Teatro India
9 – 12 ottobre 2025
Acanto
testo e regia Nicola Russo
con Alessandro Mor e Gabriele Graham Gasco
scene e costumi Giovanni De Francesco
luci Giacomo Marettelli Priorelli
suono Andrea Cocco
video Matteo Tora Cellini
assistente alla regia Isabella Saliceti
foto di scena Giovanni De Francesco
produzione MONSTERA
in collaborazione con Alchemico Tre
orari spettacoli: tutte le sere ore 20 I domenica ore 18
Sul palco del Teatro India approda dal 9 al 12 ottobre lo spettacolo ACANTO, scritto e diretto da Nicola Russo, una riflessione sull’incontro tra due generazioni, interpretate da Alessandro Mor e Gabriele Graham Gasco, che si ritrovano in una sala d’attesa e, attraverso il confronto delle proprie esperienze, trasformano l’attesa in un viaggio immaginario che intreccia desiderio, memoria e fragilità umana.
Mentre la stanza rimane anonima e fredda, fuori la natura sembra invadere la città, offrendo un potente contrasto tra l’immobilità interiore e la forza vitale del mondo esterno. “Come vorresti che fosse questo luogo?” chiede uno all’altro e iniziano a pensare uno spazio diverso e più accogliente in cui aspettare. Prende vita, così, un viaggio nei luoghi dell’eros e delle loro prime volte.
Si mettono a confronto esperienze e modalità di dialogo di due generazioni, l’uomo con il suo immaginario legato alla notte, ai parchi, alla poesia dell’intimità improvvisa con uno sconosciuto e il ragazzo con la facilità legata alle applicazioni di incontro.
Nell’andare a visitare insieme con le parole i luoghi legati alle loro prime esperienze sessuali si interrogano sulla necessità della poesia e della bellezza, ricordando e rivivendo la perdita dell’innocenza, si rispecchiano uno nell’altro. Condividendo i propri luoghi interiori costruiscono una geografia alternativa, un set immaginario dove mettersi a nudo.
Cosa succede quando improvvisamente una condizione (come l’HIV) legata ad un immaginario così tragico si porta via la nostra innocenza? Quali sono le domande giuste da porre e da porsi? La natura e le architetture evocate dai loro racconti sono ancora lì a creare un percorso alternativo da seguire per trovare cura e salvezza. Simbolismi e immagini potenti per una storia sulla condizione umana, sulla fragilità, sulla speranza e sulla ricerca di sé.