LA MOSTRA “LA FAMIGLIA CASCELLA. OLTRE IL TEMPO” È STATA INAUGURATA CON SUCCESSO DI PUBBLICO E CRITICA NELLE SALE ESPOSITIVE DELL’ISTITUTO ITALIANO DI CULTURA DI MADRID

LA MOSTRA “LA FAMIGLIA CASCELLA. OLTRE IL TEMPO”

È STATA INAUGURATA CON SUCCESSO DI PUBBLICO E CRITICA

NELLE SALE ESPOSITIVE DELL’ISTITUTO ITALIANO DI CULTURA DI MADRID

Per la prima volta si riuniscono in una mostra antologica le cinque generazioni di artisti

della famiglia Cascella dal XIX secolo ad oggi. Un viaggio lungo 150 anni tra tradizione e innovazione per scoprire un caso unico di continuità artistica tutta italiana in cui ciascun artista

è stato in grado di muoversi con successo esprimendosi attraverso le tecniche,

le avanguardie ed i gusti del proprio tempo.

In occasione dei 150 anni dalla nascita della storica dinastia artistica fondata dal capostipite Basilio Cascella (1860-1950) l’Istituto Italiano di Cultura di Madrid presenta una mostra/installazione che si allontana dai canonici caratteri antologici per realizzare, grazie all’intervento delle nuove generazioni di artisti, un viaggio a ritroso nel tempo che permette per la prima volta di unire tutti gli artisti della famiglia Cascella facendo emergere gli elementi simbolici e unici che sono stati in grado di legare “oltre il tempo” capacità artistiche che individualmente si sono espresse utilizzando gli elementi e i gusti tipici della propria epoca, dalla pittura, alla scultura, dalla grafica editoriale alle arti applicate fino alle sperimentazioni più recenti dell’intelligenza artificiale.

Nelle storiche sale del piano nobile di Palacio de Abrantes – prima Ambasciata di Italia in Spagna e poi sede dal 1939 dell’Istituto Italiano di Cultura a Madrid – si snodano le macroaree della mostra che attraversano le epoche a ritroso partendo dalle attuali ricerche sperimentali degli artisti più giovani di questa grande famiglia toccata dalla scintilla della creatività.

Una sala immersiva al piano terra del Palazzo il percorso inizia – o lo conclude in questa visione uroborica del tempo artistico familiare – con una installazione/dialogo tra le nature morte e ibride di Matteo Basilé e i video ritratti di Davide Cascella.

Nelle sale espositive al piano nobile del Palazzo si dischiude il viaggio a ritroso della mostra seguendo i punti distintivi di quel laboratorio creativo che contraddistingue tutta la dimensione artistica e creativa familiare. Aprono il percorso le creazioni delle nuove generazioni della famiglia Cascella (la quinta generazione): Matteo Cascella, in arte Matteo Basilé (1974), Davide Cascella, in arte Davide Sebastian (1981), Jacopo Cascella (1973).

Si inizia con la presentazione in anteprima per la mostra madrilena di tre figure ipnotiche del progetto artistico Rerum Novarum (2025) di Matteo Basilé in cui la fotografia si unisce all’intelligenza artificiale e alla realtà̀ aumentata. Ogni opera dialoga con il visitatore aprendosi a ulteriori visioni in movimento che magicamente appaiono inquadrando il QR code a lato del quadro.

Sono il racconto di atre storie parallele, ricostruzioni storiche, dialoghi generazionali e visioni del futuro che trasformano l’opera rigenerandola continuamente attraverso il mondo dell’IA.

Davide Sebastian si affianca presentando la sua potenza artistica nei video ritratti capaci di far emergere stati d’animo con l’immagine – ritratto e video – di Gillo Dorfles, celebre critico e artista italiano (1910-2018) immortalato mentre sorregge un’ampolla con all’interno un soffione: reliquia fragile e al tempo stesso promessa di rinascita. In una sala autonoma con l’installazione Eco della Rinascita (2024) Davide Sebastian trasforma un’antica tromba antiaerea in scultura sonora. L’oggetto, nato per annunciare il pericolo, cambia voce con l’uso di una cassa acustica digitale, emettendo il suono di una goccia che cade: archetipo di vita e di rigenerazione.

Jacopo Cascella con il dipinto L’agnello è la chiave (2020) rievoca il gusto coloristico delle ceramiche e delle maioliche realizzate dagli artisti Cascella agli inizi del Novecento, innestandolo sulla rilettura di un linguaggio simbolico medievale.

