Quella di Giancarlo Righini è una delle più influenti e strategiche figure, nell’ambito della politica regionale del Lazio. Con una costante presenza sul territorio e un’esperienza politica di spessore alle spalle, Righini ricopre attualmente la carica di Assessore al Bilancio, Programmazione Economica, Agricoltura e Sovranità Alimentare, Caccia e Pesca, Parchi e Foreste. Un incarico multidisciplinare che esprime la capacità dello stesso Righini a coniugare sapientemente una visione strategica con il pragmatismo sul versante amministrativo.
Nel corso del mandato assunto, Righini ha saputo far fronte a sfide ed incarichi di peso, con risultati degni di nota nella gestione delle risorse regionali. Tra i più rilevanti dei successi ottenuti, sicuramente il risanamento del bilancio sanitario, laddove è subentrato il raggiungimento dell’utile netto. E poi il rilancio del comparto agricolo, per mezzo di politiche ponderate in relazione alla promozione delle eccellenze locali a livello nazionale e internazionale. Volendo citare alcuni esempi di famose vetrine per i prodotti del territorio, vi troviamo il Fruit Attraction di Madrid e il SIAL di Parigi. Con la partecipazione ai suddetti eventi, la Regione Lazio ha avuto modo di brillare, anche grazie alla pianificazione strategica introdotta dall’Assessore Righini, votata alla valorizzazione delle imprese agricole.
Accingiamoci dunque ad analizzare il percorso politico di Giancarlo Righini, con approfondimenti sulle iniziative intraprese e i risultati raggiunti. Specie in merito alle innovative politiche per l’agricoltura, un settore che potrà rivelarsi una chiave di volta per il futuro economico e sociale del Lazio.
Giancarlo Righini è nato a Termoli il 27 giugno 1968, ed ha realizzato una solida carriera politica a partire da una formazione accademica in Giurisprudenza, dalla quale ha ricevuto le basi teoriche per operare efficacemente nell’amministrazione pubblica.
È fin da giovanissimo che ha dimostrato un precoce impegno politico, muovendo i primi passi nel contesto locale, dove ha maturato profonda conoscenza delle dinamiche amministrative e delle esigenze del territorio.
Un percorso politico che, nello specifico, ha inizio nella città di Velletri, dove ha svolto dapprima la funzione di Consigliere Comunale, e in seguito da Assessore. Il periodo in questione è stato essenziale per l’instaurarsi di un legame ancor più sentito con il territorio e per formare una reputazione d’amministratore competente e vicino alle istanze dei cittadini.
È il 2013 quando Righini entra nel Consiglio Regionale del Lazio, come rappresentante di Fratelli d’Italia. Nella stessa sede reca con sé una visione politica decisamente improntata all’importanza di valorizzare le risorse locali e risanare le finanze pubbliche. Ulteriore ampliamento nel proprio ruolo si è riscontrato nel 2018, nel momento ossia in cui è intervenuta la nomina di Presidente del Comitato di Controllo Contabile. Una posizione che ha ricoperto con rigore, all’insegna della finalità d’innalzare il grado di trasparenza ed efficienza della macchina amministrativa regionale.
Straordinario è poi il risultato raggiunto da Giancarlo Righini alle ultime elezioni regionali, in quanto candidato in assoluto più votato. Il successo elettorale ha mostrato certamente la fiducia riposta nella sua figura da parte dei cittadini, e che lo classifica come leader strategico, in grado d’ottemperare alle sfide politiche.
L’Assessore Giancarlo Righini ha posto centralmente, nell’attività politica perseguita, il comparto agricolo. Lo ha riconosciuto infatti come un motore economico e anche di promozione culturale per la Regione Lazio.
L’agricoltura, stando alla visione messa in campo da Righini, non è fondata esclusivamente sulla definizione di essa in qualità di settore produttivo, ma si espande a strumento strategico finalizzato ad uno sviluppo sostenibile, e, appunto, di promozione del territorio. Ha potuto, in questi termini, procedere ad un rilancio del settore, in primis con la promozione d’eccellenze regionali su mercati internazionali.
Basti pensare agli eventi già citati, quali il Fruit Attraction di Madrid e il SIAL di Parigi, ma anche al Vinitaly USA. Tutti eventi fieristici di portata mondiale, la cui partecipazione agli stessi è avvenuta nell’ottica di posizionare i prodotti agricoli laziali tra i più competitivi, grazie alle nuove opportunità di business maturate nei medesimi scenari.
Un’iniziativa particolarmente innovativa, sul piano legislativo, è stata quella relativa alla legge sull’Eno e Oleo Turismo. Promossa da Righini, essa vuole assegnare altra rilevanza al patrimonio enogastronomico del Lazio. La normativa, in dettaglio, agevola lo sviluppo di quelle attività riguardanti il turismo rurale, di modo da trasformare le aziende agricole in poli d’attrazione culturale ed imprenditoriale. Con il medesimo provvedimento, sono stati resi disponibili strumenti a supporto delle imprese nella diversificazione delle attività intraprese, per una maggiore resilienza e dinamicità settoriale.
Non sono poi mancati gli investimenti, promossi sempre da Righini come Assessore, indirizzati ad incrementare la produttività dell’intero comparto e a favorire il ricambio generazionale. Notevole anche la strategia di semplificazione burocratica, altro asse portante della politica di Righini, con nuove misure tese alla diminuzione d’ostacoli amministrativi e ad una miglior accessibilità alle risorse disponibili.
