La Repubblica di Weimar. Lotta di uomini e ideali  di David Bernardini In libreria

Weimar continua a essere un «sismografo», capace di registrare le incertezze e le inquietudini del presente.

La Repubblica di Weimar. Lotta di uomini e ideali

di David Bernardini

In libreria

La Repubblica di Weimar, la prima tormentata democrazia tedesca, costituì un innovativo e conflittuale laboratorio dove si intrecciarono e si scontrarono le grandi correnti politiche del Novecento. A più di un secolo dalla sua fondazione, il libro si propone di ripensare quest’inedita esperienza attraverso il prisma della violenza politica che contraddistinse quel «tempo di idee combattenti», riprendendo un importante filone di studi internazionale che in Italia ha avuto ancora scarsa eco. La narrazione si addentrerà nella traduzione dei grandi conflitti sociali che segnarono gli anni Venti e Trenta nella vita quotidiana dei militanti politici (comunisti, nazisti, socialdemocratici e anarchici), protagonisti di una vicenda che ha ben poco di epico, di pulito, di facilmente catalogabile e giudicabile. È una storia che invece sa di sangue, di selciato, dei muri ammuffiti delle birrerie e dei caseggiati dove si combatté una lotta senza quartiere contro l’ascesa di Adolf Hitler, in un caleidoscopio di esperienze che parla la lingua di oggi. In un presente, infatti, dove l’estrema destra, forte dei successi elettorali dei partiti cosiddetti populisti, ambisce nuovamente a conquistare le periferie, Weimar risulta ancora quanto mai attuale.

David Bernardini (1988) ha conseguito il dottorato in storia dell’Europa. I suoi studi si concentrano prevalentemente su diversi aspetti della storia politica della Germania tra le due guerre mondiali con particolare attenzione al nazionalbolscevismo e all’anarchismo. Ha pubblicato una biografia dedicata all’anarchico Rudolf Rocker (2014), uno studio sul movimento nazionalbolscevico nella Repubblica di Weimar (2017) e sul rossobrunismo (2020). È docente a contratto presso il Dipartimento di studi storici dell’Università degli studi di Milano e fa parte della redazione della «Rivista storica del socialismo».

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