L’alfabeto di Etty Hillesum secondo fratel Semeraro

Le parole hanno un ruolo fondamentale perché attraverso di esse «non subiamo» la vita ma, permettendoci di indicare le cose in maniera concreta, «attraversiamo» la nostra esistenza in maniera responsabile e soprattutto consapevole. Questa è l’osservazione sottesa alla seconda edizione di Ogni battito del cuore. Le più belle pagine di Etty Hillesum, di fratel MichaelDavide Semeraro, maestro spirituale e profondo conoscitore della scrittrice olandese di origini ebraiche, morta ad Auschwitz nel 1943.

È una sorta di alfabeto che ci dischiude la profondità di Etty, cioè Ester, Hillesum la cui vita si può racchiudere in uno stupendo verso di Rilke: «Anche se non vogliamo, Dio matura». Una vita assai breve, caduta come seme nel solco della storia il 30 novembre 1943 nel campo di concentramento nazista, dopo un periodo di tempo passato nel campo di transito di Westerbork (Paesi Bassi).

Anima, Arcobaleno, Baracca, Bellezza, Cella, Cibo, Desiderio, Digiuno, Dio, Ebrei, Erotismo, Famiglia, Felicità, Gelsomino, Herta, Hineinzuhören, Inginocchiarsi, Irrequietezza, Lentezza, Maternità, Nave, Nostalgia, Odio, Paura, Pazienza, Perdono, Preghiera, Quaderni, Rabbia, Solitudine, Stanchezza, Tenerezza, Tristezza, Uccellino, Vita, Zaino sono le parole di Etty scelte da questo monaco che vive nella Koinonia de la Visitation in Val d’Aosta, coniugando la vita monastica con l’ascolto delle tematiche che turbano e appassionano il cuore di uomini e donne del nostro tempo.

Spiega fratel MichaelDavide nell’introduzione: «La seconda edizione di queste pagine, in cui riprendiamo alcune parole di Etty Hillesum – ci piace chiamarlo il suo “alfabeto” – per arricchire, correggere e ampliare il nostro vocabolario di umanità, vuole essere un contributo a non dimenticare l’importanza delle parole… Vogliamo metterci alla scuola di Etty Hillesum per affrontare i tempi che viviamo e non smarrire la nostra umanità. Da questa donna consapevole della propria ambiguità e sempre alle prese con la propria complessità, possiamo imparare a non arrenderci alla realtà per saperla invece leggere e narrare con un “di più” di compassione che, pur non cambiando nulla o poco, è capace di decifrare il senso della vita sempre e comunque». L’autore sottolinea che non tutti abbiamo la vocazione a scrivere, ma tutti abbiamo

il compito di parlare: la parola è anche lo strumento scelto da Hillesum per resistere alle barbarie della sua epoca e a ognuno di noi è chiesto di vigilare sulle parole che proferiamo, consapevoli che il loro senso può cambiare con il tempo.

Dunque, questa seconda edizione curata da fratel Semeraro è una sorta di scuola intima a cui dedicarsi per mettere a punto il proprio vocabolario personale. Significativa è la dedica: «A tutti coloro che si mettono in viaggio attraverso il deserto e il mare e sperano nella nostra accoglienza, attendono la nostra compassione, scomodano l’inedia della nostra anima. A quanti sono partiti e a quanti sono arrivati, a quanti non sono mai partiti e a quanti non sono mai arrivati. Per non dimenticare che già è successo di guardare da un’altra parte e di passare oltre facendo finta di niente».

L’Autore

Fratel MichaelDavide Semeraro, monaco dal 1983, vive nella Koinonia de la Visitation a Rhêmes-Notre-Dame (Aosta). Ha conseguito il Dottorato in Teologia Spirituale presso l’Università Gregoriana di Roma. Collabora con alcune riviste, scrive libri, tiene conferenze e accompagna ritiri. Per Edizioni Terra Santa è autore di: L’armadio del cuore. Lo straordinario potere del riordino interiore (2018) e Il grido dell’anima. I se e Salmi Penitenziali e le ultime parole di Gesù (2015).

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