Quentin Tarantino lascia la sua firma d’ autore nel nuovo film

Quentin Tarantino lascia la sua firma d’ autore nel nuovo film

È da poco uscito nelle sale il film di Quentin Tarantino , ed è già sulla bocca di tutti .

C’ era una volta… a Hollywood è stato già visto da 700mila spettatori e con solo una settimana aveva già incassato 5 milioni di euro .

Il film racchiude tutta la poetica del maestro Tarantino , c’ è appunto la sua firma , le sue caratteristiche , quelle che risaltano in ogni suo film . la violenza , il sangue , le citazioni .

i nomi dei registi Italiani citati per onorare ed esaltare la sua passione per i film western italiani , – spaghetti western- tra cui Corbucci o Sergio Leone o addirittura Antonio Margheriti il cui nome veniva usato anche in “Bastardi senza gloria”.

I vari film che vengono citati ed onorati ,in vari modi , non sono tutti di realtà ma anche di fantasia , l’ amore per il cinema spicca in ogni inquadratura con locandine poste sullo sfondo delle varie scenografie.

Il cast stellare sicuramente incoraggia l’ affluenza nelle sale , la combinazione mai pensata di Leonardo Di Caprio (Rick Dalton ) e Brad Pitt ( Cliff Bhooth) che nel film recita il ruolo di controfigura , uomo irriverente , sfacciato e sprezzante del pericolo , sicuramente risulta una combo vincente e coinvolgente , la coppia riesce a creare un duetto di alto livello . Tutto ruota intorno al declino della carriera del protagonista , storia principale nella quale affluiscono altre storie tra le più note della storia Americana di quegli anni .

L’ attenzione è tutta rivolta alle scenografie e agli abiti che vanno perfettamente a ricreare la Hollywood di fine anni settanta , gli hippie , le auto d’ epoca , le giacche in pelle , le camicie floreali , le donne con le minigonne ed i grandi occhiali da sole ,la Los Angeles del 1969 in cui tutto sta per cambiare .

Quest’ insieme fa sì che lo spettatore riesca ad entrare in una nuova dimensione immergendosi per 161 minuti nel lungometraggio che è un tributo alla Hollywood dell’ età dell’ oro .

Il nono film del regista è un omaggio anche a se stesso ed alla sua carriera ; il cast , le diverse linee narrative che convergono , i dettagli tipici che fanno subito dire: “Questo film di certo deve essere di Quentin Tarantino” . Un riassunto della sua sperimentazione tecnica , il suo stile , i suoi gusti personali come quello per le inquadrature sui piedi . Lunghissime inquadrature di questi ultimi sono presenti , piedi sporchi nella macchina , piedi ripresi da dietro , frontalmente o dall’ alto . Per non parlare delle tipiche inserzioni che vanno a presentare i personaggi , quelle grosse scritte colorate che accompagnate al fermo immagine sul primo piano dell’ attore ce lo presentano.

Il colpo di scena sta tutto nel finale , che ovviamente non rivelerò .

Poi la violenza nelle scene d’ azione , il sangue sempre presente , i colori vivaci , le tantissime citazioni (meta)cinematografiche, nonostante ciò c’ è la mancanza di alcuni elementi tipici del suo cinema quali l’ iperviolenza , o l’ assenza di monologhi .

Sicuramente questo, come tutti i film del regista , verrà visto ora ed in futuro un po’ da tutti : critici e non , da appassionati o semplicemente da curiosi , da suoi fan o dai suoi haters , insomma sarà un altro film che, nonostante le critiche negative, dovrà essere aggiunto alla lista dei cult o degli imperdibili .

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