L’epilessia è una patologia complessa, il cui impatto non si esaurisce nella crisi epilettica e richiede uno sguardo capace di considerare insieme aspetti clinici, sociali e organizzativi. È da questa prospettiva che prende forma il convegno «Ripensare la gestione dell’epilessia nella sua complessità nell’era della predizione del rischio di crisi con intelligenza artificiale», organizzato da Neuraxpharm e in programma il 13 ottobre 2026 a Venezia, nelle sale dell’Hotel Monaco & Grand Canal.
La giornata sarà aperta e accompagnata dalla dott.ssa Manuela Pacelli, chiamata a presentare l’evento e a condurre i partecipanti lungo un percorso che parte dai casi clinici osservati dagli specialisti per arrivare alle prospettive aperte dalle nuove tecnologie. La scelta di cominciare dall’esperienza concreta dà subito una misura precisa al confronto: l’epilessia non si esaurisce nell’evento clinico, ma richiede una presa in carico capace di tenere insieme la cura neurologica, le comorbidità e le diverse età della vita.
A portare per primi questa prospettiva saranno i rappresentanti delle associazioni impegnate nel campo dell’epilessia, tra cui AICE – Associazione Italiana Contro l’Epilessia. Il loro contributo richiamerà l’attenzione sul linguaggio con cui la patologia viene raccontata e sul terreno dei diritti, dove il riconoscimento formale di una tutela attende ancora piena applicazione nella scuola, nel lavoro e nell’accesso ai servizi. Tra una norma e la vita che dovrebbe proteggere rimane talvolta un passaggio lento, fatto di spiegazioni ripetute e responsabilità che ricadono sulle famiglie.
La prima parte della giornata entrerà poi nella complessità clinica dell’epilessia, affrontando l’impatto della patologia, la gestione delle crisi prolungate e le comorbidità neurologiche e psichiatriche nelle diverse età della vita, con il contributo di specialisti dell’ambito pediatrico e dell’adulto. Sarà dedicato spazio anche alle modalità di intervento nei contesti extraospedalieri, alla formazione dei caregiver e al peso economico e sociale dell’epilessia, considerando tanto l’impiego delle risorse sanitarie quanto le conseguenze che possono ricadere sulle famiglie, sul lavoro e sui percorsi di studio. La mattinata si concluderà con una parte interattiva tra panel e partecipanti, dedicata alla discussione di casi clinici selezionati per valutare il possibile impiego delle tecnologie.
Nel pomeriggio il convegno entrerà nel campo dell’intelligenza artificiale. L’IA applicata al trattamento dell’epilessia può analizzare grandi quantità di dati, individuare ricorrenze difficili da cogliere e sostenere il medico nella valutazione del rischio. La promessa tecnologica deve però misurarsi con la pratica clinica, dove ogni informazione entra nella
storia di una persona e produce conseguenze. Un algoritmo può segnalare una probabilità; il medico deve comprenderla, valutarne l’affidabilità e decidere quanto peso attribuirle. La fiducia nasce anche dalla possibilità di capire come quel risultato è stato raggiunto.
La predizione del rischio di crisi epilettiche sarà affrontata attraverso un aggiornamento sulla letteratura scientifica e sugli studi clinici condotti con strumenti digitali di nuova generazione. Il confronto riguarderà lo stato delle evidenze, l’affidabilità dei dati, i criteri di validazione e gli aspetti che richiedono ancora approfondimento, mantenendo centrale il ruolo della valutazione clinica.
Dalla ricerca si passerà poi alle questioni organizzative e operative legate all’introduzione delle soluzioni digitali nei percorsi di cura. Saranno affrontati i passaggi che vanno dalla valutazione clinica all’eventuale utilizzo, insieme ai temi dell’accessibilità, della formazione e della continuità assistenziale.
Durante l’evento sarà inoltre proposta la discussione di alcuni casi clinici, con partecipazioni internazionali.
La discussione conclusiva sarà dedicata all’eterogeneità dell’epilessia e alle sue comorbidità neurologiche e psichiatriche nelle diverse età della vita, mettendo a confronto competenze specialistiche dell’ambito pediatrico e dell’adulto. L’attenzione si concentrerà anche sulla qualità dei segnali rilevati dagli strumenti digitali, sulla loro validazione e sul rapporto con il monitoraggio neurofisiologico, mantenendo centrale il ruolo dell’interpretazione clinica.
Il convegno si inserisce nel percorso di Neuraxpharm, azienda farmaceutica specializzata nel trattamento delle patologie del sistema nervoso centrale e guidata in Italia dalla Country Manager Serena Zucchetta. Il lavoro condotto negli ultimi anni ha esteso l’attenzione dal farmaco alla gestione complessiva della patologia, includendo informazione, ascolto e soluzioni digitali. L’appuntamento veneziano traduce questa direzione in un confronto concreto tra specialisti, associazioni, ricerca e organizzazione sanitaria, seguendo l’innovazione lungo i passaggi che ne determinano la tenuta: evidenza scientifica, prescrizione, accesso, formazione e uso continuativo.
La chiusura affidata alla dott.ssa Pacelli ricondurrà le diverse voci a una domanda che attraversa l’intera giornata: quanto spazio può restituire alla persona la possibilità di conoscere in anticipo il rischio di una crisi epilettica? La risposta non dipenderà soltanto dalla capacità predittiva di un algoritmo. Passerà dalla qualità della relazione clinica, dalla preparazione di chi assiste, dall’accessibilità dei dispositivi e dal modo in cui ogni paziente sceglierà di integrarli nella propria vita. Il 13 ottobre Venezia ospiterà così un confronto sulle evidenze disponibili, sugli interrogativi ancora aperti e sulle condizioni necessarie perché l’innovazione possa essere valutata e integrata responsabilmente nella pratica clinica.