Claudia Da Rin, quando rappresentare un hotel significa conoscerlo davvero

Claudia Da Rin conosce l’ospitalità da abbastanza tempo da sapere che un bell’hotel, da solo, non basta. Può avere camere curate, una cucina importante, un paesaggio straordinario fuori dalle finestre e una storia che merita di essere ascoltata, ma perché tutto questo arrivi davvero al viaggiatore giusto serve qualcuno che sappia comprenderlo prima ancora di promuoverlo. È su questa capacità di leggere le strutture, più che sui semplici meccanismi della vendita, che Da Rin ha costruito gran parte del proprio percorso professionale nel mondo del luxury hospitality.

 

Nata e cresciuta a Cortina d’Ampezzo, ha vissuto a lungo anche fuori dall’Italia, trascorrendo quasi un decennio tra Londra e Parigi prima di stabilire a Milano la propria base professionale. Nel frattempo ha conosciuto l’hôtellerie da prospettive molto diverse, passando dall’operations al sales & marketing e ricoprendo ruoli di responsabilità come Director of Sales e General Manager. Oltre venticinque anni di esperienza le hanno dato una familiarità con gli hotel che va ben oltre ciò che appare agli ospiti. Dietro una struttura ci sono una proprietà, persone, equilibri economici, scelte commerciali, un’identità da proteggere e aspettative da trasformare in risultati. Avere lavorato dentro questo sistema le permette oggi di affrontarlo con una consapevolezza precisa: prima di decidere dove portare un hotel bisogna capire che cosa sia davvero e perché qualcuno dovrebbe desiderare di soggiornarvi.

 

Da questa idea è cresciuta l’attività di CDR Collection & Consulting, attraverso la quale Claudia Da Rin lavora soprattutto con realtà indipendenti italiane, boutique hotel, resort, ville e proposte legate alla nautica e alle destinazioni. Il punto di partenza cambia ogni volta. Una proprietà può voler entrare in nuovi mercati, un’altra aver bisogno di definire meglio la propria posizione nel segmento luxury, un’altra ancora può trovarsi alla vigilia di un’apertura o in una fase nella quale quanto costruito fino a quel momento richiede una direzione nuova. Da Rin entra in questi progetti cercando innanzitutto di comprenderne la personalità. Conosce chi li ha creati, osserva come funzionano, guarda al territorio nel quale sono nati e da lì comincia a costruire il modo in cui presentarli all’esterno.

 

È anche per questo che il suo portfolio difficilmente può essere letto come una semplice raccolta di strutture prestigiose. La collezione attraversa l’Italia con una geografia piuttosto ampia: dalla Sardegna alla Sicilia, dalla Toscana all’Umbria e alla Puglia, passando per le Dolomiti e il Lago Maggiore, fino a spostarsi sul mare tra Capri e la Costiera Amalfitana. Al suo interno convivono realtà come Su Gologone e L’Ea Bianca Luxury Resort, Palazzo Petrvs, Baglio Occhipinti, La Certosa di Maggiano, Il Bottaccio, Relais Histò, Gardena Grödnerhof, Villa e Palazzo Aminta e Capri on Board. Nomi e luoghi sono molto diversi tra loro; a unirli è la ricerca di proprietà riconoscibili, spesso intimamente legate alle persone che le hanno create o continuano a guidarle.

 

Ed è proprio nelle differenze che il lavoro diventa interessante. Da Rin cerca strutture capaci di raccontare un pezzo di Italia attraverso qualcosa che appartiene davvero al luogo: può essere una cucina cresciuta intorno alle materie prime locali, una casa trasformata in hotel senza perdere il carattere originario, il rapporto con l’artigianato o semplicemente una maniera di accogliere che porta con sé la personalità di una famiglia. Sono particolari che sulla carta possono sembrare marginali e che invece, per chi deve presentare una proprietà a migliaia di chilometri di distanza, diventano fondamentali. Il viaggiatore abituato all’alta gamma dispone ormai di un’offerta enorme; impressionarlo con una bella camera è sempre più difficile, mentre riuscire a fargli intuire perché quella camera, in quel luogo e dentro quella storia, abbia qualcosa di diverso richiede un racconto molto più preciso.

