Teatro India 22 – 26 aprile 2026

Teatro India

22 – 26 aprile 2026

 

Storia di un cinghiale

Qualcosa su Riccardo III

liberamente ispirato a Riccardo III di William Shakespeare

scritto e diretto da Gabriel Calderón

traduzione Teresa Vila

con Francesco Montanari

scene Paolo Di Benedetto

costumi Gianluca Sbicca

luci Manuel Frenda

foto Masiar Pasquali

produzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa, Carnezzeria

orari spettacoli: ore 20 I domenica ore 18

durata spettacolo: 1 ora e 15 minuti

Il pluripremiato drammaturgo e regista uruguaiano Gabriel Calderón, firma e dirige Storia di un cinghiale. Qualcosa su Riccardo III, in scena al Teatro India dal 22 al 26 aprile. Il ruolo del protagonista è affidato a Francesco Montanari che consegna anima e corpo alla storia di un Re che per diventare tale ha dovuto eliminare tutti i possibili rivali.

Un monologo che si fa “variazione sul tema” di Riccardo III di Shakespeare, in cui i confini tra epoche e identità si assottigliano, sullo sfondo di una stessa realtà di ambizione, sete di potere, violenza repressa. Si racconta la vicenda di un attore di teatro che non ha mai avuto la soddisfazione di interpretare un ruolo da protagonista. Ora che finalmente è arrivato il suo momento, desidera sfruttare al meglio l’opportunità. A poco a poco, si accorge di un’inquietante affinità tra la sua vita e quella del personaggio: ambizione, rabbia repressa, sete di riscatto, opportunismo. Interpretandone il celebre monologo, ritrova in se stesso i lati oscuri del sovrano di York.

Da vent’anni impegnato sui palcoscenici del mondo, Calderón parla dei pericoli del palcoscenico, teatro di passioni violente, non sempre soltanto simulate. «Questo testo arriverà al teatro come un corpo gentile, vergine, ma allo stesso tempo fragile e grezzo. Lo si dovrà pulire, modellare, lavorare – afferma Gabriel Calderòn – Non è pronto ad essere rappresentato; non credo ci sia niente di peggio che “mettere in scena” o “fare un testo”. Questo arriva come un attore, con le sue migliori qualità, ma anche con i suoi immaginabili limiti. Bisognerà aiutarlo ad essere migliore di quello che è ora. Con amore, passione e talvolta dolore, dovrà essere tagliato, corretto, riordinato, quel tanto che servirà per creare teatro; si potrà anche cambiarne il senso, perché alla fine il senso si costruisce, non viene dettato da un testo. Questo è una mappa, una cartografia che disegna un territorio, il quale non sempre corrisponde al progetto delineato sul piano. Usa la mappa per spostarti lungo il territorio, ma tira fuori, appena puoi, il naso da queste carte e lasciati guidare dalla scoperta del territorio teatrale.»

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