Teatro Argentina
10 marzo 2025
A dieci anni dalla scomparsa, lunedì 10 marzo il Teatro di Roma omaggia il maestro Luca Ronconi con la serata evento “non era così”.
Sul palco dell’Argentina cinque interpreti rievocano gli spettacoli che hanno fatto la storia del teatro.
Il Presidente Francesco Siciliano: «Ronconi ha illuminato il nostro percorso, un’eredità da consegnare alle future generazioni.»
non era così
un ritratto di Luca Ronconi
con la partecipazione straordinaria di (in o. a.)
Giovanni Crippa I Massimo De Francovich
Anna Maria Guarnieri I Laura Marinoni I Massimo Popolizio
regia e drammaturgia Giacomo Bisordi
video Igor Renzetti
suono Dario Felli
assistente alla regia e drammaturgia Vanda Colecchia
produzione Teatro di Roma – Teatro Nazionale
in collaborazione con Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa, Centro Teatrale Santacristina
Si ringraziano Anna Antonelli, Ariella Beddini, Lorenzo Pavolini
Info e orario: lunedì 10 marzo 2025 ore 20.00 I biglietti: intero € 10,00 – ridotto € 5
A dieci anni dalla scomparsa di Luca Ronconi, il Teatro di Roma lo ricorda con una serata evento dal titolo non era così, in scena lunedì 10 marzo (ore 20) al Teatro Argentina, per celebrare l’eredità di un maestro che ha rivoluzionato il teatro europeo con il suo genio visionario e la sua instancabile ricerca.
Con questo omaggio, il Teatro di Roma – di cui Ronconi è stata anima artistica del 1994 al 1999, prima del suo approdo alla direzione del Piccolo Teatro di Milano (fino alla sua morte nel 2015) – intende mantenerne vivo lo spirito innovativo, la sua capacità di sfidare le convenzioni e dilatare i confini dell’arte scenica, valorizzando il suo immenso patrimonio artistico da consegnare alle generazioni future.
Sul palcoscenico saranno cinque protagoniste e protagonisti del suo sterminato percorso registico – in ordine alfabetico – Giovanni Crippa, Massimo De Francovich, Anna Maria Guarnieri, Laura Marinoni e Massimo Popolizio, a rievocare in lettura alcune scene degli spettacoli degli ultimi vent’anni di Ronconi, tra il 1995 e il 2015, realizzati tra Roma e Milano: da titoli pensati per il palco del Teatro Argentina come Quer pasticciaccio brutto de via Merulana, Verso Peer Gynt e I fratelli Karamazov ad altri del periodo milanese come Lolita (Sceneggiatura). I frammenti degli spettacoli, proiettati in video nel corso della serata, saranno montati tra loro a costruire un flusso della memoria artificiale che i cinque interpreti attraverseranno di nuovo, per la prima volta ad anni di distanza dalle creazioni originarie.
Così dichiara Francesco Siciliano, Presidente del Teatro di Roma: «A dieci anni dalla scomparsa di Luca Ronconi, il Teatro di Roma, che ha avuto l’onore di essere guidato da questo maestro indiscusso, sente forte il bisogno di ricordare non solo l’artista rivoluzionario, ma anche l’uomo che ha segnato profondamente il teatro e la vita di ciascuno di noi, sia da spettatori che da attori. Ronconi ha illuminato il nostro percorso con la sua visione unica e coraggiosa, lasciando un’impronta indelebile nella storia del teatro italiano e internazionale.
Ricordare Luca Ronconi significa per noi mantenere vivo uno sguardo sul teatro, sulla realtà, sul mondo. La sua eredità è un invito a non smettere mai di interrogarci e di sperimentare. Ronconi ci ha insegnato a guardare oltre le apparenze, a cercare la verità nel profondo delle cose, a non aver paura di sfidare le convenzioni. Il suo teatro è stato un atto di coraggio, un invito alla riflessione, un’esplorazione continua dei limiti dell’umano. Con questo omaggio, vogliamo onorare la sua memoria con l’obiettivo di trasmettere il suo patrimonio artistico, creativo e formativo, alle future generazioni.
Personalmente, ricordo con emozione la mia partecipazione agli Ultimi giorni dell’umanità nel 1991, uno spettacolo che ha segnato l’inizio di una fervida collaborazione con Ronconi, proseguita negli anni attraverso numerosi progetti teatrali, fino al Memoriale di Tucidide nel 2004.
Con sincero affetto e profonda gratitudine, il Teatro di Roma omaggia una figura d’arte che ha saputo toccare le corde più profonde dell’umanità, arricchendo il nostro patrimonio culturale con la sua straordinaria eredità artistica.»
Con la regia e drammaturgia di Giacomo Bisordi, non era così vuole essere un ritratto possibile di Ronconi e al contempo riflettere teatralmente sul rapporto tra memoria e palcoscenico. Dice Bisordi: «disegnare un evento che provi a raccontare Ronconi, è un privilegio e un bel guaio. Per farlo ho pensato ad un approccio un po’ brutale, scegliendo arbitrariamente solo un frammento del suo percorso enorme: gli ultimi vent’anni della sua storia artistica, rivissuti attraverso cinque interpreti esemplari che lo hanno scritto col corpo e con la voce. Per me, ciò che rimane di quel momento creativo risiede proprio nella generosità e nell’esperienza scenica estrema quanto radicale degli attori e attrici che lo hanno incontrato e che vedremo in scena questa sera. In nient’altro.»
Realizzata in collaborazione con il Piccolo Teatro di Milano e con il Centro Teatrale Santacristina, questa serata è l’altra metà di un evento analogo, sempre con la curatela di Giacomo Bisordi, pensato per il Piccolo e che condivide parte degli interpreti coinvolti e degli spettacoli ricordati. Una piccola storia del teatro. Un tentativo di comporre una parziale biografia teatrale di Ronconi attraverso momenti iconici dei suoi spettacoli, fusi con dichiarazioni radiofoniche e televisive dello stesso regista, ispirati alla sua visione per cui “preferisce non lasciare tracce” e al contempo confutandola.