Da qualche tempo ho iniziato un mio viaggio personale guidato dalla voglia e dalla curiosità di conoscere personaggi che hanno dato vita a passioni che avevano celato e soltanto dopo tanto tempo, hanno avuto modo di venir fuori dirompenti come un fiume in piena. Questo è uno dei segnali che mi è arrivato quando ho avuto la possibilità ed il piacere di imbattermi nelle opere dell’artista romano Marco Feci. Originario di Marino, classe 1960, Marco inizia la sua avventura creativa in età matura ma quando vi arriva, l’emozioni per il proprio risultato lo ripagano degli anni in cui teneva nascosta questa sua passione per la pittura ed i colori. In questi giorni, lo abbiamo contattato per conoscerlo meglio e scoprire il suo mondo.
Marco, quando hai capito che era giunto il momento di dover tirare fuori il lato creativo e passionale che avevi dentro di te.
“Ricordo che era un sabato mattina, mio fratello minore aveva comprato dei tubetti piccoli di colori ad olio e due tele, cosi per provare a fare qualcosa di nuovo e di diverso. Alla vista delle tele bianche e dei colori è scattato dentro la mia testa qualcosa, così ho preso una tela, l’ho poggiata sul pavimento del balcone e da quel momento è iniziato il mio viaggio. Ogni volta che creo un quadro, sempre in orizzontale e mai in verticale, provo la sensazione della prima volta, i colori passano dalla mia mano alla tela creando, per il mio piacere, sempre qualcosa di unico ed irripetibile.”
Come vedi lo stato dell’arte, tenendo conto anche di questi due anni particolari, condizionati dalla pandemia.
“Personalmente la pandemia in questi due anni mi ha portato a fare molti più quadri che normalmente non facevo. Questo sicuramente è dovuto al fatto che dovevo riempire le mie giornate ma anche i miei stati d’animo del momento che hanno contribuito a realizzarli.”
Cosa ti senti di consigliare ai giovani che si vogliono impegnare nel mondo creativo, in questo caso, quello appunto della pittura.
“Direi loro ti tirare fuori quello che hanno dentro e di imprimerlo sulla tela. Ogni tela è un pezzo piccolo ed unico della nostra vita. A distanza di tempo quando ci soffermiamo a vederle, riviviamo appieno quei momenti. Il quadro per chi lo ha crea è come guardare un documentario dei propri anni passati.”
Puoi dirci, a cosa stai lavorando e quali saranno i tuoi prossimi impegni?
“L’arte per me non si può pianificare .Non saprei proprio dirti quali saranno i miei prossimi impegni. Posso solo dire che il prossimo quadro sarà meglio del precedente…qualcosa di nuovo e di condivisibile che viene da dentro e la necessità di imprimerlo sulla tela affinché tutti lo possano vedere.”
Ricordiamo in conclusione, che Marco Feci ha partecipato a varie mostre collettive in Italia e all’estero oltre a premi artistici che gli hanno portato conoscenza e soddisfazione.

