CHIARA DYNYS
partecipa alla mostra
GIOTTO E IL NOVECENTO
a cura di Alessandra Tiddia
con
“Giotto Behind the Mirror”
presso il Mart – Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto
Corso Bettini, 43 Rovereto (TN)
Dal 6 dicembre 2022 al 19 marzo 2023
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Nell’ambito della mostra “Giotto e il Novecento”, a cura di Alessandra Tiddia ed in corso presso il Mart – Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto fino al 19 marzo 2023, Chiara Dynys presenta “Giotto Behind the Mirror”, un’installazione site specific ispirata alla perfezione del grande Maestro.
L’opera, in cristallo ultralight, si rifà alla magica ed assoluta capacità di sintesi di Giotto che supera gli schemi bizantini, anticipando i valori dell’umanesimo. Come afferma il celebre storico dell’arte Bernard Berenson “andando oltre lo ieratismo bizantino” e mostrandoci la profondità del sentimento.
In linea con le altre opere dell’artista che rientrano nel ciclo “Look at You”, anche “Giotto Behind the Mirror” è composta da una serie di teche di vetro dalle superfici trasparenti solcate da figure geometriche che si riflettono su fondi specchianti, rivelando lì il loro rovescio che si mostra colorato al contrario del verso che vediamo incolore.
Nasce così una sorta di “trappola visiva” che inibisce la piena visione di quello che in realtà si dovrebbe vedere. Un tema ricorrente, quello del riflesso, che caratterizza da sempre la poetica di Chiara Dynys influenzandone in maniera significativa la produzione artistica.
“Mi sono dedicata spesso al tema dello specchio e del riflesso, allo sdoppiamento e al rapporto che questo implica con lo spazio e l’osservatore. Lavorando per cicli tematici che raramente si concludono definitivamente, ho realizzato molti lavori basati sulla specularità, la trasparenza e il rapporto interno-esterno, in dimensioni che vanno da quelle contenute del bassorilievo fino alla conquista dello spazio abitabile” dichiara l’artista Chiara Dynys.
La tecnica dell’opera consiste in una parte argentata su cristallo molato a mano e lavorato a diamante su tutti i bordi e due tondi monocromi luminosi blu e oro che si riflettono nella parte specchiante della teca. L’uso di tali colori è un chiaro riferimento alla rivoluzione giottesca che è passata dall’infinito concettuale simboleggiato dall’oro all’infinito del blu del cielo. Nell’opera di Chiara Dynys sono presenti entrambi, “come in Giotto”.
“L’azzurro e l’oro sono i colori che riportano per convenzione all’infinito: l’oro è più simbolico, l’azzurro – la cui introduzione caratterizza Giotto – è più fisico e realistico, perché rimanda al colore del cielo. Essi sono presenti entrambi nel mio trittico e una superficie specchiante costringe lo spettatore a “cercare” l’infinito che non si lascia vedere subito, perché è nascosto dietro lo
specchio. L’opera diventa allora un invito metaforico e simbolico a guardare oltre l’orizzonte, ad avere una visione comunque positiva e allargata del futuro” prosegue Chiara Dynys
Quest’opera, come le altre dedicate al San Nicola da Tolentino di Piero della Francesca esposte nel 2013 al Museo Poldi Pezzoli di Milano in occasione della mostra “Simboli e geometria in Piero della Francesca. Una lettura di Chiara Dynys” a cura di Fiorella Minervino, funzionano come dispositivi disturbanti, che attirano e respingono nello stesso tempo.
“Trasparenze ingannevoli, specularità negate, questi e altri elementi stranianti attraversano tutta la mia opera – afferma Chiara Dynys – ma l’attenzione volta ai meccanismi che ci sottraggono ad una esperienza non alienata del mondo, espressa da questa negatività che emerge nell’opera, è solo un aspetto del mio lavoro”.
Un sodalizio di lungo corso, quello dell’artista Chiara Dynys con il Mart; già nel 2011 l’artista ha collaborato con la prestigiosa istituzione museale realizzando l’installazione “Memoria e Oblio”, tutt’ora presente presso gli spazi esterni del museo e che, nella disposizione circolare di grandi lettere in acciaio, evoca la capacità umana di ricordare e di dimenticare senza soluzione di continuità.
Insieme a Chiara Dynys, la mostra presenta opere di artisti moderni e contemporanei ispirate all’arte di Giotto, il maestro che rivoluzionò la pittura medievale.
Nel primo novecento Carlo Carrà, Mario Sironi e Arturo Martini, ma anche Gino Severini, Massimo Campigli, Achille Funi, Ubaldo Oppi, rintracciarono in Giotto il principale testimone di un’eternità alla quale guardare. Pochi decenni dopo, l’eredità giottesca influenza l’opera di alcuni protagonisti dell’arte italiana come Giorgio Morandi, Fausto Melotti, Mario Radice, Lucio Fontana, ma anche il lavoro di grandi artisti internazionali come Henri Matisse, Yves Klein, Mark Rothko, Josef Albers e Tacita Dean.
Chiara Dynys è una delle più rilevanti artiste italiane contemporanee. Ha partecipato a numerosi progetti espositivi in Italia e all’estero. Tra le più importanti istituzioni che hanno ospitato il suo lavoro si ricordano il Musée d’Art Moderne di Saint-Étienne (1992), il Centre d’Art Contemporain di Ginevra (1996), il CIAC – Centre International d’Art Contemporain di Montréal (1997), la Städtische Galerie di Stoccarda (1999), il Museo Cantonale di Lugano (2001 – 2015), la Quadriennale di Roma (1986 – 2005), il Bochum Museum, Bochum (2003), il Kunstmuseum di Bonn (2004), il Wolfsberg Executive Development Center, Wolfsberg (2005), lo ZKM- Zentrum für Kunst und Medientechnologie di Karlsruhe (2005 – 2012), lo Spazio -1, Collezione Giancarlo e Danna Olgiati, LAC, Lugano (2012), Arkhangelskoye – VII Moscow Biennale, Mosca (2017); ICAE Armenia, Yerevan (2018), il MASI di Lugano (2018) e musei italiani come il MART di Rovereto (2005 – 2011), il Museo del Novecento di Milano (2012), la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma (2013), il Museo Correr di Venezia (2019), Villa e Collezione Panza di Varese (2009 – 2021), Palazzo Maffei Casa Museo di Verona (2021) e MA*GA – Museo Arte Gallarate l’ultima personale dell’artista “Chiara Dynys. Melancholia” (2022).

