TEATRO INDIA 18 ● 23 febbraio 2020

TEATRO INDIA

18 ● 23 febbraio 2020

Bartolini/Baronio in scena con il dittico Tutt’intera, dal testo di Guillaume Poix,

e con la loro creazione Dove tutto è stato preso, intimista immersione nella precarietà esistenziale

Tutt’intera  _ 18 ● 20 febbraio 2020

testo Guillaume Poix
traduzione Attilio Scarpellini
regia e interpretazione Tamara Bartolini e Michele Baronio

Dove tutto è stato preso 21 ● 23 febbraio 2020

di e con Tamara Bartolini e Michele Baronio
drammaturgia Tamara Bartolini
regia Tamara Bartolini e Michele Baronio

Bartolini/Baronio

Dal 18 al 23 febbraio al Teatro India in scena il duo di artisti Tamara Bartolini e Michele Baronio, con un affaccio nel loro mondo di narrazioni con il dittico di spettacoli Tutt’intera, dall’immaginifico testo di Guillaume Poix, e Dove tutto è stato preso, intimista e accorata immersione nella precarietà esistenziale.

Nelle creazioni di Bartolini/Baronio emerge la ricerca di un’esposizione personale che incrocia la poetica musicale in un dialogo-concerto tra parola e sonorità, artisti e territori. Un attraversamento di vite, racconti, voci e memorie, che si richiamano e sovrappongono per restituirne esperienza e rappresentazione nell’innesto di un unico corredo biografico e scenico. Del teatro e della vita ci parla questa coppia d’arte, con un linguaggio gentile e dirompente, allo stesso tempo e nello stesso spazio, sempre da fare e da rifare, accogliendo lo spettatore nelle loro stanze/scena di oggetti artigianali, trovati, manipolati, spostati.

Si inizia con Tutt’intera, dal 18 al 20 febbraio, dal testo di Guillaume Poix, una riflessione da camera oscura che indaga la misteriosa figura della bambinaia fotografa americana, Vivian Maier, uno dei talenti più sorprendenti della street-photography del Novecento. Un caso estremo di riscoperta postuma, un’identità persa e segreta, una vita in negativo, non diversa dall’attore, nudo di fronte a se stesso, al pubblico, e alle vite che non sono la sua, tanto da diventare un tutt’uno. Attraverso una dimensione scenica immersa nella visione suggerita da Tout entiére di Poix, Bartolini/Baronio si affida a suggestioni immaginifiche del lavoro fotografico e della stessa biografia della Maier, aprendo un ragionamento sulla moltiplicazione dell’identità nel suo ritratto spettacolare costruito post-mortem e sull’universo umano metropolitano che ha documentato. Vivian Maier, centocinquantamila negativi chiusi più o meno ordinatamente in scatoloni ammassati nel corso di una vita intera, un rapporto con il mondo tanto concreto e sensibile, quanto furtivo e fantasmatico; una relazione con l’Arte e con la Storia consapevole, ma reticente e privata, un rapporto con se stessa cercato costantemente, ma nel riflesso, mai diretto.

Si prosegue dal 21 al 23 febbraio con Dove tutto è stato preso, creazione dei Bartolini/Baronio costruita intorno al tema della casa intesa come luogo di concentrazione simbolica della convivenza umana. Un amore inesorabile e il progetto di un cono nel centro di una foresta dove custodirne la felicità. Ogni stanza è il racconto di un mondo ladro, consumato in un cieco inverno di macerie e veleni. Abitare dove tutto è stato preso non è comodo, ma nel suo buio, immergersi nel tempo dell’edificazione della casa ideale costringe a cercarne la possibilità di curarne le rovine ricordandone la primavera. La cura dai veleni di Correzione di Thomas Bernhard, la sua e nostra correzione del mondo, si dispiega allora nella ricerca di un paesaggio teatrale, linguistico ed esistenziale che si muova a ritroso verso i suoi primi sensi, dove ripensare il venire al mondo dall’origine, dove trovare le parole della favola da consegnare a chi sarà bambino, al bambino che eravamo. Uno scenario di elementi minuti, quotidiani, personali ci invitano nel paesaggio interiore in cui la storia di ognuno s’intreccia alla storia collettiva.

I Talk del Teatro di Roma

Teatro India, giovedì 20 febbraio ore18.00

“IL NOVECENTO, LE DONNE E LA FOTOGRAFIA. DA GERDA TARO A VIVIAN MAIER”
con Helena Janeczek, Attilio Scarpellini, Tamara Bartolini, Michele Baronio
modera Attilio Scarpellini
ingresso libero su prenotazione

 

Vivian Maier viene oggi considerata una delle fotografe più importanti del Novecento, pur non essendo mai stata riconosciuta in vita. La storia della “tata” statunitense divenuta, a sua insaputa, un’icona della street photography non è però, forse, causale. Sono pochi i nomi femminili nella fotografia del Novecento, come accade anche per diversi altri campi della cultura. Da questo punto di vista è esemplare la vicenda di Gerda Taro, pioniera della fotografia di guerra che inventò assieme al compagno, il fotografo ungherese Endre Ernő Friedmann, il marchio “Rober Capa”, uno dei più famosi fotoreporter di guerra della storia. I due usarono collettivamente il nome fittizio Capa, e solo successivamente il nome venne adottato da Friedmann come pseudonimo in via esclusiva; eppure nella memoria collettiva Capa è rimasto esclusivamente come il nome di un uomo. Alla figura di Gerda Taro e alla sua vicenda Helena Janeczek ha dedicato un libro, La ragazza con la Leica, che le è valso il Premio Strega 2018La scrittrice sarà al centro del talk, assieme al duo Bartolini/Baronio che ha dedicato uno dei suoi spettacoli all’opera e alla vita di Vivian Maier, con la partecipazione di Attilio Scarpellini, conduttore di Qui Comincia, la trasmissione di Radio 3 che ogni mattina racconta una storia proprio a partire da un’immagine

 

18 ● 20 febbraio 2020

BARTOLINI/BARONIO

TUTT’INTERA
testo Guillaume Poix
traduzione Attilio Scarpellini
regia e interpretazione Tamara Bartolini e Michele Baronio
Orari spettacolo: 18 e 20 febbraio ore 21  –  19 febbraio ore 19.00

21 ● 23 febbraio 2020

DOVE TUTTO È STATO PRESO

Progetto vincitore del Bando Cura 2017 Visionari 2018 Kilowatt Festival

uno spettacolo di e con Tamara Bartolini/Michele Baronio
drammaturgia Tamara Bartolini
Orari spettacolo: 21 e 22 febbraio ore 21  –  23 febbraio ore 18

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