Ciao, Nadia Toffa! Guerriera che fino all’ultimo ha combattuto il cancro con il sorriso sul volto

La lunga battaglia che, con coraggio e con il sorriso, Nadia Toffa ha combattuto contro il cancro che la stava divorando, si è chiusa oggi, all’ospedale di Brescia, con la sua improvvisa morte.

A quarant’anni ci ha lasciato così, una donna coraggiosa e forte, che ha affrontato la malattia con tanta forza e dignità, rendendola pubblica e condividendo sui social ogni sua emozione e situazione vissuta, divenendo un positivo modello d’ispirazione per tutti coloro che lottano nel silenzio contro il terribile male.

Era il 2 dicembre del 2017, quando, in un albergo a Trieste, fu colpita da un malore improvviso. Era lì per girare un servizio per il programma televisivo ‘Le Iene’, e, invece, quella mattina ci fu la corsa verso l’ospedale e poi, il ricovero d’urgenza al San Raffaele di Milano, dove le venne diagnosticato un tumore.

Terapie intensive durate due mesi, una situazione che appariva sin dall’inizio disperata, e poi il miracoloso ritorno in televisione dietro la scrivania delle Iene, pronta a condurre di nuovo il ‘suo’ programma. Era il febbraio 2018, quando davanti alle telecamere, con il suo solito sorriso positivo rivelò che aveva avuto un cancro, così, semplice e diretta, com’è nel suo stile, e prendendo sin da subito una posizione chiara a favore della medicina e della scienza, invitando i telespettatori a fare controlli e a non trascurare la propria salute, ad affrontare la malattia con coraggio e positività, ma, soprattutto, schierandosi apertamente contro tutti quei “medici farlocchi”, venditori di false speranze.

D’altra parte Nadia Toffa è sempre stata una tipa tosta e battagliera, una vera guerriera; lo aveva fatto quando iniziò la sua lunga gavetta professionale, partendo dal basso, come inviata delle Iene, segnalandosi per inchieste forti e toccanti come le truffe ai danni del Servizio Sanitario Nazionale, sulla ludopatia, sullo smaltimento dei rifiuti illegali in Campania, sull’Ilva di Taranto, sull’infanzia violata.

Da qui il passaggio alla conduzione dello storico programma, fu il naturale premio alla sua ostinazione e caparbietà.

Ma non ha smesso comunque di indagare, di fare inchieste e servizi, tant’è che era a Trieste proprio per realizzare un nuovo servizio quando si sentì improvvisamente male, e iniziò il suo calvario.

Quel febbraio, rivederla in televisione fu un piccolo miracolo, forse l’inizio di una nuova sua rinascita. E invece, il male continuava ad aggredire il suo corpo, rendendola sempre più debole e stanca.

Ha però trasformato, con coraggio e dignità, questa sua difficile prova che le ha dato la vita, come un modello di ispirazione per tutti, condividendo sulle sue pagine social ufficiali, foto, pensieri, e le tante situazioni che le accadevano. Sempre con il sorriso, ha lottato e invitato le persone a lottare, a non lasciarsi mai abbattere dalla malattia, a ringraziare la vita per ogni dono che ci fa, per ogni prova che ci pone davanti.

Suscitò sconcerto quando definì “il cancro un dono”, presentando su Instagram il volume scritto dopo l’esperienza dei suoi primi due mesi di terapia intensiva: ‘Fiorire d’inverno’.

Una frase dura quel definire il cancro come un dono della vita, una provocazione la sua, ma era un modo per catturare l’attenzione del suo pubblico, per lasciargli un messaggio forte: si deve sempre lottare come guerrieri, e combattere ritrovando la forza d’animo per reagire a ogni avversità. Non bisogna mai lasciarsi andare, né abbattere, anche se la lotta si fa dura e difficile.

È questo suo coraggio, questa dignità, questa sua positività il testamento più prezioso che ci ha lasciato a tutti noi. Lo ha fatto in diretta, senza nascondersi, senza provare vergogna per i capelli caduti causa le chemio, per il volto stanco e debilitato dai cicli terapici.

“Non vinciamo sempre – scrisse lei – non siamo sempre i più forti, i più sani, i più intelligenti, e quando succede di inciampare, di farci male, ricordiamo di essere così fragili che tutto si può scompaginare all’improvviso, con la facilità con cui si soffiano via le briciole dalla tavola.”

E questa volta purtroppo per tutti noi, a volare via è stata lei, ma ci ha lasciato il caldo suo sorriso a farci ancora compagnia.

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