Nel giorno in cui la comunità di Ostuni ha dato l’ultimo saluto al Brigadiere Capo dei Carabinieri Carlo Legrottaglie, le parole sembrano affannarsi nel tentativo di restituire la misura del dolore e della gratitudine. Un uomo di 59 anni, padre, marito, servitore dello Stato. Una figura che ha incarnato, fino all’ultimo istante, il senso più profondo del dovere.
Nato il 5 luglio 1965 a Ostuni, in provincia di Brindisi, Legrottaglie prestava servizio nel Nucleo Radiomobile della Compagnia di Francavilla Fontana dal 2016. Un reparto operativo, abituato all’urgenza, alla strada, all’ascolto silenzioso delle sirene. A pochi giorni dalla pensione, e proprio alla vigilia della licenza che avrebbe preceduto il congedo previsto per luglio, è stato ucciso in servizio, durante un inseguimento seguito a una rapina avvenuta alla periferia di Francavilla Fontana.
La dinamica, ricostruita con precisione dagli inquirenti, parla di una pattuglia dei Carabinieri che ha intercettato i sospetti a bordo di una Lancia Y rubata. Dopo una fuga ad alta velocità e uno speronamento tra i veicoli, i rapinatori hanno abbandonato l’auto cercando di fuggire a piedi nelle campagne. Legrottaglie ha seguito uno dei due uomini, che ha esploso diversi colpi di arma da fuoco, colpendolo mortalmente. L’altro carabiniere della pattuglia ha poi contribuito all’intervento che ha portato, poche ore dopo, alla cattura di Camillo Giannattasio, 57 anni, e alla morte di Michele Mastropietro, 59 anni, nel corso di un ulteriore conflitto a fuoco.
Nel silenzio delle campagne pugliesi, l’estremo gesto del brigadiere ha riempito di commozione un’intera nazione. Le reazioni istituzionali non si sono fatte attendere. Il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha dichiarato in un comunicato ufficiale: “A nome mio personale e di ogni donna e uomo della Difesa esprimo profondo cordoglio per la drammatica morte del Brigadiere Capo dei Carabinieri Carlo Legrottaglie, servitore dello Stato vilmente ucciso mentre svolgeva, con coraggio e senso del dovere, il proprio lavoro a difesa e a tutela della collettività”. Ha poi aggiunto: “Ci ha lasciato tenendo fede al giuramento prestato: proteggere a qualsiasi costo i cittadini e l’Italia”.
Al cordoglio del Ministero si è aggiunta la nota dell’INPS, che ha definito Legrottaglie “esempio di dedizione e sacrificio per la Nazione”. Il suo impegno, fino all’ultimo giorno di servizio, è stato indicato come segno tangibile di un valore che va oltre le parole: “La sua memoria resterà viva come simbolo di integrità e servizio”.
I funerali si sono svolti oggi, 14 giugno, nella parrocchia di Santa Maria Madre della Chiesa, a Ostuni. Una cerimonia solenne, commossa, partecipata. La bara avvolta nel tricolore, i colleghi in alta uniforme, le autorità strette attorno a una comunità ferita. A presenziare, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha voluto portare personalmente il suo omaggio alla famiglia del brigadiere: la moglie e le due figlie gemelle di quindici anni. Presente anche il Ministro Crosetto, il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, il vicepresidente della Commissione europea Raffaele Fitto, e i vertici dell’Arma dei Carabinieri.
A Ostuni e a Francavilla Fontana è stato proclamato il lutto cittadino. La camera ardente, allestita nella chiesa dei Cappuccini, ha accolto per ore amici, colleghi, cittadini comuni. L’arrivo della salma è stato accompagnato da un lungo applauso. Il pianto degli anziani genitori, il dolore composto della moglie, la stretta silenziosa delle figlie hanno trasformato la cronaca in una pagina di umanità. Come ha ricordato il sindaco di Ostuni, Angelo Pomes, “la sua vita si è spezzata mentre adempiva al proprio dovere a tutela della sicurezza pubblica. A pochi giorni dal congedo, ha dimostrato fino all’ultimo il valore e il senso di responsabilità che contraddistinguono le donne e gli uomini dell’Arma”.
Il Comandante Generale dell’Arma, Salvatore Luongo, ha definito il suo sacrificio “un esempio fulgido di straordinaria dedizione al dovere e di impavido impegno per la sicurezza dei nostri cittadini”. Le sue parole hanno attraversato il tempo del lutto per farsi monito e riconoscimento.
Oggi, nel dolore di una famiglia e nella riconoscenza di un Paese, il nome di Carlo Legrottaglie non si spegne. Resta impresso nella memoria collettiva come quello di un uomo che, al di là della divisa, ha fatto della lealtà e della responsabilità la misura della propria esistenza. E che, nell’ultimo giorno di lavoro, ha scelto ancora una volta di essere presente. Fino in fondo.