Risalendo nel tempo alla quarta generazione si apprezza la particolarità materica di Susanna Cascella (1956) che intreccia nei suoi tessuti percorsi segreti: in Labirinto (2022) la trama diventa memoria, l’intreccio intimità in cui emerge naturalmente il collegamento ancestrale e mitico con le più profonde radici mediterranee dell’arte femminili della tela.

Tommaso Cascella (1951) fa riaffiorare il segno di una scrittura pittorica primordiale che trasforma il colore in energia cosmica.

Marco Cascella (1949) ci conduce negli abissi cellulari, trasformati in paesaggi astratti dove la materia rivela segreti invisibili, come nel suo Dall’abissale al blue. Videogame (2013).

La mostra ricerca continua con la scelta delle produzioni che legano la terza generazione familiare allo studio delle avanguardie della propria epoca: Andrea Cascella (1919-1990), ceramista e scultore fondamentale nel panorama internazionale novecentesco, rappresentato dal morbido e materno marmo nero di Canto Notturno (1990) che racchiude la propensione dell’artista alle forme monumentali e sinuose, così come la magnifica maiolica Testa (Donna di Rapino) del 1950, che venne realizzata da Andrea assieme al fratello Pietro Cascella. Di Pietro Cascella (1921-2008) sono esposte celebri testimonianze del suo percorso artistico: dalla giovanile pittura Scena mitologica (1942), passando per i successivi studi di Figure geometriche e Studi per pannelli decorativi (1952-

53), ristudiati per questa mostra e ricondotti a studi preparatori per gli apparati decorativi e le opere monumentali realizzati da Pietro alla Farnesina, sede del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, così come il controsoffitto della Sala delle Conferenze Internazionali e i due Portabandiera, recentemente restaurati. Non manca uno delle ultime sue opere: Ara Pacis (2006).

Il percorso della mostra continua nella profondità delle radici della famiglia di seconda generazione con l’occhieggiare alle tendenze europee dell’epoca nella Natività (1934) di Tommaso Cascella (1890-1968) e con Michele Cascella (1892-1988),che illumina la realtà̀ con i suoi acquerelli e pitture vibranti, colmi di luce mediterranea come nella Ragazza di Schio (1918) in cui matura una sintesi del ritorno all’ordine in voga nell’arte del primo dopoguerra, con richiami a Picasso; nel Trifoglio in fiore (1931), la solidità̀ del paesaggio in bilico armonico tra la memoria delle campagne abruzzesi e l’uso del colore derivato dallo studio di Cézanne.

Infine, grazie all’importante prestito del Museo Civico “Basilio Cascella” di Pescara si accede alle opere di Basilio Cascella (1860-1950): seme che ha generato questo fecondo albero genealogico come la pianta del soffione richiamata nella prima sala da David Sebastian. Del capostipite di questa particolare famiglia di artisti – un unicum nel mondo dell’arte ancora tutto da investigare – si può apprezzare in mostra la Madonna della Pace (1895) e le Portatrici d’acqua (1906). In quest’ultimo quadro il gesto quotidiano si trasfigura in icona universale, l’Abruzzo si fa leggenda, il popolo rito. Basilio rappresenta il folclore locale impiegando canoni estetici europei, nel pieno respiro simbolista e proto-avanguardista di fine Ottocento e inizio Novecento, dato anche dai suoi contatti con l’ambiente artistico napoletano, milanese, e romano. Basilio, amico di letterati come il concittadino Gabriele D’Annunzio, dette alle stampe riviste come L’illustrazione abruzzese e La Grande Illustrazione, sulla quale promosse anche il Futurismo e pubblicò le opere di Umberto Boccioni e Gino Severini, presenti in mostra.

Per maggiori informazioni: prensa.iicmadrid@esteri.it

Foto inaugurazione@Ren Jingge

Link foto https://drive.google.com/drive/folders/1yMUIzEro5JQH6B35MiPvBmOgFPBptwuQ

Apertura al pubblico:

26 settembre – 8 novembre 2025

martedì – sabato

12.00 – 18.00

Con il patrocinio di: Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale

Organizzata da: Ambasciata d’Italia a Madrid, Istituto Italiano di Cultura di Madrid

Con il sostegno di: Consiglio Regionale dell’Abruzzo

Promossa da: Associazione Casa Abruzzo, La Casa degli Abruzzesi in Spagna

Progetto e mostra a cura di: Guicciardo Sassoli de’ Bianchi Strozzi

Catalogo: Treccani

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