Ho una gonna stretta sui fianchi, un tubino che esalta le forme. Muovo cosce e sedere sfiorando i tavoli dell’osteria.

Elena Mearini scrive ogni singola frase con la stessa terribile forza e la stessa fantasia visionaria di un eroe che si batta, da solo, per salvare il mondo.

 

Mi piace infiammare gli appetiti, buttare benzina sopra le lingue, fare un passo indietro e poi guardare a distanza le bocche che bruciano. Significa che il mio corpo esiste, agisce e lascia il segno. E io con lui.

A casa questa certezza non posso averla, lì sono costretta a domandarmi di continuo se io sia davvero fatta di carne che si muove oppure di aria che resta ferma. Nemmeno la polvere si accorge di me.

Servo il terzo giro di Cuba Libre e poi stacco. Ancora un paio di serate per il biglietto di andata e quello di ritorno. Con il prossimo weekend dovrei farcela. Lavoro dal venerdì alla domenica e mi assicuro il provino a Roma.

A papà passerà la voglia di ridere grasso, sporco e animale. Dovrà imparare il sorriso fine per non perdermi, quando sarò contesa da registi di fama e riviste di grido. Dovrà mangiare da uomo, masticare con la bocca chiusa per non sporcarmi, quando sfoglierà la mia faccia su Vogue, il mio corpo su Vanity Fair.

Con il chiodo della celebrità, bucherò il pallone di Valerio. Gli sgonfierò il sogno e la convinzione. Mamma e papà dovranno ammettere che il suo talento è cuoio floscio.

Risulta stretto, il cielo di famiglia. C’è posto per una stella soltanto, e io mi voglio accomodare.

 

Il libro

Nella Milano dei giardini verticali e della rinascita urbana, si muove Bianca, sedici anni, papà camionista e mamma casalinga, studentessa all’Artistico, viso da diva anni Quaranta.

Della vita sa due cose.

Sa che non vuole diventare come sua madre, precocemente sfiorita in un sonnambulismo dei sentimenti e delle velleità, asservita ai bisogni di marito e figlio maschio, ma cieca davanti ai bagliori di speranza negli occhi della sua ex bambina.

Sa che vuole diventare una star del cinema, oggetto di invidie femminili e di sogni maschili. E per farlo, è pronta ad ascoltare la più nera parte del cuore. Mentire, manipolare, sedurre. Uccidere.

Per lei il corpo è un’arma letale, strumento di affermazione, di riconoscimento. Un corpo-arma per non morire anonima.

 

Foto Mearini

L’autrice

Elena Mearini è nata nel 1978 e vive a Milano. Si occupa di narrativa e poesia, conduce laboratori di scrittura in comunità e centri di riabilitazione psichiatrica. Nel 2009 esce il suo primo romanzo 360 gradi di rabbia, edito da Excelsior 1881, nel 2011 pubblica per Perdisa pop il romanzo Undicesimo comandamento. A gennaio 2015 pubblica il romanzo A testa in giù (Morellini editore). Firma due raccolte di poesie: Dilemma di una bottiglia (Forme Libere editore) e Per silenzio e voce (Marco Saya editore).

Bologna, 29/01/2011.
Bologna Si Rivela 2011, Genus Bononiae – Musei nella Città, Manifestazione organizzata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Bologna.
SANTA MARIA DELLA VITA.
Visita al Compianto sul Cristo Morto di Niccolò dell’Arca

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Premi e riconoscimenti

2011- Premio giovani lettori “Gaia di Manici-Proietti” per il romanzo 360 gradi di Rabbia, nell’ambito della rassegna “Umbria Libri”.

2012- Premio Speciale UNICAM – Università di Camerino, per il romanzo Undicesimo comandamento, terzo classificato al Concorso Nazionale di Narrativa “Maria Teresa di Lascia”.

2012- Premio giovani lettori “Gaia di Manici-Proietti” per il romanzo Undicesimo Comandamento, nell’ambito della rassegna “Umbria Libri”.

 

Elena Mearini

Bianca da morire

CAIRO

IN LIBRERIA DAL 14 GENNAIO

Per richiedere pdf/copia staffetta stampa:
Ufficio stampa, Anna Maria Riva – 3290974433

Raul Montanari

 

Dal romanzo

Ho una gonna stretta sui fianchi, un tubino che esalta le forme.

Muovo cosce e sedere sfiorando i tavoli dell’osteria.

 

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