Il Dott. Daniele Colosimo ha costruito il proprio percorso tenendo vicini due aspetti della medicina che spesso si incontrano soltanto a distanza: il rapporto quotidiano con il paziente e lo sguardo analitico del laboratorio. Oggi lavora a Collevecchio, in provincia di Rieti, dove segue soprattutto la medicina generale, ma alle spalle ha una formazione in biochimica e patologia clinica, un’esperienza professionale in Francia e anni trascorsi a confrontarsi con pazienti, cronicità e contesti assistenziali molto diversi.
La sua storia professionale comincia a Roma, all’Università “La Sapienza”, dove si laurea in Medicina e Chirurgia nel 2010. Già durante gli studi ha l’occasione di uscire dai confini della formazione universitaria più tradizionale: nel 2008 trascorre sei mesi all’Università di Liegi con il programma Erasmus e svolge tirocini in diversi ambiti clinici, dalla medicina interna alla neurologia, dalla pediatria all’ematologia, passando per allergologia e reumatologia.
Negli anni successivi sceglie la medicina generale e nel 2014 completa il relativo corso di formazione specifica nella Regione Lazio, con un’esperienza che comprende anche l’Ospedale Sandro Pertini. Il contatto diretto con i pazienti diventa presto una parte importante del suo lavoro, senza però esaurire la curiosità verso altri aspetti della professione. Continua così a studiare e nel 2018 conclude a Tor Vergata il percorso in Biochimica Clinica e Patologia Clinica.
Sono anni nei quali entra più a fondo nel mondo del laboratorio, occupandosi di donazione di sangue e piastrine da aferesi, autoimmunità, morfologia del sangue e citofluorimetria applicata alla diagnostica oncoematologica e ai trapianti di cellule staminali. Una preparazione molto specialistica, che gli permette di acquisire particolare familiarità con gli esami e con le informazioni che possono offrire quando vengono lette insieme alla storia clinica. Un valore fuori norma, del resto, racconta qualcosa; capire perché sia cambiato e che significato abbia per quella specifica persona è un passaggio diverso.
Intanto prende forma anche il rapporto professionale con il territorio reatino. Tra luglio 2018 e ottobre 2019 il medico lavora presso la ASL di Rieti, tra Fara in Sabina e Poggio Mirteto. La quotidianità è quella della medicina sul campo: visite, prevenzione, vaccinazioni, controllo delle patologie croniche e assistenza a persone con esigenze molto differenti. Quando necessario, il rapporto prosegue anche fuori dall’ambulatorio attraverso le visite domiciliari.
Alla fine del 2019 arriva una svolta importante: il trasferimento in Francia. Fino al marzo 2022 esercita come medico chirurgo a Saint-Julien-en-Genevois e, per buona parte dello stesso periodo, lavora anche all’EHPAD “Les Ombelles” di Viry, una struttura dedicata all’assistenza delle persone anziane.
L’esperienza francese aggiunge qualcosa di diverso al suo bagaglio professionale. Il confronto quotidiano è anche con pazienti fragili, spesso segnati dalla presenza contemporanea di più patologie, da terapie che devono essere seguite nel tempo e da condizioni che incidono sull’autonomia. In situazioni del genere curare significa certamente riconoscere una malattia e impostarne il trattamento, ma anche osservare come quella malattia sta cambiando la vita della persona.
È un modo di guardare al paziente che rimane centrale anche dopo il ritorno in Italia. Un sintomo raramente arriva da solo: intorno possono esserci una terapia già in corso, una patologia nota, un cambiamento nelle abitudini, una preoccupazione o un disagio difficile da raccontare. Il medico di famiglia si trova spesso proprio in questo punto, chiamato a mettere insieme informazioni che arrivano in momenti diversi e a capire quando sia sufficiente continuare a osservare e quando, invece, serva approfondire.
Nell’aprile 2022 il Dott. Colosimo rientra in Italia e torna a lavorare in Sabina, un territorio che conosce bene e nel quale aveva già maturato esperienza professionale. A Collevecchio comincia così una nuova fase. Nell’attività ambulatoriale confluiscono gli anni della formazione, la pratica clinica, la conoscenza del laboratorio e quanto appreso durante il periodo trascorso in Francia.
I pazienti arrivano con problemi molto comuni e, proprio per questo, spesso impegnativi da seguire nel lungo periodo: ipertensione, diabete, disturbi respiratori e gastrici, cefalee, problemi osteoarticolari, osteoporosi, sovrappeso e altre condizioni che richiedono controlli regolari. La continuità permette di vedere come una situazione cambia, capire se una terapia sta funzionando e accorgersi di segnali che, osservati una sola volta, potrebbero avere un peso diverso.
Tra i temi ai quali il medico ha dedicato particolare attenzione c’è il dolore cronico. In Italia interessa circa una persona su cinque e la sua diffusione aumenta soprattutto nelle fasce d’età più avanzate. Con l’invecchiamento della popolazione, dunque, il problema assume un peso sempre maggiore e coinvolge tanto la sanità quanto la vita sociale e familiare di chi deve conviverci.
La prima distinzione da fare è tra il dolore acuto e quello che continua nel tempo. Il primo può essere un segnale prezioso: avverte che qualcosa sta accadendo nell’organismo e, in determinate circostanze, permette di intervenire rapidamente. Quando invece la sofferenza supera i tre mesi e diventa persistente, cambia anche il modo in cui viene vissuta. Entra nelle giornate, condiziona il movimento e il riposo, modifica alcune abitudini e talvolta porta a rinunciare ad attività che prima erano normali.
