World Bilateral Agency, la diplomazia sociale al servizio dello sviluppo

La World Bilateral Agency nasce da una domanda concreta: come si trasformano le relazioni tra istituzioni, imprese e realtà sociali in progetti capaci di produrre effetti duraturi? La risposta attraversa il percorso professionale del dott. Andrea Tasciotti, ambasciatore ONG e fondatore dell’agenzia. Durante gli studi in Economia all’Università di Roma Tor Vergata, Tasciotti dedica la propria tesi alle organizzazioni non profit e ai loro problemi di sviluppo economico, sociale e occupazionale. È lì che comincia a maturare l’idea destinata a diventare il fondamento della World Bilateral Agency: il Terzo Settore non può essere considerato una realtà separata dall’economia, così come l’impresa non può ignorare il contesto sociale in cui opera.

Nato a Roma nel 1971, Tasciotti approfondisce negli anni il controllo di gestione, la finanza e la progettazione europea. Le prime esperienze professionali lo portano a confrontarsi con l’analisi contabile e con il finanziamento di iniziative attraverso strumenti nazionali e comunitari; dal 2003 lavora nell’ambito del controllo finanziario e della rendicontazione dei progetti della Regione Lazio. Qui conosce dall’interno le difficoltà che spesso frenano iniziative anche valide: procedure complesse, competenze distribuite tra soggetti diversi, mancanza di coordinamento e distanza tra chi possiede un’idea e chi potrebbe fornire gli strumenti per realizzarla.

Su questo terreno si forma la visione che, negli anni successivi, si apre alle relazioni internazionali. L’incontro con l’amministrazione di Santo Domingo, avvenuto nel 2012, conduce prima a un incarico legato ai progetti per l’Italia e poi alla nomina ad ambasciatore onorario della città per i rapporti con l’Unione europea. Proprio attraverso quel ruolo Tasciotti sviluppa il concetto di diplomazia sociale: una diplomazia che non si esaurisce nei rapporti tra governi, ma coinvolge amministrazioni locali, università, associazioni, professionisti, imprese e comunità.

La World Bilateral Agency prende forma dentro questa prospettiva. Più che proporsi come un semplice intermediario, costruisce una rete in cui soggetti differenti possano riconoscere un interesse comune e trovare il percorso adatto per trasformarlo in un progetto. La bilateralità, in questo caso, non riguarda soltanto l’incontro tra due Paesi. È un metodo fondato sul confronto tra mondi che spesso parlano linguaggi diversi: pubblico e privato, economia e welfare, impresa e cooperazione. Il compito dell’agenzia è ridurre quelle distanze, individuare competenze complementari e creare condizioni più favorevoli alla collaborazione.

Per dare a questa impostazione una struttura operativa, la World Bilateral Agency ha sviluppato più aree di intervento. Il Comitato intergovernativo opera come spazio di raccordo per istituzioni, associazioni e organizzazioni interessate alla promozione dei territori, allo scambio di buone pratiche e alla ricerca di opportunità finanziarie. La componente sociale si concentra su iniziative di sviluppo e cooperazione, mantenendo un legame tra attività economica e utilità collettiva. A queste aree si affianca l’International Business Council, pensato per riunire imprenditori, professionisti e investitori interessati a operazioni economiche con ricadute positive anche sul piano sociale.

La progettazione finanziaria e commerciale completa il sistema, mettendo a disposizione delle imprese strumenti per valutare un mercato, strutturare un’idea, individuare possibili fonti di finanziamento e avviare relazioni con interlocutori esteri. La funzione dell’agenzia è tenere insieme passaggi che, nella pratica, vengono spesso affrontati separatamente. Un’impresa che guarda all’estero non ha bisogno soltanto di un contatto commerciale; deve conoscere il contesto in cui entrerà, comprenderne le regole e costruire rapporti affidabili. Allo stesso modo, un’associazione o un ente locale può avere un’intuizione importante, ma necessita di competenze amministrative, finanziarie e organizzative per darle continuità.

Da qui deriva anche l’ampiezza degli ambiti di intervento. Per i privati l’attività può riguardare pratiche amministrative e legali, percorsi di cittadinanza e soggiorno, mobilità internazionale, ricerca di casa o lavoro e accesso al microcredito. Sul versante aziendale entrano invece in gioco business plan, verifiche preliminari, incontri tra operatori, fiere, assistenza finanziaria e internazionalizzazione. Sono attività diverse, riconducibili però alla stessa esigenza: offrire un punto di accesso capace di coordinare competenze e interlocutori.

È quando questa rete incontra un territorio o un progetto specifico che il modello diventa più leggibile. Nel 2024 Tasciotti ha partecipato all’avvio di un’agenzia di viaggi dedicata alla valorizzazione culturale della Campania, nata dall’iniziativa di Nico Boccella e Maria Rosaria Rucco. Il turismo veniva considerato uno strumento per mettere in relazione luoghi, tradizioni, gastronomia e mobilità sostenibile, senza ridurre la promozione territoriale a una semplice offerta commerciale.

