Venerdì 12 settembre 2025
ore 12:00 I Palazzo del Quirinale – ore 19:00 I Teatro Argentina
Il Presidente SERGIO Mattarella riceve AL QUIRINALE
i finalisti del Premio Le Maschere del Teatro Italiano
la cerimonia di premiazione dei vincitori questa sera al Teatro Argentina (ore 19)
in diretta differita su Rai Uno
Roma, 12 settembre 2025 – Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella ha ricevuto questa mattina al Quirinale la delegazione dei finalisti, dei vincitori dei Premi Speciali e la giuria del Premio Le Maschere del Teatro Italiano, guidata dal Presidente, Gianni Letta. Un’udienza di grande prestigio e di profonda importanza per la categoria teatrale, che celebra il fermento creativo e quanto di più vivo anima le nostre scene italiane.
L’incontro si è aperto con l’intervento dell’ideatore del Premio e Direttore artistico della Fondazione del Teatro di Roma, Luca De Fusco, che ha espresso la sua soddisfazione per il riconoscimento che l’udienza presidenziale conferisce alla prosa italiana: «Sono veramente molto felice di questa udienza concessa ai Premi Le maschere del Teatro italiano, ma la soddisfazione maggiore è il riconoscimento che lo Stato, nella sua massima espressione, attribuisce alla prosa italiana, conferendogli pari dignità col cinema. Noi teatranti pensiamo di meritarla e speriamo possa tornare ad essere una consuetudine così come avviene col cinema. Non è un caso se la pari dignità di cui accennavo sia vissuta dal nostro mondo come una conquista e non come diritto scontato – continua il Direttore De Fusco – Spero che questa udienza sia un segnale di rivalutazione della nostra comunità che ha bisogno non solo di sostegno economico ma anche morale. Nessuno è mai diventato ricco facendo teatro di prosa e i nostri giovani che ora iniziano a fare teatro lo fanno a paghe minime e con tutte le incertezze tipiche del nostro mestiere. Hanno bisogno di Lei, caro Presidente, hanno bisogno di sentirsi importanti per la nostra comunità. Noi siamo una tradizione orale che si tramanda di generazione in generazione e, che naturalmente rinnova la sua vitalità, cambiando la tradizione ma non dimenticandola. Noi conosciamo i testi delle tragedie greche ma non il loro modo di rappresentarle. Quella tradizione è andata perduta. Dal Seicento in poi invece, il teatro, quello che si tramanda solo facendolo ogni sera, è vivo. Se si andasse spegnendo, o solo atrofizzando, sarebbe come se il bambino dimenticasse “La certosa di Parma” che a quel punto sarebbe cancellata per sempre. Quel bambino siamo proprio noi, perché non ci sarà riproduzione video né intelligenza artificiale che possa tramandare un linguaggio che è per eccellenza europeo, e che solo noi europei. Possiamo tramandare».
La parola è passata al Presidente Francesco Siciliano, che ha ribadito il ruolo sociale e la funzione pubblica che riveste il Teatro: «Il Teatro non dobbiamo dimenticarlo è servizio pubblico, è un pezzo importantissimo della formazione di una comunità, di una città, quindi del Paese. Lo sforzo che un teatro pubblico deve fare è ovviamente quello che si compie all’interno del gesto creativo cercando di leggere, di spiegare il passato, come di anticipare i linguaggi futuri. Ma anche, e proprio per quello che ho appena detto, di formare il pensiero. Il teatro non è solo un luogo dove si ascolta o si guarda, è un’esperienza che ci costringe a uscire dalle nostre certezze individuali, per farci camminare nei panni degli altri e capire le loro storie, dolori, gioie. In un’epoca dove i muri invisibili sono sempre più alti e la distanza tra le persone cresce, il teatro diventa uno spazio importante per riscoprire l’empatia perché, quando ci emozioniamo per la stessa storia, quando ridiamo o piangiamo insieme, torniamo a essere una comunità. Ed è proprio per questo profondo valore che dobbiamo dedicare ogni nostro sforzo alle generazioni future. Vedere i ragazzi che, negli ultimi anni, dopo la pandemia sono tornati miracolosamente ad affollare gli spazi dove si fa spettacolo dal vivo. A questi ragazzi che per fortuna sono sempre di più ce ne sono tantissimi che sono molti di più che non entrano in un teatro o in un cinema o in una libreria e non lo faranno mai. Le istituzioni tutte, noi inclusi ovviamente, che siamo in prima linea, dobbiamo combattere in tutti i modi per cambiare questo stato di cose. Per portare quanti più ragazzi possiamo a confrontarsi con il pensiero. Il teatro e tutta la cultura sono l’unica salvezza contro la barbarie. L’impegno che dobbiamo profondere per raggiungere questo risultato, o quantomeno per dare reale prospettiva a questo disegno, è quanto di più importante deve fare la nostra generazione».
L’incontro si è concluso con un saluto del Presidente Mattarella ai presenti, che ha sottolineato il suo impegno e la sua attenzione per il settore teatrale.
A coronamento di questo importante appuntamento, la giornata culminerà questa sera venerdì 12 settembre (ore 19) con la cerimonia di consegna dei premi al Teatro Argentina. La serata sarà condotta dall’attrice Teresa Saponangelo, vincitrice del David di Donatello, e da Antonio Bannò, con la partecipazione speciale di Claudia Gerini e un omaggio canoro a Franco Califano.
La cerimonia, che premierà artisti e spettacoli in 13 categorie con l’aggiunta di 4 premi speciali, verrà trasmessa in diretta differita su Rai Uno.
