Nel complesso intreccio delle professioni che compongono il tessuto economico e consulenziale italiano, il nome di Jimmy Greselin si impone con discrezione e profondità, testimoniando un percorso professionale tanto articolato quanto coerente, in cui la capacità di reinventarsi si coniuga con un rigore operativo e una visione autenticamente sociale del proprio mestiere. Dietro un curriculum denso di incarichi e iniziative, emerge infatti la figura di un uomo che ha saputo declinare le proprie competenze in una pluralità di ambiti, passando dal fashion design alla consulenza finanziaria, dal commercio internazionale alla lotta contro il sovraindebitamento.
Laureato in Diritto Internazionale, con una formazione che spazia dalla musica alla ragioneria, Jimmy Greselin è stato negli anni manager e ideatore di collezioni per noti marchi di moda, progettista di sistemi di franchising avanzati, esperto di commodities e promotore di iniziative per lo sviluppo sostenibile in contesti internazionali. A partire dal 1986, con la fondazione della Mister Jimmy Fashion Industries, inizia un percorso imprenditoriale che lo porta a misurarsi con i principali mercati europei, americani e giapponesi, sviluppando collezioni per marchi del calibro di The North Face, Kappa, Berghaus, Head, e molti altri. Parallelamente, esplora il settore immobiliare, fondando aziende orientate alla valorizzazione industriale e alla gestione commerciale di ampi complessi.
Ma è negli anni più recenti che la traiettoria di Greselin assume una direzione decisiva e forse più intima: l’impegno nella consulenza in materia di sovraindebitamento e crisi d’impresa. Dal 2019 è responsabile della rete consulenziale di Legge3.it, realtà pionieristica fondata da Gianmario Bertollo, con cui Greselin ha mosso i primi passi in questo campo, affinando il proprio approccio all’assistenza legale in materia di sovraindebitamento. Si tratta del primo studio italiano certificato che si occupa esclusivamente di accompagnare i cosiddetti soggetti non fallibili lungo il difficile cammino del risanamento economico. La sua opera si inserisce nel quadro della Legge 3/2012, nota anche come “legge salva suicidi”, una normativa introdotta per offrire una seconda possibilità a chi, travolto da eventi esterni e imprevisti, non riesce più a onorare i propri debiti.
La Legge 3 rappresenta una delle più importanti innovazioni normative degli ultimi decenni in materia di tutela del cittadino in difficoltà. Introdotta nel 2012, nasce per dare una risposta concreta al fenomeno del sovraindebitamento, che in Italia colpisce milioni di famiglie, spesso in silenzio. Si rivolge a consumatori, piccoli imprenditori, professionisti, agricoltori, associazioni e altri soggetti non fallibili, offrendo tre strumenti fondamentali: il piano del consumatore, l’accordo con i creditori e la liquidazione del patrimonio. In ognuno di questi casi, il giudice valuta la situazione economica del debitore e stabilisce un piano sostenibile, in grado di restituire dignità e prospettiva.
Greselin, con il suo team di consulenti, avvocati e commercialisti, accompagna il cittadino lungo ogni fase del processo, dalla valutazione preliminare alla definizione del piano di rientro. Il valore del suo intervento sta anche nella capacità di mediazione: di fronte a un sistema che spesso mostra rigidità e scarsa empatia, la sua figura agisce come ponte tra le persone e la giustizia, rendendo accessibile una procedura complessa e spesso male interpretata persino dagli stessi operatori del settore. Le sue battaglie non si fermano alla pratica quotidiana. Con la pubblicazione del Rapporto Nazionale sul Sovraindebitamento, con articoli, interviste e seminari, ha denunciato l’arretratezza del sistema italiano rispetto agli altri paesi europei, mostrando come in nazioni come la Repubblica Ceca si riescano ad attivare volumi di pratiche 15 volte superiori nonostante la popolazione sia sei volte inferiore.
L’approccio di Greselin non è mai impersonale. Dietro ogni pratica c’è una storia, spesso segnata da eventi traumatici: la perdita del lavoro, un fallimento aziendale, una malattia, un divorzio. La sua consulenza è anche ascolto, comprensione, supporto emotivo. Una testimonianza raccolta racconta di un imprenditore edile che, travolto dai debiti a causa di clienti insolventi, ha trovato grazie a lui una via per ripartire, trasformando un incubo in una nuova possibilità di vita. Non è solo questione di numeri o percentuali di successo, ma di impatto reale sulla qualità della vita delle persone.
Tra i vantaggi più significativi della Legge 3 vi è la sospensione immediata di ogni azione esecutiva, che consente al debitore di sottrarsi a pignoramenti, aste giudiziarie, pressioni delle agenzie di recupero. Una volta approvato il piano, le rate vengono calcolate sulla base delle effettive possibilità economiche del soggetto e, trascorsi tre anni senza irregolarità, il giudice può disporre l’esdebitazione: la cancellazione definitiva del debito. In alcuni casi, il debito può essere ridotto anche del 90%, restituendo ossigeno e futuro a chi era stato escluso dal circuito economico e sociale.
In questo quadro, la figura di Greselin si distingue per rigore e umanità. Non si limita a una consulenza tecnica: costruisce percorsi, accompagna, restituisce consapevolezza. La sua esperienza, nutrita da decenni di attività nei settori più disparati, si traduce oggi in un sapere che unisce competenza legale e sensibilità umana. Un sapere che, nel tempo, si è trasformato in impegno civile e culturale, anche attraverso la scrittura di saggi e manuali che promuovono l’alfabetizzazione finanziaria come strumento di emancipazione e riscatto sociale.
Tra le sue opere più significative si trova “Educazione finanziaria – Può nuocere gravemente agli economisti”, un volume agile e diretto che si propone di colmare il divario culturale su temi economici basilari, con uno stile accessibile ma non semplicistico. Con dati precisi e riflessioni acute, il testo punta a rendere comprensibile a chiunque il funzionamento dei principali strumenti finanziari e il valore delle scelte consapevoli.
Più duro, e per certi versi coraggioso, è il libro “Ho pagato lo Stato per uccidermi”, che affronta con taglio narrativo ma documentato le conseguenze devastanti che un sistema fiscale e burocratico mal calibrato può avere sulle vite delle persone. È una denuncia civile che assume i toni della testimonianza, con l’intento di scuotere le coscienze e indurre una riflessione collettiva.
Accanto a questi, Greselin ha pubblicato anche “Metto insieme le parole e non mi vengono male”, un esperimento letterario in cui la scrittura si fa quasi terapeutica, e “L’angelo del deserto. L’ultima missione”. La sua attività editoriale rappresenta così una prosecuzione naturale del lavoro svolto sul campo, uno strumento per incidere culturalmente là dove la sola azione professionale non basta.
Le sue sedi operative, distribuite tra Roma, Treviso e Vicenza, accolgono ogni giorno casi diversi ma simili nella radice comune di una difficoltà spesso silenziata. In un tempo in cui la vulnerabilità economica si accompagna troppo spesso alla solitudine e alla paura, figure come quella di Jimmy Greselin rappresentano un presidio prezioso. Con uno sguardo lucido e mai compiaciuto, ma con la volontà tenace di incidere realmente nella vita delle persone, il suo operato ci ricorda che anche nelle pieghe più grigie dell’esistenza può esserci spazio per una rinascita. Purché guidata da chi, come lui, ha scelto di fare della complessità la propria vocazione.
Per informazioni www.jimmygreselin.it