Nello stesso periodo il confronto con l’assessorato al Turismo del Comune di Fiumicino ha riguardato la programmazione dei flussi connessi al Giubileo 2025, l’incoming aeroportuale e la promozione di un territorio spesso percepito soltanto come luogo di passaggio. Da questa attenzione è nato anche Welcome Jubilee, una piattaforma informativa rivolta a chi arrivava a Roma durante l’anno giubilare. Il progetto teneva insieme accoglienza, turismo religioso, strutture ricettive, ristorazione e itinerari culturali.

Il valore di queste iniziative va oltre l’occasione che le ha generate. Il Giubileo, il turismo culturale o l’arrivo di nuovi flussi internazionali diventano punti di partenza per costruire relazioni destinate a proseguire nel tempo. Un evento circoscritto acquista valore quando lascia contatti, competenze e strumenti utilizzabili anche dopo la sua conclusione. È una logica che ritorna tanto nei progetti territoriali quanto nelle attività rivolte alle imprese.

La stessa attenzione alla continuità si ritrova nelle iniziative sociali. Nel 2025 la World Bilateral Agency ha promosso “100 giorni di idee e progetti per l’eliminazione della violenza sulle donne”, un percorso costruito tra il 25 novembre e l’8 marzo. Collegare le due date significava sottrarre il tema alla ritualità delle ricorrenze e aprire uno spazio di confronto più lungo, coinvolgendo associazioni, professionisti, istituzioni, cittadini e mondo accademico.

Il primo appuntamento, ospitato nella sede romana dell’agenzia con il titolo “Le parole che feriscono e le parole che guariscono”, ha riunito competenze provenienti dalla politica, dalla psicologia, dalla comunicazione, dall’imprenditoria e dall’associazionismo. Il linguaggio è stato assunto come punto di partenza perché la violenza può manifestarsi molto prima di un gesto fisico, attraverso il controllo, la svalutazione e l’isolamento. Le idee emerse erano destinate a confluire in un documento programmatico e a essere accompagnate verso possibili canali di sostegno.

Anche qui la dimensione internazionale ha una ragione precisa. Il legame con Santo Domingo richiama la storia delle sorelle Mirabal, assassinate nel 1960 durante la dittatura di Rafael Trujillo e divenute un simbolo mondiale della lotta contro la violenza sulle donne. La data della loro morte, il 25 novembre, è stata scelta dalle Nazioni Unite per la giornata internazionale dedicata al tema. Il rapporto tra Europa e America Latina consente così di mettere in comune memorie, esperienze e strumenti educativi.

Accanto ai progetti sociali, la World Bilateral Agency lavora sul versante economico e commerciale. La rete sviluppata negli anni comprende interlocutori in Europa, Africa, Asia e Americhe e guarda a Paesi differenti per caratteristiche e sistemi normativi. Nel novembre 2025 l’agenzia ha promosso un incontro dedicato ai rapporti tra Italia e Cina, mentre altre attività hanno rivolto l’attenzione all’Albania, ai Balcani e alle comunità italiane all’estero. Il lavoro consiste nel rendere un mercato più comprensibile, verificare la compatibilità tra i soggetti interessati e accompagnare le imprese oltre la fase iniziale del contatto.

Anche la composizione del gruppo riflette questa pluralità. Accanto a Tasciotti operano professionisti con esperienze nella finanza, nella comunicazione, nei diritti umani e nelle relazioni economiche internazionali: il dott. Vincenzo D’Amelio, proveniente dai settori bancario e assicurativo; il dott. Giuseppe Punzi, attivo nell’informazione e nella produzione culturale; il vicepresidente e co-fondatore Mohammed-Sadat Fuseini, imprenditore ghanese impegnato sui temi dei diritti umani; Mohit Srivastava, che si occupa di cooperazione economica.

Nel 2026 questo metodo è stato applicato anche alla cultura con l’Officina dei Talenti, presentata negli studi di Story Time Napoli. Il progetto è rivolto alla valorizzazione di giovani ed eccellenze nei settori della moda, del cinema, dell’arte e della televisione. Cambia l’ambito, ma non il principio: il talento ha bisogno di luoghi in cui essere riconosciuto, strumenti per strutturarsi e relazioni capaci di accompagnarne la crescita.

La World Bilateral Agency si muove dunque su più piani, mantenendo come elemento comune la costruzione di relazioni operative. Turismo, internazionalizzazione, welfare, diritti, cultura e sviluppo territoriale acquistano coerenza quando vengono letti attraverso la funzione che l’agenzia si attribuisce: creare connessioni, ordinare competenze e accompagnare idee che, senza una struttura, rischierebbero di rimanere isolate.

Il dott. Andrea Tasciotti, ambasciatore ONG, resta la cornice di questo percorso, perché la sua formazione economica, l’esperienza nella gestione dei progetti e il lavoro nelle relazioni internazionali spiegano l’origine del modello. Il centro, però, è la rete che da quella visione si è sviluppata. Una rete chiamata a dimostrare il proprio valore nella capacità di seguire i progetti oltre la presentazione iniziale, affrontarne i passaggi più complessi e restituire risultati ai soggetti coinvolti. È in questa continuità che la diplomazia sociale può diventare uno strumento di cooperazione.

https://www.worldbilateralagency.com/

 

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