“Donne. Corpo e immagine tra simbolo e rivoluzione” in mostra alla GAM di Roma fino al 13 ottobre 2019

“Donne. Corpo e immagine tra simbolo e rivoluzione” in mostra alla GAM di Roma fino al 13 ottobre 2019

Roma – Dal 24 gennaio al 13 ottobre 2019, presso la Galleria d’Arte Moderna, è in mostra “Donne. Corpo e immagine tra simbolo e rivoluzione”, un emozionante viaggio nella rappresentazione artistica della figura femminile a partire dall’Ottocento fino agli anni Settanta del secolo scorso.

Tra il XIX e il XX secolo – coerentemente con le trasformazioni sociali che interessano questi anni e che sanciscono l’avvento di un’autocoscienza femminile nonché la progressiva erosione del concetto di “famiglia tradizionale” – si assiste a una chiara trasformazione della percezione della donna, non solo nell’arte figurativa ma anche in letteratura e nel cinema: da figura angelicata (Giulio Aristide Sartorio, Le Vergini savie e le Vergini stolte, 1890-1891) a femme fatale, ammaliatrice e perniciosa, “donna vampiro” peccatrice e letale per l’uomo (Camillo Innocenti, La sultana, 1913), che sul grande schermo diventa “diva”, fiera nella propria indipendenza e consapevolezza (si pensi a Lyda Borelli in Salomè e a pellicole come Ma l’amor mio non muore e Rapsodia Satanica). Il corpo femminile – nella sua nudità – non è più soltanto simbolo di armonia ed equilibrio formale, ma assume una connotazione sostanziale, a tratti psicologica, ed è in grado di esprimere le pieghe più profonde dello spirito umano, ponendosi al centro dell’attenzione degli artisti del Novecento (Riccardo Bettini, Studio di nudo, 1900 c.).

A subire un’intensa evoluzione, nel secolo scorso, è anche la ritrattistica femminile (protagonista del secondo piano della mostra), complici soprattutto l’avvento della fotografia e gli studi di psicologia (L’interpretazione dei sogni di Sigmund Freud risale al 1900), che permettono di cogliere le numerose sfaccettature dell’animo femminile attraverso un focus sullo sguardo delle protagoniste delle opere, ricreando un sentimento di empatia fino a quel momento mai sperimentato (Giacomo Balla, Il dubbio, 1907-1908, Vittoria Morelli, Ritratto, 1914-1916, Antonio Barrera, Ritratto, 1929). La Prima Guerra Mondiale segna uno spartiacque indelebile nella Storia dell’uomo ma ancor più in quella della donna, la quale nei momenti più critici del conflitto inizia a rivestire ruoli lavorativi fino a quel momento accessibili solo ai mariti, diventando così ancor più consapevole delle proprie capacità, apprezzabili anche al di fuori di cucine e camere da letto; da qui le ambizioni di emancipazione e la nascita di strutture organizzative quali il Consiglio delle Donne Italiane, che mal si conciliano però con le inquietanti contraddizioni del regime fascista, determinato da un lato a reinserire la figura femminile nella categoria patriarcale di “angelo del focolare domestico”, madre premurosa e moglie devota – al fine di ricostruire “la famiglia suprema base sociale” (Bruno Saetti, Madre veneziana, 1937) – dall’altro a forgiare un nuovo ideale di donna, conscia delle proprie responsabilità sociali e pronta a difendere strenuamente la patria in caso di necessità.

I mutamenti sociali, culturali e politici occorsi nel Novecento alterano fatalmente la rappresentazione artistica femminile, conferendole un’“identità inquieta”, in bilico tra vecchio e nuovo, ruoli assegnati e libertà: il dado è ormai tratto e il rapporto tra il “gentil sesso” e l’arte non sarà più lo stesso. Nel corso degli anni Sessanta, nell’ambito dei movimenti femministi, le artiste propongono lo scardinamento delle sovrastrutture familiari tradizionali imperanti e la liberazione della donna dal giogo tirannico e assolutista del maschio, un riscatto sociale e politico che sulla tela diventa scomposizione del corpo e dell’animo femminili in esibizioni provocatorie (si pensi alla Body Art e alle performer) e taglienti, che “indagano il mistero dell’identità femminile e della sessualità, esplorano famiglia e istituzioni, mettono in luce inquietudini e paure profonde”.

“Donne. Corpo e immagine tra simbolo e rivoluzione” è una mostra toccante e appassionata, capace di raccontare l’affrancamento delle donne in campo artistico seguendo in maniera attenta e puntuale gli avvicendamenti storici e politici che ne hanno scandito l’emancipazione a livello politico e sociale.

Per informazioni: http://www.galleriaartemodernaroma.it/it/mostra-evento/donne-corpo-e-immagine-tra-simbolo-e-rivoluzion

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