Le forme possono essere molto diverse. Il dolore può avere un’origine infiammatoria, essere collegato all’usura articolare oppure dipendere da un interessamento dei nervi periferici o del sistema nervoso centrale. Prima di stabilire come affrontarlo, dunque, occorre comprenderne l’origine e capire quale posto occupi all’interno del quadro clinico generale. In alcune situazioni accompagna una patologia che può essere trattata; in altre continua fino a diventare esso stesso il problema con cui il paziente sente di dover fare i conti ogni giorno.
Parlando di dolore cronico, il Dott. Colosimo richiama inoltre un aspetto che rischia facilmente di rimanere sullo sfondo: quello emotivo. Una sofferenza che accompagna per mesi o anni può modificare la vita molto più di quanto racconti la semplice intensità del sintomo. Può ridurre l’autonomia, alimentare la paura di muoversi, cambiare l’umore e favorire progressivamente l’isolamento. Per questo ascoltare come la persona sta vivendo la propria condizione diventa parte della valutazione.
Anche la gestione del problema può percorrere strade differenti. Alimentazione, attività fisica, controllo del peso e abbandono del fumo assumono particolare importanza quando entrano in gioco patologie croniche e fattori di rischio. A questi si può affiancare la fisioterapia, che aiuta sul piano funzionale ma può anche restituire sicurezza nel movimento e favorire il ritorno alle normali attività. I farmaci rimangono naturalmente uno degli strumenti disponibili, scelti sulla base del tipo di dolore, della causa e delle condizioni generali del paziente.
La riflessione non si ferma all’ambulatorio. Chi soffre di dolore persistente e chi gli vive accanto ne conosce bene le conseguenze; molto meno immediato è comprenderle per chi non ne ha esperienza. Da qui l’invito ad aumentare la consapevolezza intorno a un problema che merita attenzione anche sul piano della salute pubblica, insieme a risorse e strumenti capaci di sostenere meglio i pazienti.
Negli ultimi anni un altro filone si è affiancato alla medicina generale: quello legato all’alimentazione, al peso e alla salute metabolica. Nel settembre 2024 il Dott. Colosimo ha ottenuto presso Biomedic Clinic and Research di Villa Guardia l’abilitazione alla prescrizione dei protocolli Kyminasi, dopo un percorso di formazione specifico.
Anche in questo caso il punto di partenza è molto quotidiano. Il rapporto con il cibo si costruisce attraverso consuetudini spesso consolidate negli anni e lavorare sul peso significa inevitabilmente intervenire anche sul modo in cui si sceglie, si prepara e si consuma ciò che arriva a tavola. Il programma si sviluppa attraverso diverse fasi e prevede controlli nel tempo, durante i quali vengono valutati l’andamento del peso e la risposta individuale.
Il tema assume un significato ancora più ampio quando il sovrappeso si accompagna ad altre condizioni molto frequenti nella medicina generale, come ipertensione, diabete, problemi metabolici o difficoltà di movimento. La gestione del peso può così diventare una parte di un percorso più articolato, costruito tenendo conto dello stato di salute e delle necessità della persona.
A questa attività si è aggiunta recentemente la collaborazione con la Dott.ssa Sofia Merzetti, biologa nutrizionista attiva tra Moricone e Riano. Il confronto tra competenze mediche e nutrizionali permette di lavorare con ruoli distinti su quei casi nei quali alimentazione, peso e condizioni cliniche finiscono inevitabilmente per intrecciarsi.
La formazione, intanto, è proseguita anche in direzioni meno prevedibili. Nel 2024 il medico ha seguito un percorso in Management Sanitario presso la Scuola del Sole 24 Ore e una formazione come Manager della Transizione Ecologica presso EIIS. Attualmente sta inoltre approfondendo mindfulness e psicologia positiva presso l’Istituto Europeo di Psicologia Positiva di Roma. È un percorso ancora in corso, che amplia ulteriormente il suo interesse verso il modo in cui salute fisica, abitudini ed equilibrio emotivo possono dialogare nella vita di una persona.
Guardando alla sua storia professionale, le esperienze sono numerose ma non hanno bisogno di essere trasformate in un elenco. Il laboratorio gli ha insegnato a osservare i dati con attenzione; la medicina di territorio lo ha messo a contatto con la continuità della cura; gli anni francesi gli hanno fatto conoscere ancora più da vicino fragilità, cronicità e assistenza agli anziani. Il ritorno in Sabina ha riunito questi passaggi nella pratica quotidiana.
Lo Studio Medico Collevecchio è oggi uno dei luoghi in cui questo percorso continua. Qui la professione torna alla sua forma più diretta: persone che arrivano con un problema, esami da interpretare, terapie da controllare e storie che si conoscono meglio incontro dopo incontro. Ed è proprio la possibilità di seguire un paziente nel tempo a dare alla medicina generale una caratteristica particolare: ciò che accade oggi può essere letto alla luce di ciò che è successo ieri e osservato ancora domani.
Per il Dott. Colosimo formazione scientifica e relazione con il paziente rimangono così parti della stessa professione. Dopo gli anni universitari, il laboratorio, l’attività nella ASL reatina e l’esperienza in Francia, il suo lavoro è tornato in Sabina e alla quotidianità dell’ambulatorio. Una quotidianità fatta di ascolto, valutazioni e scelte che cambiano da persona a persona, perché la medicina può partire da un esame o da un sintomo, ma trova il proprio senso nella storia di chi si ha davanti.
