I GENI FUORI, GLI ZERI DENTRO

Se ne parla poco perché tutti impegnati in altro: si parla poco delle migliaia di giovani che ogni anno lasciano l’Italia per andare a cercare possibilità di realizzazione al di là delle Alpi, disfatta e colpa imperdonabili dello Stato: tra questi in particolare i ‘cervelli’, la cosiddetta ‘fuga dei cervelli’! cioè del sale di una comunità, dell’aria necessaria al progresso. Sono attivi nelle università e negli atenei, nei centri di ricerca, nei musei, nelle accademie, nelle multinazionali, negli istituti d’arte di ogni tipo: cioè ovunque nel mondo si pratichi la scienza e l’eccellenza. Da soli, senza appoggi, senza leccamenti. Desolante costatare che in patria nulla e niente, fattivamente e seriamente, segua e si occupi di questi figli emigrati all’estero, non solo dei ‘cervelli’ dunque.

Dei giovani studiosi fuggiti via, ne voglio ricordare solo quattro del nostro territorio e più esattamente originari di Cassino. Nel rispetto della loro individualità e riservatezza, non cito i nomi, confermo solamente che si tratta di figli di Cassino, genitrice indegna a mio avviso e, ancora peggio, inconsapevole, vista la sua inerzia ed abulia.

Iniziamo col titolare della cattedra di Diritto Internazionale Pubblico nella Università di Parigi più antica. Dopo il diploma di maturità, superate tutte le formalità si immatricolò in giurisprudenza alla Univ. di Aix-en-Provence in Francia: a dispetto delle iniziali difficoltà linguistiche ed ambientali, il nuovo contesto e il nuovo mondo furono così stimolanti e invoglianti che alla fine del primo anno risultò il primo del suo corso, con la lode! il secondo anno di nuovo primo e col massimo dei voti nelle varie discipline e titolo onorifico: i docenti ne sollecitano il proseguimento degli studi a Parigi. Il nostro giovane cassinate si trasferisce a Parigi -i genitori pronti a tutto!- e a Parigi, in una università prestigiosa per nome e qualità dell’insegnamento, anche al terzo anno primo del corso, lo stesso al quarto anno! Poi un anno di specializzazione: ancora primo! L’Università gli affida un corso di insegnamento, quindi inizia anche a guadagnare! Si prepara per il dottorato: alla discussione della tesi dopo tre anni, di nuovo giudizio primario, con pubblicazione del lavoro, vari titoli onorifici e anche una somma di danaro. L’anno successivo partecipa al concorso nazionale per professore universitario: nuovamente primo, con tutti i vantaggi previsti dalla legislazione di questo grande Paese: l’orgoglio nazionale però impone che il primo diventi secondo e così avvenne. Quindi a 27 anni professore di ruolo, certamente il più giovane della Francia, un italiano, un ciociaro. Sono trascorsi circa quindici anni.

L’altro figlio di Cassino è un matematico, un luminare, di quelli veramente e raramente geniali, già sui banchi della secondaria: quelli che gli sono stati vicini lo ricordano con entusiasmo ed ammirazione. Un capolavoro di intelligenza e di diligenza. Intraprende gli studi universitari a Roma, superando con successo tutte le tappe previste; successivamente, dopo la laurea, inizia a percorrere i primi gradini della carriera accademica: l’entusiasmo e la volontà ma soprattutto la consapevolezza delle proprie non comuni qualità sono perfino imperativi per la strada da percorrere: si avvede che a Roma non si profilano un avvenire e una opportunità e di conseguenza, purtroppo per l’Italia, abbandona il Paese ed emigra negli Stati Uniti! Il suo curriculum e le sue prove qui sono parecchio apprezzate e quindi gli si aprono numerose porte e possibilità. Dopo pochissimi anni e esperienze in vari atenei, oggi è professore titolare di ricerca in una delle due o tre università più antiche e, altresì, più prestigiose del Paese per gli studi scientifici e la ricerca!

C’è una donna, anche lei scienziata, questa volta in fisica, destinata ad essere premio Nobel a mio avviso. Hanno, questi tre dotti e scienziati, tutti la medesima età e la medesima volizione e capacità unite a grande modestia, i medesimi ideali e speranze e un talento fine come una lama di rasoio. Si è laureata alla Univ. di Pisa. Questo genio di donna resta poco in Italia perché anche lei ha bisogno di altri spazi e di orizzonti vasti che in patria non rinviene: vive diverse esperienze accademiche in varie università e centri di ricerca sia americani sia europei, tutti ricettivi a tale personalità. L’anno scorso è diventata celebre nel contesto scientifico internazionale grazie a delle sue scoperte e deduzioni nell’ambito delle ‘onde gravitazionali’. Oggi il nostro genio femminile, sommo onore, dirige la sezione di Potsdam, a Berlino, dell’organismo scientifico più consolidato e stimato del mondo e allo stesso tempo è professore universitaria. Un genio! Quale perdita per l’Italia!

L’altro geniaccio questa volta è un medico, di pochi anni più giovane dei tre citati. E’ vice primario del suo reparto in un grande ospedale di Parigi; è direttore dell’istituto nazionale per la procreazione assistita, è titolare di cattedra nella Università di Medicina n.1 Descartes di Parigi. La sua specialità lo mette in condizione da parecchi anni di essere presente quale referente nei congressi di medicina specializzati letteralmente in tutto il mondo: il suo nome nei contesti scientifici medici si pronuncia con stima e rispetto in Australia, nel Maghreb, a Taiwan, negli Stati Uniti, in Brasile, anche in certe città italiane e altrove in Europa.

Mai sentito dire che Cassino o la Università o qualche scuola o altra istituzione, a parte la solita probabile sceneggiata della medaglia e del discorsetto e della pergamena, onorino e profittino della presenza di questi personaggi in maniera intelligente e soprattutto programmatica, a vantaggio e a gratificazione e a insegnamento e a modello della comunità, soprattutto dei giovani.

Queste sono le Eccellenze, gli zeri sono notoriamente gli uomini politici della zona, da sempre.

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