La tomba Unna a Budapest

Durante la costruzione delle fondamenta di un nuovo ponte sul Danubio, nella capitale Ungherese, sono stati scoperti i resti di un sepolcro del V secolo. L’analisi del sito ha rivelato che si trattava di una camera mortuaria appartenente ad un grande personaggio Unno, molto probabilmente la tomba in cui riposa Attila stesso. “Questo luogo è assolutamente incredibile”, spiega Albrecht Rumschtein, storico della Lorand Eotvos University di Budapest e membro della squadra di specialisti che sta esaminando la tomba. “Abbiamo trovato molti scheletri di cavalli ed altrettante armi ed artefatti, tutti tradizionalmente associati agli Unni”. Questi oggetti includono una grande spada fabbricata con ferro meteorico, la quale potrebbe essere con tutta probabilità la leggendaria Spada Sacra degli Sciti, dono dello stesso dio Marte al condottiero secondo la leggenda. Stando ai fatti, questa sembrerebbe decisamente la tomba del grande Attila, ma saranno necessarie ulteriori analisi per confermare definitivamente l’ipotesi. Soprannominato “Flagello di Dio” dagli storici romani, Attila è stato il più noto sovrano degli Unni; tribù nomade probabilmente originaria dell’Asia centrale. Governò dal 434 al 453 d.c., anno della sua morte, avvenuta dopo il banchetto nuziale seguito al suo ultimo matrimonio con una principessa Gotica: Ildico. AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAttila condusse numerosi attacchi sul confine est dell’Impero Romano, dando il via a quelle che poi sarebbero state ricordate come le invasioni barbariche, o le Grandi Migrazioni: un ampio movimento delle popolazioni germaniche le quali, sotto la pressione degli Unni ad est, infransero i confini dell’Impero, accelerandone la caduta. La scoperta di questo sito funerario potrebbe portare ad una maggiore chiarezza storica circa le origini e l’identità della popolazione unna e di Attila stesso; argomenti che sono stati per secoli oggetto di discussione. L’analisi delle ceramiche e dei gioielli rinvenuti sul posto getteranno nuova luce sulle origini culturali e reti commerciali, aiutando inoltre a meglio comprendere questa così poco documentata etnia.

 

Giampaolo Giudice

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