ANTONIO TAJANI, NEL NEO PRESIDENTE ELETTO DEL PARLAMENTO EUROPEO VENGONO RIPOSTE LE MOLTEPLICI SPERANZE PER UNA NUOVA POLITICA EUROPEA

Nella serata del 17 gennaio, al quarto scrutinio, Antonio Tajani, è stato eletto Presidente del Parlamento europeo con 351 voti, battendo al ballottaggio lo sfidante socialista Gianni Pittella, uscito sconfitto con 282 voti, e succedendo, così a Martin Schulz.

E per la prima volta, dopo la nomina del senatore Colombo, la presidenza del Parlamento europeo parla italiano, grazie al sostegno dei popolari, dei liberali dell’Alde e dei conservatori, che hanno permesso a Tajani di vincere questo derby tutto italiano.

Ora con questa elezione, anche l’asse politico del Parlamento sposta il suo ago, virando decisamente verso il gruppo popolare, dopo questi anni di presidenza targata socialista.

E per Antonio Tajani arriva il coronamento di una carriera politica veramente significativa, soprattutto quella europea, che è stata molto lunga, avendolo visto deputato europeo per più di 14 anni, ricoprendo anche incarichi prestigiosi, come vicepresidente della Commissione europea, sotto la presidenza di Barroso, membro dell’Ufficio di presidenza del Ppe, Commissario ai trasporti, dal maggio 2008 al febbraio 2010, e Commissario europeo per l’industria e l’imprenditoria, dal febbraio 2010 a luglio 2014.

Ora, in qualità di Presidente del Parlamento europeo, dovrà vigilare sulle attività del Parlamento e delle Commissioni, dichiarare l’adozione finale del bilancio, garantire che le procedure ed i  regolamenti vengano rispettati, e rappresentare il Parlamento a livello internazionale e nelle questioni giuridiche di pertinenza.

Un ruolo delicato, il suo, proprio in un momento in cui l’Europa delle Istituzioni sta vivendo il suo momento più difficile, tra delusioni, contestazioni politiche e forti critiche, che stanno incrinando il progetto europeo di costruire una solida e sicura casa comune.

Un sentire che ha avvertito lo stesso Antonio Tajani, che ha promesso di impegnarsi per costruire ponti che avvicinino, e non acuire le già tante discussioni, e soprattutto, a stimolare il Parlamento nel legiferare sugli impegni presi e da prendere.

Un impegno gravoso, visto anche il difficile momento, ma che Tajani, uomo molto pragmatico e con una grande dote diplomatica, utile a ricucire strappi politici e a tessere rapporti proficui, può certamente affrontare con il piglio giusto e con idee chiare.

Punto a far riavvicinare l’Europa ai cittadini” è stata una tra le sue prime dichiarazioni, mettendo subito sul tavolo del dibattito i problemi concreti che si troverà ad affrontare: un Parlamento più forte e coeso, le politiche del rigore, la crescita economica, la produttività, la gestione dei flussi migratori, temi sensibili, questi, che sono divenute vere priorità, sulle quali l’Europa delle Istituzioni non ha mai espresso un’idea forte e coesa, ma quasi sempre un coro di voci dissonanti tra loro.

L’Europa – ha sostenuto Tajani, in diverse interviste – ora è in mezzo al guado. Ci ha dato settant’anni di pace e di libertà. Ma tutto questo non basta più, bisogna che si completi il percorso, che si arrivi all’altra riva. Occorre andare avanti, occuparsi delle grandi tematiche, dei problemi dei cittadini“.

Problemi gravi e spesso, di difficile soluzione, come il superamento delle politiche di austeriry, che hanno ingabbiato, in questi anni, la stessa Europa, attraverso un bilanciamento tra “crescita e austerità. Risanare i conti pubblici ma puntare anche sull’industria, sull’economia reale, su un’Europa sociale“, tentando soprattutto, di “risolvere i problemi della gente, di eliminare le ragioni di tanta protesta. Cominciando dalla questione del lavoro“.

E per chi riuscì, da Commissario europeo per l’industria e l’imprenditoria, a svolgere un prezioso ed utile lavoro di mediazione con l’impresa nordamericana Tenneco, che voleva chiudere gli impianti produttivi a Gijon, nelle Asturie, riuscendo così a salvare due terzi dei posti di lavoro, dopo mesi di intensi negoziati con l’azienda e le parti sociali, oggi, forse, può essere l’uomo giusto che potrà condurre l’Europa, finalmente, dall’altra parte del fiume, superando i numerosi perigli presenti. O almeno, è questa la speranza che molti di noi ripongono in lui.

 

 

 

 

Raffaele Zoppo

 

 

Related Posts

di
Previous Post Next Post

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

0 shares