«Il paziente non deve mai sentirsi lasciato solo». È questa la visione che guida da anni la Dott.ssa Mariastella Giorlandino, presidente di Artemisia Lab. Una sanità nella quale la tecnologia è fondamentale, ma non sufficiente; dove ogni scelta, dall’organizzazione degli spazi ai tempi di consegna di un referto, ha un unico obiettivo: accompagnare la persona lungo tutto il percorso di cura.
Forse è anche per questo che, quando entra in una struttura sanitaria, continua a guardarla con gli occhi dell’architetto. Osserva gli ambienti, i percorsi, le sale d’attesa e il modo in cui il paziente viene accolto. «La qualità di una struttura non si misura soltanto dalle apparecchiature che possiede, ma da come una persona si sente dal momento in cui entra a quello in cui esce», ama ripetere.
Dopo il liceo artistico, si laurea con lode in Architettura all’Università La Sapienza di Roma e consegue l’abilitazione nel 1981. Nello stesso periodo inizia il suo percorso in Artemisia, realtà nata nel 1970 nel campo della medicina privata convenzionata e già all’avanguardia nell’introduzione di metodiche diagnostiche innovative. È qui che prende forma un’idea destinata a crescere negli anni: costruire una sanità capace di mettere in comunicazione competenze diverse, evitando che il paziente debba affrontare da solo il percorso tra un esame e una diagnosi.
Negli anni Ottanta arrivano nuove strutture, dallo Studio Lancisi al Laboratorio Alessandria, seguite da Analisys 1980, Clinitalia e altri centri specialistici. Ma il vero cambiamento non è soltanto l’espansione della rete: è l’integrazione tra servizi, laboratori e specialisti. «Il nostro obiettivo è evitare che ogni medico consegni al paziente soltanto il proprio pezzo di percorso. La medicina deve parlare con una sola voce.»
La svolta arriva tra il 2011 e il 2012. Nel 2011 Mariastella Giorlandino diventa proprietaria di Artemisia Lab e avvia un’importante fase di sviluppo, sostenuta esclusivamente con risorse proprie e senza l’ingresso di soci esterni. Parallelamente investe nell’organizzazione interna, creando procedure condivise, rafforzando la formazione del personale e uniformando gli standard qualitativi tra sedi nate in momenti diversi.
Oggi Artemisia Lab rappresenta una delle principali realtà della sanità privata del Lazio, con 26 sedi, circa 320 dipendenti e oltre 650 consulenti. Un sistema che comprende laboratori di analisi, genetica, citoistopatologia, diagnostica per immagini, visite specialistiche, fisioterapia, endoscopia, chirurgia ambulatoriale e assistenza domiciliare.
La crescita, però, non viene misurata soltanto nei numeri. «Più una rete diventa grande, più aumenta la responsabilità di garantire la stessa qualità a ogni paziente, indipendentemente dalla sede in cui entra.» Da qui nasce l’attenzione per le certificazioni di qualità, il rating di legalità, il Comitato scientifico e anche le certificazioni Halal e Kosher, pensate per rispondere alle esigenze di pazienti appartenenti a diverse comunità religiose.
Tra gli esempi più concreti di questa filosofia ci sono i percorsi “1-Day” dedicati alla tiroide, alla mammella e alla prostata, che consentono di concentrare visite, esami e valutazioni specialistiche fino ad arrivare, quando possibile, a un inquadramento diagnostico nell’arco di ventiquattro ore. Anche gli esami di laboratorio vengono organizzati per ridurre al minimo i tempi di attesa.
«Per chi aspetta un referto ogni giorno pesa enormemente. Ridurre l’attesa significa ridurre anche l’ansia e permettere ai medici di intervenire prima.» È una visione che si riflette anche negli investimenti tecnologici: risonanze magnetiche da 1,5 Tesla, tomografie computerizzate supportate dall’intelligenza artificiale e apparecchiature progettate per ridurre l’esposizione alle radiazioni.
Ma, sottolinea Giorlandino, «la tecnologia da sola non basta. Il paziente deve sapere sempre cosa succederà dopo un esame e chi lo accompagnerà nel percorso successivo.»
Lo stesso principio ispira i progetti più recenti. Il programma WIN segue per novanta giorni le persone con sovrappeso e obesità attraverso un’équipe multidisciplinare composta da endocrinologi, nutrizionisti, psicologi e specialisti del metabolismo. La HPV Unit integra prevenzione, diagnosi e trattamento in un unico percorso, mentre la collaborazione con la Fondazione UniPancreas e l’Ospedale Pederzoli punta a migliorare la presa in carico dei pazienti affetti da patologie pancreatiche e malattie rare.
Accanto all’assistenza cresce anche l’investimento nella formazione. Dal 2021 Artemisia Academy ha coinvolto circa 30 mila utenti, affrontando temi che spaziano dalla medicina One Health all’intelligenza artificiale, fino alle malattie rare e alla salute femminile. Da settembre prenderà inoltre il via, insieme al Consorzio Universitario Humanitas, la Scuola di Alta Formazione in Ecografia Clinica, con attività teoriche, pratica e tirocinio supervisionato.
L’impegno della Dott.ssa Giorlandino si estende anche al piano istituzionale. Nel 2023 promuove la nascita di UAP, l’unione nazionale degli ambulatori, poliambulatori, cliniche ed enti dell’ospitalità privata autorizzata e accreditata. Da presidente porta avanti il confronto con le istituzioni sui temi delle liste d’attesa, delle tariffe e della sostenibilità delle strutture sanitarie che collaborano con il Servizio sanitario nazionale.
Accanto all’attività imprenditoriale continua il lavoro della Fondazione Artemisia ETS, nata nel 1996 e oggi impegnata nella prevenzione gratuita e nell’assistenza sanitaria, psicologica e legale alle persone più fragili. Attraverso il numero verde attivo ventiquattr’ore su ventiquattro offre supporto alle donne vittime di violenza, ai giovani coinvolti in episodi di bullismo e a chi vive situazioni di stalking o mobbing.
Nel 2025 prende vita anche il protocollo RigeneraDerma, realizzato con la Direzione centrale anticrimine della Polizia di Stato, che garantisce cure gratuite alle donne con cicatrici conseguenti a violenze domestiche, accompagnandole con un percorso medico, psicologico e legale. Nello stesso anno un accordo con il Ministero dell’Istruzione e del Merito rafforza le attività di prevenzione nelle scuole su salute, dipendenze, uso consapevole dei social e contrasto al bullismo.
Le campagne di prevenzione gratuita, dagli screening cardiovascolari ai Pap test fino alle iniziative dedicate alla salute femminile, completano un progetto che mette al centro soprattutto chi rischia di rinviare una visita per motivi economici o per paura.
«Curare significa prendersi cura», sintetizza la Dott.ssa Giorlandino. Ed è forse questa la chiave per comprendere il percorso di Artemisia Lab: una realtà cresciuta negli anni senza perdere di vista il suo obiettivo più importante, fare in modo che nessun paziente si senta mai solo nel momento in cui ha più bisogno di essere accompagnato.
https://www.mariastellagiorlandino.com/
https://www.artemisiafondazione.it/
