Villa Gamberaia, l’incanto dei giardini sui colli toscani di Settignano

Villa Gamberaia è una storica residenza che si erge sulle colline di Settignano in Toscana, straordinario esempio d’arte paesaggistica e d’architettura mediterranea. La villa è stata celebrata dal prestigioso quotidiano statunitense The New York Times, che l’ha annoverata fra i 25 giardini più spettacolari al mondo. E, del resto, tale dimora storica, con i suoi estesi e incantevoli giardini, incanta visitatori e appassionati di giardini, e lo fa ormai da secoli. La posizione privilegiata, presentante viste da mozzare il fiato che danno sulla città di Firenze e la valle dell’Arno, unitamente all’estrema raffinatezza di design e alla storia piena di trasformazioni, ne fanno una location di rara bellezza e ispirazione. Accingiamoci dunque ad esplorare storia, valore artistico, elementi distintivi ed esperienze che Villa Gamberaia offre. Ovvero di tutti quegli elementi che la confermano gioiello del patrimonio culturale italiano, oltre a modello d’eccellenza internazionale nel mondo dei giardini storici.

Le origini di Villa Gamberaia risalgono al XIV secolo, dato che le prime menzioni rinvenute sono risalenti al 1398, anno in cui un podere appartenente al Convento di San Martino a mensola venne concesso a Giovanni Benozzo. Ma da cosa deriva il nome “Gamberaia”? Gli storici si sono interrogati al riguardo, e una conclusione molto probabile è che il nome derivi dalla presenza di stagni adibiti all’allevamento di gamberi d’acqua dolce, testimonianza d’un rapporto fra agricoltura e paesaggio che contraddistingue la zona.

Nel XVI secolo avviene il passaggio di proprietà alla famiglia Gamberelli, una famiglia d’artisti e architetti. I Gamberelli ampliarono e decorarono il sito mediante l’apposizione di opere scultoree e strutture finemente pregiate. Il percorso intrapreso culminò con la trasformazione definitiva, intervenuta nel 1610 sotto la famiglia Lapi, nel momento in cui Zanobi Lapi, mercante fiorentino di grande cultura, commissionò la costruzione della villa e l’allestimento di un giardino che avrebbe dovuto coniugare funzionalità, estetica e innovazione.

Alla famiglia Lapi va riconosciuto il merito d’essersi distinta, nell’ambito dello sviluppo della villa, per il mecenatismo e l’attenzione al paesaggio. Ha così lasciato un’impronta indelebile nel progetto architettonico e paesaggistico di Villa Gamberaia.

Nel corso dei secoli successivi si ebbero ancora cambi di proprietà per la villa, che passò dalla famiglia Capponi alla principessa Catherine jeanne Ghyka nel

1896. La principessa ne rivoluzionò il giardino, lo fece arricchire con vasche d’acqua e giochi di pieni e vuoti (l’alternanza fra i momenti in cui l’acqua viene raccolta e altri momenti in cui viene giocosamente rilasciata). La storia contemporanea vede Villa Gamberaia quale esempio di restauri e cura paesaggistica, e ne preserva il patrimonio e lo splendore.

Entriamo adesso più nel merito del design e degli elementi architettonici di Villa Gamberaia. Il cuore pulsante, come già fatto notare, risiede nello straordinario giardino, che rappresenta fieramente un capolavoro d’equilibrio fra natura e architettura. La progettazione della villa si sviluppa su un ettaro, e si distingue per l’armonia perfetta fra gli elementi formali e il paesaggio naturale. La stessa villa, col suo volume parallelepipedo in stile toscano, s’affaccia su di un ampio terrazzo di basalto, con una loggia a colonne tuscaniche invitante alla contemplazione del paesaggio.

Il giardino risulta articolato lungo due assi principali. Un asse è longitudinale, di 225 metri, termina a nord in un ninfeo decorato a bassorilievo, e a sud in una veduta che dà sulla valle dell’Arno. L’altro asse è trasversale, con estensione pari a 105 metri, s’incrocia col primo e collega diverse aree dal grande fascino.

Quanto al meraviglioso parterre d’acqua, esso è stato realizzato ai primi del Novecento dalla principessa Ghyka, e simboleggia fieramente la trasformazione moderna del giardino. Le vasche rettangolari sono delimitate da siepi di bosso, piante acquatiche, e insieme ad un teatro di verzura dai cipressi sagomati generano un effetto scenografico che gli amanti dei paesaggi naturalistici non vorranno certo perdersi. Vi è poi la fontana circolare con ninfee, e le scalinate simmetriche, queste ultime conducenti a boschi di lecci secolari e limoneti, ove fioriscono peonie arboree e rose “Albertine”.