 

Gli anni trascorsi tra l’Italia e l’estero hanno inevitabilmente affinato anche questa sensibilità. Vivere a Londra e Parigi significa guardare il proprio Paese da una prospettiva diversa e capire quanto l’immagine dell’Italia possa essere conosciuta, desiderata e allo stesso tempo semplificata. Claudia Da Rin lavora spesso proprio su quella distanza. Le destinazioni iconiche continuano ad avere una forza enorme, ma chi torna più volte nel nostro Paese cerca progressivamente esperienze meno prevedibili, vuole approfondire un territorio, incontrare chi lo abita, scoprire un indirizzo che difficilmente avrebbe trovato da solo. Presentare l’Italia a questo pubblico significa allora andare oltre la cartolina senza rinunciare a ciò che l’ha resa desiderabile.

 

Una volta individuata la personalità di una struttura, il lavoro diventa inevitabilmente più tecnico, ma senza trasformarsi in una sequenza di servizi da applicare nello stesso modo a chiunque. Ci sono hotel che hanno bisogno di rimettere a fuoco la propria identità commerciale, altri che devono organizzare meglio la vendita o prepararsi all’ingresso sui mercati internazionali. Sales, marketing, booking, distribuzione, revenue e comunicazione entrano nel progetto in misura diversa a seconda delle necessità. Le credenziali professionali comprendono business plan per i pre-opening, supporto e formazione dei team, riposizionamento e gestione dei canali online, ma il punto è soprattutto riuscire a far dialogare queste componenti. Ciò che viene raccontato deve corrispondere all’esperienza reale, il prezzo deve essere coerente con il posizionamento e il pubblico individuato deve riconoscersi nella proposta.

 

Da qui il passaggio alle relazioni internazionali diventa naturale. Negli anni Claudia Da Rin ha costruito una rete che arriva negli Stati Uniti, in Canada, Australia, America Latina, Europa e nei mercati dell’area Asia-Pacifico. Il valore di questo network, però, sta meno nella sua estensione che nella continuità con cui viene coltivato. Sales call, incontri individuali, webinar, fam trip e appuntamenti durante le principali manifestazioni dedicate al luxury travel permettono di mantenere un dialogo che continua ben oltre le giornate trascorse in fiera. La newsletter professionale indicata nelle credenziali raggiunge più di 16.000 travel advisor attivi, ma anche un numero del genere racconta soltanto una parte della storia: dietro resta il lavoro quotidiano di aggiornamento, confronto e conoscenza reciproca.

 

Perché il travel advisor, nel segmento alto di gamma, continua ad avere un peso enorme. Un cliente che sta progettando un viaggio complesso e fortemente personalizzato vuole potersi affidare a qualcuno che abbia informazioni precise e interlocutori altrettanto affidabili dall’altra parte. In quella catena di fiducia Claudia Da Rin occupa una posizione particolare: conosce l’hotel che rappresenta e al tempo stesso sa che cosa può essere importante per chi dovrà proporlo. Significa ricordare quale proprietà possa adattarsi meglio a una coppia, a una famiglia o a un viaggio costruito attorno a interessi molto specifici, conoscere la destinazione abbastanza bene da rispondere a una domanda inattesa e poter offrire dettagli che spesso nessuna scheda online riesce a restituire.

 

È qui che la conoscenza diretta delle proprietà smette di essere una dichiarazione di principio e diventa uno strumento di lavoro. Quando Da Rin presenta un hotel, mette inevitabilmente in gioco anche la propria reputazione. Da una parte l’albergatore le affida la propria immagine sui mercati internazionali, dall’altra il travel advisor si aspetta che ciò che gli viene suggerito mantenga le promesse. La fiducia corre quindi in entrambe le direzioni e va costruita un incontro alla volta, soprattutto in un settore nel quale un’esperienza particolarmente riuscita può rafforzare una relazione professionale e una scelta sbagliata può comprometterla rapidamente.

