"I Promessi Sposi"

Dopo il debutto del 2010 allo stadio San Siro di Milano, che la stampa nazionale ha definito “trionfale”, “I PROMESSI SPOSI “ l’Opera Moderna della quale è autore e regista Michele  Guardì con le musiche di Pippo Flora va quest’anno in tournée in tutta Italia con oltre 120 Repliche.Anteprima nazionale il 5 novembre prossimo ad Ascoli e grande debutto a Roma il 10 novembre.Lo spettacolo, che si preannuncia come  la produzione più imponente  della stagione 2011/2012, avrà sempre come protagonisti  Giò di Tonno(don Rodrigo), Noemi Smorra (Lucia), Graziano Galatone(Renzo), Vittorio Matteucci (l’Innominato),Christian Gravina (Fra Cristoforo) e Rosalia Misseri (la Monaca di Monza).Dopo l’anteprima nazionale ad Ascoli il 5  e 6 novembre,il debutto a Roma al Gran Teatro il 10 novembre prossimoLo spettacolo toccherà poi i più importanti teatri Italiani  a Napoli, Palermo, Catania,Agrigento, Catanzaro, Bari, Assisi, Lugano, Bologna, Padova, Ancona, Firenze, Trieste,Reggio Emilia, Torino, Milano.

Note :

Dieci protagonisti, sei comprimari, ventidue ballerini-coristi che cantano dal vivo su basi musicali realizzate da una orchestra sinfonica, composta di settanta elementi e una scenografia con otto carri mobili, ma anche proiezioni ed effetti speciali sono gli ingredienti di un opera, che ha avuto una “gestazione” lunga 12 anni.Lo spettacolo celebra il più grande romanzo italiano richiamando i temi affrontati nel testo originale, e la sua modernità viene sfruttata per presentare un contesto storico e sociale che riprende, immutate, le problematiche dell’essere: dall’Amore al Potere, dalla Giustizia alla Fede. “È una lettura approfondita e meditata, a cui ho lavorato per anni insieme a Pippo Flora”, ha detto il registra Guardì, che ha curato la riduzione teatrale e la stesura del testo.La Società italiana degli autori ed editori ha dato  il patrocinio morale all’opera di Michele Guardì e Pippo Flora per “ l’elevata qualità artistica – spettacolare, la precisa aderenza della stesura letteraria al romanzo di Manzoni, nonchè per la forte carica emotiva, che l’Opera è capace di suscitare nel pubblico”.

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