  l’intelligenza possa vestirsi”; ovvero dicasi sensibilità per definizione la capacità di alcune persone di toccare l’anima degli altri, senza averne grande conoscenza, senza troppo logos, e con il solo tratto dello sguardo e anche non vedendo e non parlando, toccare la percezione dell’essere. Irene Del Negro, è una donna sensibile, è una donna di 43 anni, imprenditrice di se stessa, una donna, che guardandosi indietro, vede molte cicatrici, dolori, francobolli appiccicati sul suo animo, che inizialmente l’hanno fatta sentire diversa, oggi la fanno sentire speciale.

Il suo essere speciale, lo si avverte da subito, nel suo lavoro in particolare, nel suo essere donna, madre e figlia e nel sapersi declinare in ogni ruolo con empatia, profondità e consapevolezza. Da 15 anni Irene è Counselor Evolutivo, iscritta all’Albo S.I.Co (Società Italiana di Counselig), ha una   pagina fb  Un Nido per l’anima…Ascolto donna, che si rivolge sia ad adolescenti che donne per fornire gli strumenti idonei per ritornare in sè, centrati ed equilibrati, con la prima importante regola amare se stessi, e accudire benevolmente il nostro bambino.

Ciascuno di noi ha un bambino in sè, che è appunto il nostro io, che se non amato si ripercuote e si ribella in età adolescenziale, matura e ci accompagna sino alla vecchiaia; saper ascoltare i suoi input, i suoi on o suoi off, con l’aiuto di persone come Irene, diviene un viaggio speculare e spettacolare nella nostra anima. L’io di Irene era ed è ancora oggi un io libero, che ama cantare, ascoltare il cinguettio degli uccelli, che ama profondamente, che ama dipingere, che ama sua madre Lidia, anima gemella che ha fatto e fa con lei un viaggio bellissimo quello della completezza, della conoscenza profonda, dell’abbraccio vero, dello stimolo continuo, del sapere di esserci, e nello stesso tempo lasciar volare al momento giusto. L’io di Irene è un io creativo, geniale che va oltre l’apparenza, la superficie, ma coglie l’essenza, si tuffa giù nell’oceano delle anime per carpirne il puro senso, il puro io. E’ uno specchio limpido, autentico, capace ancora di sapersi stupire del bello, dell’autentico e sapere che alla fine importante è guardare la vita con la testa in sù, guarire dai malanni, e darsi la spinta per correre.

La sua professione in questo ha portato molte persone a migliorarsi, ad accarezzare quell’anima infantile, e a vivere in modo autentico, con indosso il nostro vissuto, e il nostro presente a cui solo noi possiamo dare l’aggettivo bellissimo e caricarlo di un futuro spettacolare.

 

 

 

 

 

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