 

Le testimonianze raccolte nelle sue credenziali raccontano bene questa vicinanza senza bisogno di trasformare l’articolo in una successione di referenze. A Su Gologone Claudia Da Rin ricopre il ruolo di Director of Sales & Marketing, mentre Palazzo Petrvs ha iniziato a collaborare con lei già prima dell’apertura del 2023. Con Capri on Board il lavoro ha contribuito ad ampliare il dialogo con nuovi interlocutori internazionali e a rendere più definito il racconto del brand. In altre collaborazioni l’intervento ha accompagnato riposizionamenti, rafforzato la relazione con il mercato o aiutato una proprietà a trovare una voce commerciale più aderente alla propria identità. Cambia il punto di partenza, mentre rimane costante la volontà di entrare abbastanza a fondo nel progetto da rappresentarlo con cognizione di causa.

 

Seguendo lo stesso ragionamento, il lavoro finisce naturalmente per uscire dalle porte dell’hotel. CDR Collection & Consulting collabora anche con Destination Management Company e professionisti capaci di costruire esperienze sul territorio, perché il soggiorno è soltanto una parte del viaggio. Chi arriva dall’estero vuole sapere che cosa fare una volta lasciata la struttura, quali luoghi meritino tempo, chi possa accompagnarlo in un’esperienza particolare o come combinare più tappe senza perdere fluidità. Un hotel può così diventare il punto dal quale comincia la scoperta di una destinazione, anziché rimanere un universo separato da ciò che lo circonda.

 

Lo si vede anche negli itinerari e nei travel tips presenti sul sito, costruiti avvicinando soggiorni ed esperienze invece di trattarli come momenti distinti. Arte, gastronomia, paesaggio, piccoli centri, attività all’aperto e navigazione entrano nello stesso racconto e permettono di cambiare continuamente prospettiva sull’Italia. Il valore aggiunto, in questo caso, sta soprattutto nella selezione. L’accesso alle informazioni è ormai pressoché illimitato; ciò che diventa difficile è capire quali valgano davvero il tempo del viaggiatore, quali siano coerenti con i suoi interessi e come metterle insieme senza trasformare una vacanza in una corsa da una tappa all’altra.

 

Gli stessi travel advisor che collaborano con Claudia Da Rin insistono spesso proprio sulla sua conoscenza dell’Italia. C’è chi la considera una fonte a cui rivolgersi per scoprire strutture e nuove esperienze, chi ne sottolinea la capacità di fornire quei piccoli “insider details” che aiutano a rendere un itinerario più personale e chi la descrive come una vera connector tra l’offerta italiana e il mercato internazionale. È forse uno degli aspetti più interessanti del suo percorso: il ruolo commerciale finisce per intrecciarsi con quello di chi conosce il territorio abbastanza bene da mettere in relazione persone, luoghi e opportunità.

 

Dopo tanti anni, Claudia Da Rin lavora in un settore che ha cambiato profondamente strumenti e velocità. Gli hotel possono parlare direttamente con un pubblico globale, i dati permettono di seguire il mercato quasi in tempo reale e la tecnologia ha reso più sofisticata ogni fase della vendita. Eppure, quando si entra nel luxury travel, resta uno spazio nel quale la relazione personale continua ad avere una forza difficilmente sostituibile. Un travel advisor chiama qualcuno perché si fida del suo giudizio; un albergatore sceglie chi ritiene capace di comprenderne la struttura; una collaborazione dura perché alle promesse seguono risultati e presenza.

 

È dentro questo equilibrio che Claudia Da Rin ha costruito il proprio mestiere. Conosce le logiche commerciali e i mercati internazionali, ma per raccontare una proprietà continua a voler capire chi c’è dietro, quale storia custodisca e che rapporto abbia con il luogo in cui è nata. In un’offerta turistica nella quale immagini perfette e parole come “esclusivo” o “autentico” compaiono ormai ovunque, riuscire a rendere riconoscibile un hotel è forse la sfida più difficile. La differenza, allora, la fanno la conoscenza accumulata negli anni, la capacità di scegliere e quella rete di rapporti umani che nessuna strategia può costruire in pochi mesi.

 

 

https://www.claudiadarin.it/

 

 

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