CAOS QUARTO: IL MOVIMENTO 5 STELLE  E LA VERGINITA’ PERDUTA

Luigi Di Maio (M5S), vicepresidente della Camera, e Roberto Fico (s), presidente della commissione di vigilanza Rai, nella giornata a sostegno del candidato sindaco di Quarto (NapoliI), Rosa Capuozzo (c), impegnato nel ballottaggio con il candidato del centrodestra, Quarto, 6 giugno 2015. ANSA / CIRO FUSCO
Luigi Di Maio (M5S), vicepresidente della Camera, e Roberto Fico (s), presidente della commissione di vigilanza Rai, nella giornata a sostegno del candidato sindaco di Quarto (NapoliI), Rosa Capuozzo (c), impegnato nel ballottaggio con il candidato del centrodestra, Quarto, 6 giugno 2015. ANSA / CIRO FUSCO

E’ finita l’epoca delle favole raccontate dai grillini. E’ finita l’epoca della rivoluzione in salsa cinque stelle, che raccontava di un mondo nuovo, di una Utopia da costruire ex novo, sulle macerie di una Italia che la vecchia politica brutta, cattiva e corrotta aveva distrutto. Oggi apriamo gli occhi e scopriamo che la verginità grillina è sparita, violentata dalle bassezze umane. Nessun partito è immune da errori e macchie, proprio perché composto da uomini e donne, con tutte le loro fragilità, i loro umani errori, con tutti i peccati che si portano dentro. Finalmente, scopriamo l’acqua calda! Tutti noi possiamo cadere in tentazione, e non basta agitare un vessillo a cinque stelle per restarne immuni. Non basta la pseudo democrazia del web, le regole rigide, il curriculum penale immacolato, ne i voti di simpatizzanti ed iscritti per rendere un movimento nato dal nulla per volere di un comico, che ha smesso di far ridere per divenire serioso guru, giudice supremo delle piccolezze umane, salvatore di una Patria che è alla deriva da troppo tempo, non basta, dunque, ciò per rivoluzionare un sistema, che è proprio nel DNA umano, da qualunque latitudine lo si guardi.

E le vicende di Quarto, oggi sono lì a testimoniarlo.

L’On Fico così scrisse sul suo sito: “Immaginate un’Italia amministrata da sindaci incorruttibili. Sindaci che si rimboccano le maniche e risanano le casse dei comuni riportando in attivo i bilanci. Sindaci che non lasciano nessun concittadino indietro approvando l’assegno civico per chi è in difficoltà. Sindaci che utilizzano le risorse pubbliche per realizzare progetti nell’interesse della collettività e non per fare da bancomat ai buzzi e ai carminati. Sindaci che aboliscono Tasi, Equitalia, privilegi e sprechi. Questa è già la realtà nei comuni amministrati dal Movimento 5 Stelle. Siamo al centro di una rivoluzione epocale, una rivoluzione di trasparenza, onestà, partecipazione che è solo all’inizio. Sta a tutti noi farla continuare e renderla la normalità nel nostro Paese. Siamo al ballottaggio (si vota il 14 giugno) in 5 comuni, tra cui Quarto e Gela. Sosteniamo i candidati del Movimento 5 Stelle e offriremo una possibilità di vero cambiamento in quelle città. Sarà un ulteriore prezioso tassello nel nostro percorso. Stiamo realizzando un sogno. Stateci vicini e ci riusciremo”. Era il 6 giugno del 2015. E a Quarto al ballottaggio vince, con un voto plebiscitario, la candidata pentastellata Rosa Capuozzo. In un comune che negli ultimi 20 anni ha visto per ben 4 volte sciogliere per infiltrazioni camorristiche, la giunta eletta, finalmente si è “accesa una speranza” dove i cittadini hanno avuto “la possibilità di far entrare un vento nuovo, aria pulita, con il Movimento 5 Stelle” , citando sempre le parole dell’On. Fico, postate sul suo sito.

Ed oggi ci ritroviamo nella più classica commedia, o tragedia, all’italiana: un comune in cui continua a comandare la malavita, nonostante i cambi di colore in giunta; un consigliere eletto tra le fila grilline, tale di Robbio, che secondo la Dda di Napoli è un affiliato alla camorra, e tra l’altro è risultato anche il più votato, forse con il santo aiuto della malavita, ma tant’è che è indagato per scambio di voti, corruzione e tentata estorsione. Poi abbiamo il neo sindaco l’avv Rosa Capuozzo che subisce pressioni, minacce o forse ricatti da di Robbio, che vorrebbe le sue persone nei posti che contano, e lei, preoccupata ne parla con alcuni consiglieri, forse con Di Maio, Fico e Di Battista, ai vertici nazionali del movimento M5S, ma certamente non con la magistratura; e, anzi, prima, interrogata dai magistrati, minimizza e solo quando esplode il bubbone a livello nazionale, allora piange lacrime amare e vuota il sacco.

Ma in questa infima commedia degli equivoci registriamo anche l’atteggiamento ondivago del suddetto movimento: prima il sindaco viene difeso urbi et orbi dal comico genovese, invitandola a resistere contro il marcio che c’è intorno a lei; poi monta lo scandalo: il PD campano fa fuoco e fiamme contro il sindaco, invitandola a dimettersi, Renzi, Presidente del Consiglio e uomo del PD, invece, crede in lei, e la invita a resistere; Saviano tuona contro il sindaco, i giornali cominciano a parlarne forse troppo, e l’ordine nuovo grillino, intimato dall’alto è: Dimissioni. Il sindaco accerchiata da tale clamore mediatico e, ben inteso, non indagata dalla magistratura, ma al massimo parte lesa, decide di sfidare gli ordini costituiti, non si dimette e si arrocca sul suo scranno, convinta della bontà del suo operato. Allora la punizione divina non esita a coglierla: dal sito web grillino, novello testo sacro, fonte di verità indiscutibile, il suddetto guru, come un censore, condanna Rosa Capuozzo a scomunica divina, cacciandola dal movimento, perché ha violato i principi del Movimento, anche se non vengono meglio specificati. Una espulsione non votata dal popolo grillino, secondo i loro principi democratici del web, ma decisa dall’alto, senza se e senza ma. E in questa farsa italiana, oggi scopriamo che tutto il mondo è paese, e che non esistono partiti e movimenti immuni dal malessere e dalle debolezze umane, ne esistono reali anticorpi per evitare scandali del genere, se non etica e morale, che spesso vivono su altri pianeti, ma non nel nostro.

E così, come fu per il PSI di Craxi, come fu per la DC di Fanfani, come fu per tutti i partiti della seconda repubblica, da Forza Italia al PD, come fu per la Lega di Bossi, nessun partito può evitare di accogliere al suo interno mele marce, nessun partito può evitare di sfiorare, toccare o vivere in un sistema illegale, in cui il malaffare si sposa bene con l’azione politica, nessun partito può fregiarsi il titolo di essere migliore di altri, di avere la sola patente della legalità, neanche il Movimento 5 Stelle. E non basterà, questa volta, una foglia di fico a coprire le vergogne umane!

 

Raffaele Zoppo

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