A Taranto il diritto del lavoro ha un peso particolare. È legato alla storia industriale della città, alle trasformazioni delle imprese, alle vertenze collettive e alle conseguenze che una crisi occupazionale può avere sulla vita di migliaia di famiglie. È in questo scenario che si è sviluppata una parte importante del percorso dell’Avv. Fabrizio Del Vecchio, alla guida dello Studio Legale Fabrizio Del Vecchio & Partners, professionista che ha concentrato una parte significativa della propria attività sul diritto del lavoro e sindacale, mantenendo al tempo stesso un più ampio raggio d’azione nel settore civile.
Lo studio opera da Taranto e affianca privati, professionisti, associazioni e imprese sia nella fase giudiziale sia in quella stragiudiziale. Il diritto del lavoro occupa però un posto particolare, perché porta nello studio problemi che raramente possono essere separati dalle persone che li vivono: una retribuzione contestata, un inquadramento professionale, la cessazione di un rapporto, una cassa integrazione prolungata, un infortunio oppure una malattia maturata negli anni di attività. Dietro ogni fascicolo esiste una storia professionale ed economica che deve essere ricostruita con precisione prima ancora di individuare la strada giuridica più adatta.
L’esperienza dell’Avv. Del Vecchio emerge con particolare chiarezza nel diritto sindacale. Lo studio segue questioni legate alla contrattazione collettiva, alle procedure di consultazione, al diritto di sciopero e alle condotte antisindacali e riferisce di avere patrocinato nel tempo centinaia di procedimenti ai sensi dell’articolo 28 dello Statuto dei Lavoratori. È un’attività che ha trovato una prosecuzione naturale nel rapporto con il mondo sindacale: dal 2025 Del Vecchio è infatti un riferimento dell’ufficio legale territoriale dell’USB di Taranto, incarico che lo porta a confrontarsi con alcune delle vertenze più delicate della città e della sua area industriale.
Il legame con Taranto va quindi oltre la sede dello studio. La città continua a misurarsi con le conseguenze di una lunga storia produttiva, tra crisi occupazionali, trasformazioni industriali e patologie correlate alle condizioni nelle quali migliaia di persone hanno lavorato per decenni. L’Avv. Del Vecchio ha più volte richiamato l’attenzione anche sulle differenze che possono emergere tra territori economicamente molto diversi. La presenza professionale sviluppata anche a Milano gli consente di osservare due realtà nelle quali il contenzioso lavoristico assume caratteristiche differenti: nelle aree economicamente più solide la possibilità di raggiungere una soluzione transattiva può essere maggiore, mentre nei territori segnati da crisi aziendali profonde il ricorso al giudizio finisce spesso per diventare una strada più frequente.
È un confronto che rende ancora più evidente quanto l’accesso alla tutela non dipenda soltanto dalla norma. Entrano in gioco la condizione economica delle parti, la capacità di sostenere una controversia e, soprattutto, le caratteristiche del tessuto produttivo nel quale quella controversia nasce. Taranto, sotto questo aspetto, offre uno degli osservatori più complessi del Paese.
Il tema dell’amianto ne è un esempio particolarmente significativo. Nel 2024 il Tribunale del lavoro di Taranto ha riconosciuto il diritto alla pensione anticipata e alle maggiorazioni contributive a un’ex impiegata tecnica dell’Arsenale militare, assistita dall’Avv. Del Vecchio, che aveva lavorato per anni in ambienti nei quali era presente amianto ed era stata successivamente colpita da una grave patologia riconosciuta in connessione almeno concasuale con l’esposizione professionale. La sentenza ha inoltre disposto il pagamento di oltre 58 mila euro di arretrati da parte dell’INPS.
Al di là dell’esito economico, il caso racconta quanto possano essere lunghi gli effetti di determinate condizioni di lavoro. La tutela può diventare necessaria molti anni dopo, quando l’attività professionale è ormai conclusa ma ciò che è accaduto durante quel periodo continua a produrre conseguenze sulla salute e sulla vita della persona. È qui che il diritto del lavoro incontra la previdenza sociale, altro settore nel quale lo studio assiste lavoratori e cittadini nei rapporti con gli enti competenti.
Infortuni, malattie professionali e riconoscimento delle relative prestazioni richiedono spesso di tornare indietro nel tempo e ricostruire mansioni, periodi di attività, certificazioni sanitarie e passaggi amministrativi. La questione giuridica si intreccia così con una storia lavorativa che deve essere letta nel suo insieme, soprattutto quando una decisione previdenziale finisce per incidere direttamente anche sul rapporto di lavoro.
Lo dimostra una vicenda emersa all’inizio del 2026 e seguita dall’Avv. Del Vecchio, relativa a una docente precaria della provincia di Bari rimasta ferita durante una lezione. L’episodio era stato inizialmente riconosciuto dall’INAIL come infortunio sul lavoro; in seguito, la prosecuzione dell’assenza era stata ricondotta alla malattia comune. Il superamento dei trenta giorni previsti per quella tipologia di supplenza aveva determinato la risoluzione del contratto, con ulteriori conseguenze sulla possibilità dell’insegnante di ricevere nuovi incarichi durante lo stesso anno scolastico. Del Vecchio ha portato la questione all’attenzione del Ministero dell’Istruzione chiedendo un riesame della posizione. È una vicenda molto diversa dalle grandi vertenze industriali, ma rende bene l’idea di quanto una qualificazione amministrativa possa cambiare concretamente il percorso professionale e il reddito di una persona.
