I musei come involucri vivi di Arte e Cultura. Intervista a Lavinia Colonna Preti, Assessore ai beni Culturali e del Turismo del Comune di Treviso

Evolversi, aggiornarsi, comunicare e conquistare tutti, ecco in poche parole gli obiettivi che l’Assessore ai beni Culturali e del Turismo del Comune di Treviso, Lavinia Colonna Preti, intende perseguire nel corso del suo mandato. La splendida città veneta può contare su un polo museale di tutto rispetto, sul quale si stanno svolgendo anche lavori di ampliamento che lo porteranno ad una riqualificazione che intende anche far evolvere il concetto stesso di museo, portandolo a diventare un vero e proprio involucro di cultura, atti a promuovere la storia ed arrivare alle nuove generazioni.

Ogni polo ha una sua identità ben definita e contenuti che si amalgamano con tutta la vita cittadina, potendo contare su un fitto calendario di letture, approfondimenti ed eventi per bambini, sviluppato con cura e diffuso sulle varie pagine Facebook dei musei civici.

Serviva una mediazione culturale capace di coniugare la storia dell’arte con linguaggi di comunicazione più moderni, legati per esempio al digitale e ai social network che è stata perseguita anche grazie al supporto di Paola Bonifacio, una figura innovativa per un polo museale pubblico in quanto manager responsabile per il coordinamento del marketing e promozione del polo museale anche in un’ottica territoriale e turistica.

Oggi l’immagine è predominante ed è necessario far sentire il visitatore al centro della storia, seguendo un ricetta che prevede un piano di mostre ed eventi che parlano del territorio e dialogano tra di loro, coinvolgendo al contempo anche curatori internazionali con cui realizzare collaborazioni ad ampio respiro, come quella con Vienna: l’arte che dialoga con la fotografia.

Complice anche la situazione di assoluta gravità legata all’emergenza coronavirus, il museo virtuale diventa una delle sfide del futuro a cui guardare con grande ambizione fin da subito. Se pensiamo al mondo della moda come a quello della comunicazione, dobbiamo iniziare a vedere i musei come brand produttori di contenuti da diffondere anche con altri mezzi di comunicazione, perchè è nella diversificazione che si trova il segreto per raggiungere pubblici diversi.

Diversificazione come parola chiave, sviluppando collaborazioni con associazioni e licei, per realizzare modellini da usare in percorsi tattili, con cui coinvolgere soggetti ipovedenti e non solo; vivere questi ambienti come occasione per sviluppare il marketing del territorio rappresenta un’altra opportunità per le istituzioni, capaci così di coinvolgere realtà locali, come la coldiretti o le aziende vitivinicole, come in occasione degli “apertivi in posa”, simpatiche occasioni per brindare durante la mostra “Natura in posa” e spiegare in maniera più profonda la simbologia dei quadri.

L’approccio all’arte cambia, fin dalle scuole primarie e i musei sono destinati sempre più a diventare anche luoghi d’incontro dove sia possibile divertirsi, organizzando eventi istituzionali, ma anche feste di compleanno oppure ospitando altre manifestazioni.

Non puntiamo solo su una grande mostra, ma su una programmazione articolata che possa coprire tutto l’anno, coinvolgendo i poli museali trevigiani ma anche tutte le nostre istituzioni culturali, come sarà con l’evento che stiamo studiando dopo Natura in Posa assieme a Renato Casaro, grande artista trevigiano, l’ultimo pittore del cinema che, con i suoi manifesti e locandine cinematografiche, ha collaborato anche per l’ultimo film di Tarantino”, ci spiega l’Assessore.

Oggi siamo bombardati dalle immagini e la vera sfida nel futuro sarà quella di riuscire ad emozionare, anche con modi diversi, capaci di parlare al cuore di ogni diverso spettatore perchè amare l’Arte e la Cultura vuol dire capire l’essenza vera della vita ed è proprio grazie a queste iniziative che ci avviciniamo alla nostra vera e più profonda essenza.

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