E tutte vissero felici e contente.

Quanto sono importanti le narrazioni, le fiabe, le storie che fin da bambine ci hanno raccontato nel modellare la percezione di noi stesse, le aspettative, il nostro “sguardo sul mondo”?

Psicologhe e psicologi, sociologhe e sociologi, concordano sul fatto che i modelli, i ruoli, gli esempi che abbiamo davanti, le storie che ascoltiamo e quindi le identificazioni che creiamo, hanno un valore importante sul modo in cui cresciamo, ci identificheremo e vedremo noi stesse.

Per questo, Emma Dante ha scritto, rivisitando le fiabe che conosciamo, le storie delle protagoniste femminili. Mettendole in relazioni a bambine e ragazze, future donne, più legate alla realtà. Facendole dibattere nelle questioni che più da vicino riguardano la vita quotidiana. Troviamo il problema della forma fisica non perfetta e la voglia/possibilità per una bambina di essere amata così come è (Cappuccetto Rosso vs Cappuccetto Rosso); la ragazza che viene rinchiusa in una “prigione d’amore” dai genitori anziani ultra-protettivi e che si “salva” uscendo da sola da quella prigione e affrontano la vita in tutte le sue sfaccettature (Rosaspina); una ragazza abbandona l’aspettativa di essere bella, buona e brava verso tutti ed è semplicemente sé stessa davanti a uno specchio distorcente (Gli alti e bassi di Biancaneve); il sentimento di sorellanza che sfocia in competizione in “Anastasia, Genoveffa e Cenerentola”.

Queste sono le storie raccontate in ” E tutte vissero felici e contente” di Emma Dante (Edizione Teseo, 2020). Un libro di fiabe senza principi, ma solo principesse indipendenti e coraggiose, perfette nelle loro fragilità e imperfezioni. Un invito ad accettarsi per chi e come si è, senza aspettare qualcuno, il suo sostegno, il riconoscimento (asseritamente) completante di una figura maschile.

Le protagoniste del libro di Emma Dante sono uno sguardo sul mondo reale e vero fatto di debolezze, imperfezioni, paure, ma anche di assenza di condizionamenti, di attesa di un aiuto salvifico esterno e maschile. Un importante messaggio per le bambine, future ragazze e prossime donne a trovare in sè la forza resistente e la vocazione a scoprire chi sono agendo indipendentemente.

Riprende, narrativamente, il libro di Francesca Cavallo ed Elena Favilli “Storie della buonanotte per bambine ribelli” (Mondadori 2017) e il secondo volume, dallo stesso titolo ed editore del 2019, che propongono alle bambine (ma il libro è stato letto e apprezzato da molte ragazze e donne!) la storia di scienziate, scrittrici, rivoluzionarie, eroine, etc realmente vissute e sempre poste in secondo piano nella storia.

Cosa c’è di meglio di una serie di modelli femminili da proporre alle bambine per colmare le lacune di una preponderante presenza di personaggi maschili che non offre valide prospettive per loro?

Un ottimo regalo di Natale o per la Befana per molte, moltissime bambine!

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