Un elemento di distinzione dell’impianto sta nella capacità mostrata a mettere a disposizione continui scorci e prospettive, anche per via dell’uso sapiente di siepi, statue e giochi d’acqua. Il percorso mette in mostra un’arte topiaria eccelsa, e delle influenze di paesaggisti dalla fama internazionale, come Geoffrey Jellicoe e Pietro Porcinai. La villa, con i giardini che racchiude, sono esempio di come l’arte paesaggistica possa immettere in un dato luogo funzionalità, abbellimento estetico e innovazione, per un’esperienza sensoriale e visiva che non si potrebbe immaginare senza provarla di persona.

Detto ciò, qual è la filosofia del giardino? E quale il ruolo assunto dai paesaggisti in quest’opera? Villa Gamberaia è un emblematico esempio di come il paesaggio possa esser concepito come opera d’arte vivente. La progettazione della medesima è stata fondata sulla volontà a creare un’ambientazione che appaia come naturale estensione della casa, con una serie di vedute e scorsi susseguentisi armoniosamente. Qui si ha una filosofia che è propria della tradizione toscana, che si traduce in equilibrio fra elementi formali e spontanei, fra pieni e vuoti, acqua e terra.

Tornando sul parterre d’acqua, l’opera ha saputo conquistarsi una fama internazionale. Concepito, come già riportato, in qualità di scena teatrale naturale, dotato di vasche e siepi sagomate artefici dell’effetto scenografico descritto, contempla altresì la presenza di statue, fontane e scalinate simmetriche, e contribuisce al rafforzamento d’una sensazione d’armonia e perfezione, il che fa emergere ancor più distintamente la qualità del giardino quale opera d’alta eleganza.

A dare contributo alla conformazione attuale del giardino, si sono avvicendati paesaggisti di fama quali, principalmente, Geoffrey Jellicoe, che trasse ispirazione dai giardini di Sutton Place, e Pietro Porcinai, attivo a Settignano e figlio di un giardiniere della Gamberaia. Jellicoe ha studiato e restaurato il giardino molto attentamente per quanto concerne i dettagli, e Porcinai è stato il fautore d’innovazioni che hanno mantenuto viva la tradizione del giardino italiano, nella quale ha inserito elementi moderni, ma senza che ciò fosse penalizzante del carattere storico del quale è portatrice.

Entrando nel vivo dell’utilizzo contemporaneo del luogo, oggi Villa Gamberaia è un luogo multifunzionale, con capacità d’adattamento a quanto il pubblico esige, e capace altresì di conservare il proprio degno patrimonio storico. La villa principale, all’interno della quale vi si trovano eleganti sale e ambienti affrescati, è di frequente adibita ad accogliere conferenze, mostre, concerti, e ricevimenti nuziali. Possibile affittare la villa nella sua interezza, o anche solo determinate parti, possibilità che concede a ospiti e organizzatori di vivere un’esperienza immersi nella bellezza dell’artistico e monumentale verde dei giardini.

Internamente alla tenuta troviamo le residenze restaurate, delle quali si può usufruire come guest house, per un soggiorno esclusivo addentrato in un

contesto storico e naturalistico di così vasto spessore. Cura del dettaglio e attenzione alla sostenibilità hanno fatto di villa Gamberaia una destinazione ricercata anche per eventi private e cerimonie di nozze all’aperto, sotto le stelle, con una godibilissima vista sulla città di Firenze.

Elementi come l’accessibilità parziale e l’accoglienza pet-friendly, con annessa possibilità di portare con sé i cani di piccola taglia, fanno sì che la location sia aperta a un pubblico variegato. La moderna gestione s’impegna a preservare quella che è la storia di Villa Gamberaia, e promuove iniziative culturali e turistiche che valorizzano il patrimonio italiano.

Ecco allora che, in una visita a Villa Gamberaia, ci si immerge in un’atmosfera di calma, bellezza e storia, lontanamente dalla folla e dal caos delle grandi città. Dove si può godere di panorami spettacolari e di un immenso giardino che ha ispirato generazioni di paesaggisti e appassionati di tutto il mondo.

In conclusione, Villa Gamberaia si conferma uno dei più preziosi tesori della Toscana. La fama internazionale che la riveste, riconosciuta dal New York Times, ne testimonia l’unicità del paesaggio fruibile e la perfezione del progetto. Visitare Villa Gamberaia, in definitiva, equivale a prendere contatto con un mondo di bellezza, serenità, di viste contemplative su Firenze e la campagna circostante. E di magnifici giardini che hanno potuto rivoluzionare la concezione stessa di paesaggio.

Siete appassionati di storia, di giardini, d’architettura, o semplicemente in cerca di un’oasi di pace? Villa Gamberaia è foriera di un’esperienza indimenticabile. Si consiglia sempre la prenotazione anticipata, e la verifica ante visita degli orari d’apertura, così da prepararsi a vivere appieno la magia di tal luogo incantato. Non perdete allora l’occasione di scoprire un autentico tempio di bellezza del verde e del paesaggio.

Related Posts

di
Previous Post Next Post

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

0 shares