Altro asse portante della sua azione politica, la sovranità alimentare. Essa viene concepita quale diritto dei territori a definire le politiche agroalimentari riguardanti gli stessi. Il fine è quello di dar maggior vigore alla filiera produttiva regionale, a garanzia di qualità e sostenibilità, ma altresì di un certo grado d’indipendenza nelle relative dinamiche.
Concretamente, una linea d’intervento politico che si è manifestata nel sostegno ai piccoli comuni della regione, riconosciuti custodi delle tradizioni agricole più antiche e autentiche. Si è perseguita così una fase d’ammodernamento delle infrastrutture agricole, con tanto di miglioramento energetico, adeguamento sismico ed eliminazione delle barriere architettoniche. Le misure, qui realizzate, sono rafforzative dell’efficienza e dalla sicurezza delle strutture già presenti, e, più ampiamente, del tessuto economico e sociale delle piccole comunità, aventi ora un ruolo rivalutato nel panorama regionale.
Anche la collaborazione con Arsial, l’agenzia regionale per lo sviluppo e l’innovazione dell’agricoltura, si è rivelata un tassello strategico d’indubbia portata. A tal proposito si è avuta la partecipazione ai diversi eventi fieristici e la promozione di prodotti di nicchia, così da metterli in luce congiuntamente alle altre eccellenze territoriali. Le eccellenze dei Castelli Romani, dei Monti Lepini e d’altre aree iconiche per l’agricoltura laziale, hanno finalmente trovato un giusto riscontro promozionale. Tanto per le nuove opportunità create per le imprese produttive di queste eccellenze, quanto per il favorimento di un turismo enogastronomico.
Per quel che concerne i risultati amministrativi, la gestione Righini si contraddistingue per via dei risultati concreti che hanno ridefinito l’efficacia della governance regionale.
Si potrebbe qui far riferimento all’azzeramento del disavanzo sanitario delle Asl, e con un utile netto pari a 32 milioni di euro per il 2023. Non si può non far caso a detto esempio di gestione virtuosa, emblematico dell’attenzione al controllo della spesa pubblica, e inoltre costituente le basi per una prossima riduzione strutturale della pressione fiscale.
Bisogna poi parlare di un altro tratto distintivo delle politiche perpetrate, il quale risiede nella gestione integrata dei fondi europei. La programmazione del Piano di Sviluppo Rurale (PSR) e dei bandi CSR 2023-2027, ha fornito nuovo slancio alla competitività delle imprese agricole, con gli strumenti finanziari e dunque le opportunità di crescita e innovazione per le suddette. Un approccio che ha massimizzato le risorse a disposizione, evitando di perdere qualsivoglia occasione concessa dai fondi europei, con un rilancio dell’intero comparto.
In tema di sostenibilità, l’assessore ha promosso delle misure mirate inerenti il benessere animale e il supporto a zone svantaggiate, di modo che le stesse potessero accogliere una crescita sostenibile. Sono state, in coerenza di ciò, implementate infrastrutture e servizi essenziali in territori marginali, conferendo pertanto ad essi delle nuove opportunità economiche e un miglioramento delle condizioni di vita per le comunità coinvolte nel loro complesso.
Da non dimenticare il sostegno ai giovani agricoltori, che Righini considera la chiave per il futuro agricolo della regione. Con programmi di formazione appositi, accesso agevolato ai finanziamenti e incentivi all’innovazione, la Regione è attivamente al lavoro per favorire un degno ricambio generazionale.
Anche le politiche agricole per i cambiamenti climatici, promosse sempre da Giancarlo Righini, fanno la propria parte. Con le pratiche agricole sostenibili incentivate e la conseguente riduzione dell’impatto ambientale, in modo che il
settore sia più resiliente agli eventi climatici di una certa portata, il Lazio può trovare posto come modello da imitare di sostenibilità e innovazione.
L’assessore Righini, inoltre, riconosce estrema importanza al turismo rurale e alle manifestazioni locali, in qualità di leve per lo sviluppo culturale, economico e sociale della regione Lazio. Righini ha esplicitato un impegno nel sostenere sagre, fiere agroalimentari ed altri eventi che vogliano far conoscere il più possibile le tradizioni locali. Si tratta infatti di molto più che semplici strumenti di promozione turistica, nella concezione di Righini, ma finanche delle occasioni di valorizzare ciò che il territorio produce, rendendo anche più facile la reperibilità di possibili partner commerciali.
Esempi d’iniziative instituite con l’obiettivo di generare un indotto economico consistente, e sostenere l’identità culturale locale, sono rinvenibili nella Sagra delle Tacchie ai Funghi Porcini, e nella Sagra del Marrone dei Monti Lepini, come in altri eventi del genere. Sempre per attrarre visitatori e investimenti, si è puntato sull’incentivazione all’Eno e Oleo Turismo, con apposita legge. In questo modo, la Regione, per iniziativa dell’Assessore Righini, vuole incoraggiare le imprese agricole a diversificare le attività condotte, con esperienze immersive unenti degustazioni, percorsi educativi e scoperta del territorio. Il patrimonio enogastronomico diviene così un elemento distintivo e, allo stesso tempo, competitivo, tale da far posizionare il Lazio come meta d’eccellenza per il turismo culturale e rurale.
In definitiva, si potrebbe considerare come le politiche promosse da Giancarlo Righini, abbiano dato una svolta per l’agricoltura e l’economia regionale del Lazio. La Regione si sta infatti progressivamente affermando come modello virtuoso, in grado di valorizzare le eccellenze prodotte localmente e proiettarsi parimenti sui mercati internazionali. Il percorso praticato è quello della crescita solida e inclusiva, dove il settore agricolo diviene l’artefice di uno sviluppo culturale ed economico.
