Coco Chanel. La rivoluzione dello stile

Coco Chanel. La rivoluzione dello stile

Il mito di Coco Chanel rivive, a cinquant’anni dalla morte, in una nuova biografia illustrata, in libreria dal 1° dicembre 2020. Pubblicato in tre lingue (italiano, inglese e tedesco), il volume riunisce 150 splendide immagini che la ritraggono sfrontata e regale, incarnazione perfetta della sua eleganza senza tempo.

Fondatrice e regina di un impero della moda, Coco Chanel (19 agosto 1883 – 10 gennaio 1971) fu una delle donne più fotografate del suo tempo. Venne immortalata da grandi maestri come Man Ray, Cecil Beaton, Henri Cartier-Bresson e Robert Doisneau che la mette in posa riflessa all’infinito negli specchi della leggendaria scala di rue Cambon. I loro iconici ritratti vengono riproposti nel libro insieme a rare istantanee che raccontano Chanel nella sua quotidianità, recuperate con un’accurata ricerca tra archivi storici e collezioni private.

Riprodotti a tutta pagina, scorrono uno dopo l’altro i primi piani giovanili di Coco con il celebre taglio di capelli à la garçonne, le foto scattate in vacanza in Costa Azzurra dove sfoggia “scandalosi” pantaloni abbinati a magliette alla marinara e cascate di perle, ma anche quelle dove posa sorridente accanto ad amici celebri come Winston Churchill e Jean Cocteau, fino ai reportage realizzati per le grandi riviste di moda, da Vogue a Harper’s Bazaar, che la colgono al lavoro in atelier, la sigaretta tra le labbra e le forbici al collo.

Accanto alle immagini, il testo della giornalista Chiara Pasqualetti Johnson ripercorre la vita di Coco Chanel con un testo scorrevole e ricco di aneddoti che mette in evidenza il rivoluzionario anticonformismo di una donna che ha segnato un’epoca. “Tutti sanno chi era Chanel, ma non sempre conoscono la sua storia. Partendo dalle immagini, ho voluto ripercorre la sua biografia come fosse un reportage. Mettendo in evidenza la forza ma anche le tante debolezze di una donna profondamente immersa in un periodo di grandi cambiamenti storici e sociali. Di rado la storia di una vita si intreccia così profondamente con la trasformazione di una sensibilità e l’evoluzione dello stile di un’epoca”.

Mecenate e amica di artisti come Stravinskij e Picasso, Coco Chanel visse una vita da romanzo. Prima di diventare una stella dell’haute couture, la giovane Gabrielle era stata una ragazzina abbandonata in un orfanotrofio che cercò riscatto attraverso il lavoro, passando dalla miseria al successo con una grinta e una tenacia fuori dal comune. Si cucì addosso il suo destino come fosse un abito, ridisegnando il concetto di eleganza con invenzioni destinate a diventare leggendarie: la petite robe noire, il profumo N° 5, i gioielli fantasia, il tailleur con i bottoni d’oro, la borsa matelassé

Amò e venne amata dal nipote dello zar di Russia, da un cugino del re d’Inghilterra, da un poeta surrealista. Era all’apice del successo quando scoppiò la guerra e decise di chiudere la maison Chanel. Ma il suo non sarebbe stato un addio. A 71 anni sorprese il mondo tornando sulle passerelle, per trionfare di nuovo con completi di tweed destinati a una nuova generazione di donne, indipendenti e moderne proprio come lei.

Nel testo, Chiara Pasqualetti Johnson sottolinea il ruolo fondamentale di Coco Chanel nel processo di emancipazione femminile del XX secolo: “Non si è mai detta femminista, eppure ha creato la donna moderna. Con i suoi abiti facili da amare e da indossare, ha regalato a generazioni di donne la libertà di rimboccarsi le maniche da sole. In tutti i sensi. Fino ad allora, le toilette delle signore eleganti richiedevano l’aiuto di una cameriera per essere indossate e rendevano evidente la loro appartenenza a un mondo in cui le libertà concesse al sesso femminile avevano dei limiti. Gonne lunghe, cappelli ingombranti, scarpe strette e tacchi alti: tutto intralciava loro il passo. Prima regina a salire sul trono di un mondo dominato dagli uomini, come era all’epoca quello dell’alta moda, Coco Chanel innesca una rivoluzione che supera in un balzo l’idea ottocentesca di femminilità. Libera le donne da corsetti e crinoline, poi accorcia gli orli delle gonne, tagliando con un colpo di forbice un gesto antico di secoli, quello con cui una gonna veniva discretamente sollevata con la mano ogni volta che si saliva un gradino. I suoi abiti sono destinati a una nuova generazione di donne, quelle che giocano a tennis, guidano un’automobile, lavorano e chiedono di avere diritto al voto. Anche per questo Chanel attinge a piene mani dal guardaroba maschile, trasformando in seducenti creazioni le maglie alla marinara, le giacche corte di jersey e di tweed, le tasche vere e la borsa a tracolla. Crea molto più di un modo di vestire: inventa uno stile, facendo fare alle donne un salto di un secolo”.

Un intero capitolo viene dedicato a Chanel N° 5, il leggendario profumo che compirà cento anni il 5 maggio 2021. Esposto al MoMa come fosse un’opera d’arte, ha ispirato Dalí e Andy Warhol, entrando nell’immaginario collettivo grazie a una frase di Marilyn Monroe: “What do I wear in bed? Chanel N° 5 of course”.

Il libro si chiude con una riflessione sul mito di Coco Chanel e sulla sua eredità, non solo nel mondo della moda: ha ispirato film e cortometraggi, interpretata da grandi attrici come Shirley MacLaine, Geraldine Chaplin, Anna Mouglalis, Audrey Tautou. “Del resto, questa donna straordinaria non è stata soltanto una maestra di stile e un’accorta donna d’affari. Fu anche uno più influenti mecenati delle nuove forme d’arte della sua epoca. Chanel amava l’arte e l’arte amava lei. Furono tantissime le collaborazioni con pittori, musicisti, ballerini e scrittori, fin dagli anni Trenta, quando divenne protagonista delle scene parigine creando i costumi per gli spettacoli dei Ballets Russes, scaturiti dalla fantasia di Sergej Djagilev” conclude Chiara Pasqualetti Johnson.

Un mito che l’ha resa immortale, facendola passare alla storia come la rivoluzionaria regina della moda che insegnò alle donne a sentirsi libere, sicure, eleganti. Ma soprattutto uniche. Perché, come diceva Coco, “la moda passa, lo stile resta”.

Chiara Pasqualetti Johnson. Giornalista milanese, laureata in storia dell’arte, scrive di viaggi, arte e lifestyle per le riviste Dove e Bell’Italia e per alcune pubblicazioni di settore. Per Electa e Rizzoli ha curato libri e collane di storia dell’arte moderna e contemporanea. Con la casa editrice White Star ha pubblicato nel 2018 Ritratti di grandi donne del nostro tempo, un volume illustrato dedicato alle figure femminili più influenti del Novecento, tradotto in otto lingue.

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