Climate change – Land Art – Golden Earth

Non si può essere artisti senza essere attivisti, sopratutto in questo momento storico, abbiamo il dovere di raccontare e sottolineare cosa succede nel mondo avvicinando così a temi rilevanti il maggior numero di pubblici possibili tramite l’arte e la bellezza”

Golden Earth è un progetto installativo itinerante di Eugenia Naty.
La lamina in oro su roccia vuole richiamare l’antica tecnica
Kintsugi, l’arte giapponese che rende più pregiati i manufatti valorizzandone le fratture, e il concetto di resilienza, accentuando
quella che è l’essenza sacrale dalla terra e la sua
dimenticata fragilità.
L’opera insiste sui valori di soglia e limite, mette in luce il
vuoto creato dagli eventi traumatici subiti dalla Terra.
Panorami spezzati, irricomponibili nelle loro geografie, sono
al centro dello studio che indaga la capacità del sistema di
rispondere alla crisi ambientale: la resilienza ecologica
sembra essere in contrapposizione a quella socio-economica.
Le narrative della terra negli ultimi decenni hanno evidenziato la
vulnerabilità della biosfera e hanno sottolineato l’urgente necessità di
ricercare una visione olistica in cui possano coesistere i
bisogni dell’uomo e quelli della natura.
Golden Earth è la liberazione dei sentimenti dello spirito della terra.
L’oro abbraccia la roccia e testimonia l’impossibilità di
riportare allo stato originale ciò che ormai è spaccato. Eppure, la
bellezza dei paesaggi regala ancora la speranza di un cambiamento verso
un’umanità che avrà cura di ciò che resta del proprio pianeta, delle sue
forme irregolari e irripetibili.

Golden Earth is an itinerant installation project.
The golden foil on the rock recalls the ancient Kitsugi
technique, the Japanese art of scars that make broken objects
even more precious, and the concept of resilience. It also
emphasizes Earth’s sacral essence and its forgotten
vulnerability. Joining fragments and giving them a new aspect
thanks to the embellished scars, gives the opportunity to tell a
story through the golden breaks.
The work insists on threshold and limit values, it highlights
the void created by Earth’s traumatic events.
Broken landscapes, unrepairable in their geographies, are the
focus of the study that investigates system’s ability to respond
to the environmental crisis: ecological resilience seems to be
contrary to socio-economic resilience.
The narrative of Earth in recent decades has emphasized biosphere’s vulnerability and highlighted the urgent need to seek a holistic and systemic vision in which both humanity and nature can coexist.
Golden Earth is the emancipation of Earth spirit’s feelings.
Gold grabs the rock and testifies the inability of recreate and bring back to the original state what is now broken.
Still, landscapes’ beauty gives hope for a change towards humanity that will take care of what remains on our planet, of its irregular and unrepeatable patterns

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