Tragedia a Parigi: brucia Notre-Dame e piange di dolore il mondo intero

Brucia Notre-Dame, il fuoco distrugge un pezzo del nostro prezioso patrimonio culturale e artistico, e ci lascia attoniti e sgomenti di fronte alla tragedia, così incapaci di proteggere e salvaguardare i nostri monumenti storici, dall’incuria, dal passaggio del tempo, dalla fatalità.

Piange Parigi e piange tutto il mondo, quando ieri, improvvisamente, verso le 18.30 si alza un denso fumo sopra il tetto della cattedrale di Notre-Dame. Un incendio scoppia improvvisamente e avvampa l’altissima guglia, che nel giro di poche ore brucia completamente e collassa su se stessa, come un cerino di legno secco, in mondovisione.

Notre-Dame da anni, ammalorata dall’incuria e dall’usura del tempo, chiedeva un urgente restauro che la riportasse al suo antico splendore. Una richiesta sempre più impellente, un allarme lanciato da più voci autorevoli, avevano alla fine condotto a dar vita a un intenso e difficile piano di restauri, iniziato proprio lo scorso anno e che sarebbe terminato solo nel 2021.

E proprio tra i ponteggi installati sulla flèche, la guglia che svetta fino a quasi cento metri da terra, è scoppiato improvvisamente un principio d’incendio che immediatamente ha avvampato le strutture lignee divenendo ingovernabile.

Immediati sono scattati i servizi antincendio, più di quattrocento uomini che hanno lottato strenuamente contro le fiamme per tutta la notte, pur di domarle, limitando così, i danni alla preziosa struttura della cattedrale.

Perché il rischio era proprio quello di veder crollare Notre-Dame, implodere su se stessa, inghiottita dalle fiamme che ne stavano minando la sua stessa stabilità.

Alle cinque del mattino, l’incendio è stato finalmente domato, anche se restano ancora piccoli focolai, sotto controllo, che devono essere ancora spenti. Però il peggio, se così si può dire, è passato, e il dramma, solo sfiorato, visto che poteva finire tranquillamente pure peggio.

E già si contano i danni. La grande guglia e il tetto sono andati completamente distrutti e restano tuttora dubbi sulla stessa stabilità della struttura. I vigili del fuoco stanno abbassando, con getti d’acqua mirati, l’alta temperatura delle mura, affinché gli esperti possano così stabilire quanto sia alto il rischio del crollo della stessa struttura.

L’incendio è scoppiato tra le impalcature montate dalle dieci aziende specializzate, chiamate a restaurare il prezioso monumento. Immediatamente le fiamme hanno avvolto e incenerito la grande guglia, davanti agli occhi attoniti e sgomenti di migliaia di turisti e francesi fermi sull’altra sponda della Senna, ma anche davanti agli occhi del mondo che osservava il dramma, impotenti, in mondovisione.

Poi, il fuoco ha attaccato il tetto della cattedrale, e solo l’intervento tempestivo dei vigili del fuoco ha fatto sì di riuscire a circoscrivere l’incendio, impedendogli di aggredire anche la torre campanaria nord, lambendola solamente.

Allo stesso tempo, altre squadre erano già impegnate a mettere in salvo gli inestimabili tesori conservati all’interno della cattedrale gotica.

E per fortuna che le gigantesche statue di rame che erano installate sulla flèche erano state già tolte, proprio a inizio cantiere, per essere restaurate, altrimenti ora sarebbero state solo una drammatica colata fusa.

Quello che resta dopo una notte d’inferno è una Notre-Dame profondamente ferita, con uno squarcio sulla sua volta, collassata. L’acqua utilizzata per domare l’incendio, è filtrata, inevitabilmente, all’interno della struttura, danneggiando alcuni pitture, che andranno restaurate, e minando pure la stessa stabilità della struttura, che tuttora andrà verificata.

Quel che resta dopo una notte d’inferno, è lo sgomento e le lacrime di migliaia di persone assiepate sull’altra sponda della Senna, che vedevano la loro Notre-Dame avvolta dal fumo e dalle fiamme; è la voce rotta dall’emozione di Macron che è restato per tutto il tempo sul luogo della tragedia, sperando che il dramma risparmiasse altre ferite a uno dei simboli più conosciuti della Francia; sono i migliaia di messaggi e tweet giunti da ogni angolo del mondo, da autorità e dalle celebrity, ma anche da tantissime persone comuni che partecipavano a quella tragedia, perché Notre-Dame non è solamente un patrimonio dei francesi, ma un patrimonio che appartiene a tutto il mondo.

Notre-Dame, la ‘Nostra Signora’ piange lacrime di dolore. Perché l’uomo non è riuscita a proteggerla, a preservarla; sono anni che si invocavano urgenti e impellenti lavori di restauro, rimandati sempre, per mancanza di fondi; e quando lo Stato ha stanziato i primi soldi necessari per avviare un primo corposo e delicato restauro, ecco che un incendio la devasta quasi completamente.

Arriveranno altri generosi finanziamenti da raccolte di fondi e sottoscrizioni aperte in ogni punto del mondo, per restaurare Notre-Dame, per ridare casa a Quasimodo, il celebre gobbo che viveva lì, nel sottotetto, che saltava libero, su e giù dalla flèche, aggrappandosi a una statua bronzea o a un pietrificato gorgone, e da lassù scrutava la bellezza di Parigi che si stendeva ai suoi piedi.

Risorgerà Notre-Dame, come un araba fenice, dalle sue ceneri rinascerà più bella, più forte, più sicura…basterà solamente averne poi, cura, perché di tragedie così siamo solo noi i veri responsabili, incapaci di mantenere e conservare la bellezza che i nostri gloriosi avi ci hanno lasciato. Ed è un vero peccato, tutto ciò. Un peccato che neanche il sacro fuoco può purificare.

Related Posts

di
Previous Post Next Post

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

0 shares