‘Colpo di scena’. Carlo Buccirosso torna in scena con il suo ultimo, straordinario, spettacolo teatrale

Al Teatro Sala Umberto di Roma, dal 15 gennaio, va in scena l’ultima piece teatrale scritta e diretta da un sempre sorprendente Carlo Buccirosso: ‘Colpo di scena’.

Uno spettacolo dolce amaro, quello presentato dal comico napoletano, una commedia leggera che si impasta con il poliziesco, godibile e riflessiva, dove si ride, ma è comunque una risata agrodolce.

Ad affiancare sul palcoscenico, il comico napoletano, troviamo Gino Monteleone, Gennaro Silvestro, Peppe Miale, Monica Assante di Tatisso, Elvira Zingone, Giordano Bassetti, Fiorella Zullo, Matteo Tugnoli e Roberta Gesuè, a formare un gruppo affiatato e in piena sintonia che, al fianco del loro capocomico sembrano divertirsi e farci divertire.

Due, invece, le ambientazioni che fanno da scena alla storia narrata: l’ufficio di un commissariato di polizia e l’interno di una casetta di montagna. E il filo conduttore che lega le vicende è appunto, il vice commissario Eduardo Piscitelli, interpretato dallo straordinario e irresistibile Carlo Buccirosso. È lui il protagonista di ‘Colpo di scena’, un uomo integerrimo e irreprensibile che vive la sua professione quasi fosse una missione. Siamo in un commissariato di provincia, qui il crimine da combattere non ha l’eco e il clamore dei grandi palcoscenici, ma è quello comune, quello che coinvolge ogni cittadino, nella propria quotidianità, e lui sente su di sé questa responsabilità: quella di garantire la loro sicurezza, con abnegazione, con rigore e professionalità, sacrificando anche la propria vita personale, votandosi totalmente alla sua professione.

Il novello paladino ha accanto a sé validi aiutanti, dall’ispettore Murolo, che aspetta l’occasione della vita per emergere dall’anonimato e conquistare così, finalmente, gli encomi del vice commissario, spesso pure vittima predestinata dei pungenti attacchi ironici di Buccirosso, ai giovani rampanti agenti Varriale, Di Lauro e Farina, all’esperta e rassicurante sovrintendente Signorelli, segretamente, ma neanche tanto, innamorata di Piscitelli.

Sono loro i fidi scudieri del vice commissario, e insieme a loro, Edoardo Piscitelli tenta di debellare “le barbarie di tutti i santi giorni”, il male quotidiano che infesta la società, che qui prende le sembianze di Michele Donnarumma, l’alter ego del protagonista, l’altra faccia della medaglia, il volto oscuro del male.

È lui il nemico da battere, e da sbattere in galera, lui simbolo del crimine più bieco e feroce, dipinto come un boss, anche se a tratti appare piuttosto come un disgraziato guappo del rione, con qualche santo in paradiso sempre a salvarlo dalle sbarre, perché, in fondo, accusì va o’ munno, c’è chi riesce comunque a nuotare e chi, invece, affonda.

Per il vice commissario questa è divenuta una questione di principio, e farà di tutto pur di riuscire nell’intento salvifico di togliere da miezz’a via il ‘feroce’ e pericoloso criminale.

Ma c’è qualcosa che lega lui a Donnarumma, qualcosa che emergerà quando il vice commissario gli tenderà una trappola nella casetta in montagna, lì, proprio dove vive suo padre, malato di Alzheimer, insieme a un’eccentrica e furbetta giovane badante rumena, sfruttando pure la figura della sua giovane neurologa di fiducia, che sembra avere, anche lei, un conto in sospeso con Donnarumma… un conto da 30mila euro.

E tra gag esilaranti, battute ironiche e pungenti, e riflessioni su come vanno certe cose nel mondo, dette con la profondità di pensiero e la leggerezza della parola, la trama s’intreccia davanti agli occhi, incollati, degli spettatori, attenti a non smarrirsi in questo suggestivo poliziesco, perché qui nulla di ciò che sembra, è, e basta solo un attimo, lo zampino dispettoso del fato, per mutare tutto di nuovo.

Il vice commissario sarà così, costretto alla fine, pure a fare i conti con quel suo passato nascosto, da tempo, in un cassetto, e a mettere in dubbio ogni proprio principio morale e professionale di fronte a sentimenti più intimi e familiari, finché non sarà inevitabile lo scontro finale con il suo alter ego. Uno scontro all’ultimo sangue, come nelle migliori chanson de geste, ma attenzione al ‘colpo di scena’ sempre in agguato!

 

Box informazioni:

scritto e diretto da Carlo Buccirosso

al teatro Sala Umberto

Roma, via della Mercede, 50

dal 15 gennaio 2019

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