Galleria dell’Institut français Milano | fino al 15 giugno 2019

Galleria dell’Institut français Milano | fino al 15 giugno 2019

Curate It Yourself, in collaborazione con l’Institut français Milano, ha il piacere di presentare CANOPIA, la mostra del collettivo di artisti franco-giapponese Composit. L’esposizione prende il titolo dall’omonima installazione site-specific, concepita e sviluppata durante una residenza alla Villa Carlotta (Tremezzina, CO).

«Anche se sapessi che il mondo finisse domani, oggi pianterei comunque un albero.»

Martin Lutero (1483-1546)

Dietro i portoni dei palazzi del centro di Milano si nascondono le meraviglie più misteriose di questa città:

giardini inesplorati, corti nascoste e chiostri di rara bellezza ammaliano i passanti che, per fretta o per timidezza, si limitano a sbirciare con discrezione. Senza dubbio è dalle sue oasi inaccessibili che la metropoli meneghina ha maturato il suo zelo per la natura, diventando uno dei centri europei più all’avanguardia nel campo dell’ecologia urbana.

Oltrepassato il portico e lasciato il chiostro del Palazzo delle Stelline alle nostre spalle, la mostra si apre su una parete bianca, come la facciata anonima di un palazzo, preludio di ogni possibilità. Un fruscio di sottofondo rompe il clima di apatia e indifferenza e invita a superare la soglia proibita. Pochi secondi per percorrere uno dei due viottoli laterali, giusto il tempo per fantasticare, illudersi e disilludersi. L’apparente mutismo del portale si dissolve.

L’artificio si smaschera con prudenza…

Conciliando elementi scultorei, sonori ed idrici, Canopia mette in scena un giardino segreto, artificiale e multisensoriale, un paesaggio apocalittico e fittizio, in apparenza avverso a qualsiasi forma di vita. Siamo al centro di un palcoscenico.

Da un lato una grande vasca riempita d’inchiostro di china, il cui colore deriva dalla combustione del carbone, presenta una superficie nera brillante, sporcata da una lieve foschia e abitata dalle salme di tre tronchi d’albero. Dei rivoli corvini scorrono lungo le venature di questi isolotti di legno. Le radici, impregnate nella pozza, assorbono ed espellono il liquido pigmentato. Rigetto o nutrimento? Purificazione o contaminazione?

Nell’altro contenitore sono installate delle «macchine del vento», retaggi teatrali impiegati per creare l’effetto e il sibilo del vento. Realizzate artigianalmente, queste sculture meccanico-cinetiche sono, allo stesso

tempo, opera autonoma e artificio.

Analogamente all’ideale futurista, Canopia è un giardino che si libera della sua condizione organica e vegetale, che si priva della vita e si lascia dominare dalla tecnologia. L’estetica inattesa e il meccanismo astruso dell’opera mostrano come l’uomo con il suo ingegno possa creare un surrogato per tutto, che sia materia vivente o inanimata.

Ricreando dei fenomeni naturali tramite la tecnica, Composit interroga il modo in cui l’uomo cerca degli

espedienti e rende intuibili la vanità di tali rimedi. Canopia trasforma lo spazio di mostra in un centro di

sperimentazione in cui la dimensione immersiva dell’installazione crea, simultaneamente, un’esperienza e la

presa di coscienza di questa stessa esperienza.

#Canopia è in mostra, fino al 15 giugno 2019, in Galleria dell’Institut français Milano.

Ingresso libero.

Dal mercoledì al sabato, dalle 15.30 alle 19.30.

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