Dalla tutela individuale il passaggio alle vertenze collettive è breve, soprattutto in un territorio come quello tarantino. Nell’ottobre 2025 USB ha annunciato la valutazione di un’azione legale riguardante circa 1.600 lavoratori dell’Ilva in Amministrazione Straordinaria, rimasti per anni in cassa integrazione dopo l’accordo ministeriale del 2018. Alla presentazione dell’iniziativa era presente anche l’avvocato Fabrizio Del Vecchio come riferimento dell’ufficio legale. Le questioni poste riguardavano, tra gli altri aspetti, le conseguenze contributive della lunga cassa integrazione, la perdita di professionalità dovuta all’inattività e il danno patrimoniale legato alla riduzione del reddito. È uno di quei casi in cui il lavoro dell’avvocato entra direttamente in una vicenda collettiva che appartiene alla storia recente della città.
Il diritto del lavoro affrontato dall’Avv. Del Vecchio, tuttavia, non si esaurisce nelle crisi industriali. Nel maggio 2026 il Tribunale del Lavoro di Bari si è pronunciato sul caso di un direttore di crociera tarantino che aveva lavorato dal 2003 al 2021 attraverso 51 contratti a tempo determinato. Assistito dagli avvocati Fabrizio Del Vecchio e Antonello Schinaia, il lavoratore ha ottenuto la costituzione di un rapporto a tempo indeterminato, il reintegro e un risarcimento superiore a 130 mila euro. Una vicenda che riporta al centro uno dei temi più delicati del lavoro contemporaneo: il confine tra la flessibilità prevista dagli strumenti contrattuali e una precarietà che, quando accompagna per quasi vent’anni la stessa attività professionale, assume inevitabilmente un significato diverso.
La pratica quotidiana porta l’avvocato Del Vecchio a interrogarsi anche sui meccanismi che regolano il rapporto tra lavoratore e datore prima che una controversia arrivi in tribunale. Nell’agosto 2026 il legale ha reso noto di essere al lavoro su una proposta di modifica dell’articolo 2113 del Codice civile, che disciplina rinunce e transazioni relative ai diritti del lavoratore. La riflessione nasce dagli accordi conciliativi sottoscritti mentre il rapporto è ancora in corso e dalla possibilità che un dipendente accetti una rinuncia soprattutto per il timore di compromettere il proprio posto.
L’idea su cui l’avvocato sta lavorando mira a rafforzare le garanzie sulla reale libertà con la quale quella scelta viene compiuta, ipotizzando in determinate situazioni che gli effetti della transazione possano essere collegati alla cessazione del rapporto e che al lavoratore venga lasciato un periodo successivo per contestarla. Alla data dei primi giorni di agosto la proposta era ancora in fase di elaborazione. È però un passaggio interessante del suo percorso perché porta il professionista fuori dal solo contenzioso: ciò che emerge dall’esperienza delle aule giudiziarie diventa il punto di partenza per riflettere su come una norma funzioni nella vita quotidiana e su quali correttivi possano renderne più efficace la finalità di tutela.
Lo stesso interesse per i problemi che attraversano il mondo del lavoro ha portato l’Avv. Del Vecchio a intervenire pubblicamente su sicurezza e disparità di genere. Nell’ambito di iniziative promosse dal sindacato ha affrontato anche il tema dell’autonomia economica femminile e del legame che può assumere nelle situazioni di violenza, mentre sul fronte della sicurezza il suo nome è stato associato negli anni a vicende riguardanti incidenti e morti sul lavoro. Questioni diverse, unite dalla necessità di guardare oltre la singola controversia e interrogarsi sulle condizioni nelle quali il rapporto professionale viene vissuto.
Il diritto del lavoro resta il tratto più riconoscibile del percorso dell’Avv. Fabrizio Del Vecchio, ma lo Studio Del Vecchio & Partners mantiene una più ampia attività civilistica. Le competenze comprendono la contrattualistica, il recupero crediti, il diritto di famiglia, le successioni, i diritti reali, la responsabilità civile e le controversie relative al risarcimento del danno, insieme alle questioni che coinvolgono la responsabilità sanitaria. Anche in questi ambiti il lavoro si sviluppa tra ricerca di una possibile soluzione stragiudiziale e ricorso al giudice quando il confronto tra le parti non consente di raggiungere un accordo adeguato.
Materie che sulla carta possono apparire distanti finiscono spesso per toccarsi. Una controversia lavorativa può avere conseguenze familiari ed economiche profonde; una malattia professionale apre questioni previdenziali e risarcitorie; un problema contrattuale può investire la continuità di un’impresa. A fare la differenza è allora la capacità di leggere la vicenda nella sua interezza, senza fermarsi alla prima qualificazione giuridica.
Oggi il percorso dell’Avv. Fabrizio Del Vecchio si muove tra la pratica dello studio e una partecipazione sempre più visibile alle questioni che riguardano il lavoro. Taranto resta il punto dal quale osservare molte delle contraddizioni del sistema produttivo italiano, mentre la presenza a Milano offre il confronto con un tessuto economico molto diverso. Nel mezzo ci sono lavoratori, imprese, sindacati e famiglie, ciascuno con interessi, fragilità e responsabilità differenti.
È probabilmente qui che si trova uno degli aspetti più riconoscibili della sua attività: mantenere il diritto aderente alle situazioni reali, ricorrendo agli strumenti del processo quando sono necessari e al confronto quando esistono le condizioni per trovare una soluzione. Una grande vertenza industriale, una malattia professionale, un rapporto precario durato quasi vent’anni o una norma sulla quale aprire una riflessione appartengono a piani differenti. A unirli è la consapevolezza che dietro ogni questione giuridica esiste sempre una conseguenza concreta e che il valore della tutela si misura, alla fine, proprio nella vita delle persone che quella tutela devono poter esercitare.
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