Una piccola Venezia nel cuore dell’Umbria che si chiama Rasiglia La chiamano la piccola Venezia dell’Umbria per la sua bellezza mozzafiato.

E’ collocata proprio lì, nel cuore verde d’Italia, tra Foligno e la montagna di Colfiorito: il suo nome è Rasiglia, nella Valle del Menotre, verso l’Appennino umbro-marchi-giano.

Tipico borgo medievale umbro: un pugno di case che nascono sull’acqua di tre sorgenti freschissime. Dalla fragorosa sorgente di Capovena scaturisce tutto l’abitato, che si dispiega ad anfiteatro. La rocca che sovrasta con l’alta mole le piccole case strette tra loro e i vicoli che trasportano i visitatori indietro nel tempo guidano alla scoperta della sua bellezza solitaria.

Ruscelli e cascate, paesaggi suggestivi e scorci mozzafiato si alternano e si alimentano, fino a formare un vero e proprio specchio d’acqua che lambisce le mura delle case come a dipingere un quadro pittoresco su tela.

L’acqua è l’elemento mozzafiato di Rasiglia, ma la magia che avvolge questo piccolo e meraviglioso presepe vivente non può che lasciare nei turisti che la osservano, emo-zioni forti e suggestive.

Giuseppe Aristei, 85 anni, è una sorta di custode del borgo ed è lui a spalancare le porte dei locali dove sono custoditi un vecchio mulino secolare per la macinatura del grano e uno dei due antichi telai per la tessitura dei filati. Ma non è l’unico a custodire e rievocare la storia di questo meraviglioso borgo medievale. Renzo Dragoni, altra «guida» di Rasiglia racconta aneddoti e momenti che ricordano tratti di storia di un borgo che lascia senza fiato per la bellezza che lo dipingono. Giuseppe e Renzo cono-scono ogni minimo angolo di questo borgo, tanto che sono convinti che per «apprez-zare tutte le bellezze che ci sono non basterebbero tre giorni».

A popolare Rasiglia sono circa una trentina di persone, d’inverno anche meno, ma nei fine settimana, nelle belle giornate di primavera ed estate, a calpestare questi suggestivi vicoli dai colori, e forme paesaggistiche di forte impatto visivo ed emotivo, proprio qui in questo paesino nascosto dell’Umbria, arrivano migliaia di turisti italiani e stranieri al punto che gli abitanti del posto parlano di «miracolo Rasiglia».

Se anche solo volessimo dare una spiegazione a questo fenomeno turistico, i più an-ziani direbbero che a richiamare l’attenzione di tanti visitatori siano semplicemente la bellezza dei suoi borghi e dei suoi scorci, il profumo di storia che si percepisce nell’at-traversare piccoli vicoli e suggestive case un tempo telai e botteghe di lavoro oggi mu-sei da vedere e da vivere. Per sintetizzare c’è anche chi la butta in rima: «Rasiglia è meraviglia».

È soprannominato il paese delle sorgenti ma anche la Venezia dell’Umbria, per via dei corsi d’acqua che attraversano il piccolo centro della frazione. Il borgo fa parte del Luoghi del cuore del Fondo ambiente italiano, è di una bellezza incredibile. Ciò che

caratterizza questo luogo magico è l’amore viscerale che i pochi abitanti del borgo nutrono di questa piccola bomboniera nel cuore d’Italia.

Percorrere le strade di questo paesino è come perdersi nel tempo: alla scoperta delle antiche radici di un luogo legato da sempre alla presenza dell’acqua, grazie alla quale sono sorti mulini, cartiere e prospere attività di produzione, tintoria e filatura della lana. Immergersi nel silenzio, rotto solamente dal rumore dei torrenti e dal fruscio del vento che scuote le fronde degli alberi, lascia campo libero all’immaginazione.

Nel silenzio di una natura che ti entra nell’anima mentre ti nutri, accanto ad uno dei suoi ruscelli, del caldo sole che ti scalda il viso, tra il fresco di una pianta e il suono dell’acqua che ti fa compagnia.

Un tempo conosciuta solo per il suo suggestivo presepe vivente sotto le festività nata-lizie e per la rievocazione dell’industria della tessitura con la festa di Penelope, oggi Rasiglia è una perla che molti sono curiosi di visitare. Un vertiginoso andare e venire di turisti di ogni razza e di ogni luogo d’Italia e del mondo che ha ottenuto il suo più grande successo grazie, sicuramente, al contributo di Facebook ed alcune trasmissioni televisive.

Ed è proprio parlando di trasmissioni tv, che non possiamo non ricordare che Rasiglia ha dato i natali anche al regista televisivo Ferdinando Lauretani, 30 anni in Rai e poi docente alla Scuola del cinema di Milano. Appassionato di arte, letteratura e rose, è lui a raccontare la storia del castello trecentesco di Rasiglia e delle sue sette torri apparte-nuto alla famiglia dei Trinci di Foligno.

A regnare sovrano è un ambiente incontaminato che sembra non appartenere all’attuale società intrisa di smog, bensì frutto di un romanzo ottocentesco.

Una fiaba incantata che affascina chiunque ne senti raccontare la sua magia. Rasiglia che ti lascia vivere nel silenzio, il rumore del dolce fluire dei suoi ruscelli provenienti dalla sorgente Capovena che attraversano lo spettacolare borgo per poi ricongiungersi in una grande vasca artificiale, “Peschiera”, ed infine riversarsi nel fiume Menotre.

L’acqua ha memoria e condurrà il viaggiatore a specchiarsi nella purezza e freschezza dei canali per ritrovare quell’habitat embrionale completamente immerso nel silenzio soave di un mare dondolante.

Il cuore pulsante di Rasiglia consiste nell’animo pastorale. Da sempre i suoi abitanti sono stati motivati nel concentrarsi sull’attività rurale, convergendo nel lavoro della terra beneficiata dalla forza idrica del fiume.

L’antichità del borgo e la sua solare longevità sono dovuti alla via della Spina, la fa-migerata via del commercio tra la costa adriatica e la città di Roma.

Rasiglia seppe distinguersi anche per lo sviluppo tessile grazie ai macchinari preindu-striali che solo lo stacanovismo locale seppe alimentare generando una vera e propria impresa mercantile.

E’ impossibile non immergersi nell’immaginario di quei posti ripercorrendoli e viven-doli in tutta la loro bellezza.

Passeggiare lungo quei vicoli stretti, specchiandosi nei favolistici cristalli d’acqua, dove si riflettono meravigliosi rami odorosi che incorniciano l’antico mulino. Qui po-trete assaporare la realtà di una vita dedita alla semplicità grazie agli oggetti artigianali esposti, per poi proseguire lungo un sentiero dal profumo di ginestre che vi condurrà ai ruderi del Castello dal cui colle potrete ammirare un pezzo di paradiso terrestre; il maniero non solo svolgeva un ruolo difensivo ma era anche la residenza nobiliare della famiglia Trinci di Foligno.

Profondamente suggestivo è il Santuario della Madonna delle Grazie, totalmente av-volto dai meravigliosi boschi e impreziosito al suo interno dagli affreschi che vegliano sul luogo sacro immerso nell’incenso.

Ma ciò che non potete fare è ripercorrere la bellezza suggestiva di quegli scorci durante il periodo natalizio: i festeggiamenti di “Rasiglia Paese Presepe”, quando l’intero borgo si trasforma in un presepe vivente che permette allo spettatore di rivivere realmente in un’epoca passata quando l’autenticità ed il fervore gioioso inondavano le notti stellate.

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