Tradizioni culinarie familiari

Si accendono tv, si guardano video su you tube, sui social vari, si partecipa a corsi, ma anche a concorsi di cucina. Sempre più la cucina occupa il primo piano nella vita di tutti i giorni di tutti noi. L’alimentazione sana produce benessere, ma anche la parte estetica, le sensazioni, i profumi danno quel tocco di classe e prelibatezza “elegante” in più. Lo slow food richiama proprio alla lentezza del gustare i cibi, tempo e spazio dedicati al piacere di una delle attività migliori che conosciamo. Scatolette, lattine, plasticotti vari, toast sbrigativi per la pausa pranzo diventano spesso l’apri strada per gastriti e varie. Il tempo da dedicare in cucina non è mai troppo, soprattutto se si vuole preparare qualcosa di buono per tutta la famiglia, anche solo per noi, o per fare colpo su qualcuno con uno speciale manicaretto e un buon bicchiere di vino. Oggi va di gran moda la cucina etnica, che io stessa amo, anzi credo di avere una dipendenza da sushi! Cibi diversi, gusti nuovi, anche questo apre la mente e arricchisce, come un viaggio nei sapori del mondo. Un viaggio nel tempo mi riporta alla mia nonnina, Nonna Peppa, per tutti, Matilde per pochi, piccina per un problema di rachidismo nell’infanzia. Un viso bello, una tempra forte, da giovane cucinava dapprima nelle mense e poi in alcune famiglie romane aristocratiche. Bella storia la sua, quella storia che mi raccontava fin da piccola, mentre impastavo con lei la pizza, i dolci o la pasta fatta in casa. Ricordo ancora, verso i 5 anni, che preparavo con lei i ravioli, usando i bicchieri per dargli la forma. Uova gialle, sapori decisi e veri, ancora mi sembra di sentirli. Il palato, la percezione dei gusti avvicinano le persone a conoscere meglio queste attitudini. Spesso gli uomini chef sanno destreggiarsi meglio in cucina, almeno questa sembra essere la tendenza. Conosco una Lady Chef, mia cugina Maria D’Orazio, che giovanissima, intorno agli anni 50/60 si recò in Canada, senza neanche conoscere la lingua. Una donna tosta che negli anni si è costruita una grande carriera, ora in pensione e rientrata in Italia. “Solo Maria” il suo ristorante italiano nel 1991 era il primo ristorante a Toronto, in Avenue Road, luogo di passaggio di molti vip e personaggi famosi. Un locale a 5 stelle che nel 2008 ha permesso a Maria di vincere il premio del Collegium Cocorum, unica donna chef tra 426 cuochi uomini. I migliori Cuochi Italiani nel mondo! Questa prestigiosa Onorificenza è rilasciata dalla Federazione Italiana Cuochi agli Chef che hanno operato da oltre cinque lustri, è un premio a coloro che ogni mattina, da 25 anni, accendono la fiammella per cucinare per tutti. Un premio dell’Arte Culinaria, per la dignità e passione, capacità e prestigio profusi, onorando sempre ed ovunque la Millenaria Tradizione della Cucina Italiana, nel nostro paese e nel mondo. Che grande soddisfazione, quando la motivazione è forte ed il carattere pure! Spesso la determinazione, la ricerca dell’obiettivo per passione, professionalità possono renderci più distaccati da quello che abbiamo intorno. Le distrazioni ci allontanano un po’ dal centro che vogliamo raggiungere e spesso non è facile far conciliare tutto, ci vuole molta perseveranza, consapevolezza e coraggio. Un altro in famiglia, che sa raggiungere i propri obiettivi, ai tempi odierni, in ambito enogastronomico è Marco Paniccia, figlio di due miei cugini. Fin da giovanissimo si è impegnato negli studi presso la scuola alberghiera di Fiuggi e poi ha fatto esperienze nel pentastellato Forte Village in Sardegna. Dal mare ai monti, nelle Dolomiti. Una grande esperienza, che gli ha permesso di imparare tecniche culinarie di altissimo livello. Ora ha messo su una splendida famiglia ed ha aperto una sua attività “Mani in Pasta” a Veroli (Fr). Un luogo in cui celebrare eventi, meeting, banqueting e catering per ogni desiderio. Compleanni, matrimoni anche in splendide ville o eleganti gazebo. Marco dirige e coordina la squadra, lo chef Executive, il nostro amico, così lo definiscono. Carattere gioviale, amorevole mette passione in quello che fa trasmettendo il suo motto, che è “provare emozioni a tavola” e sappiamo bene quanto è importante. Partecipa da anni e non solo in Ciociaria, in associazioni di categoria, anche con cariche dirigenziali. Ha fondato ed è vicepresidente del DSE LAZIO (Dipartimento Solidarietà ed Emergenza), dipartimento della Federazione Cuochi, che si occupa di supportare vittime di calamità naturali e comunità in difficoltà.

In questi ultimi due anni abbiamo trascorso sicuramente momenti particolari e difficili per tutti, soprattutto nel settore aziendale, per le piccole imprese. Il settore economico dovrà rialzarsi e grazie a persone forti, determinate che non perdono lo spirito, la voglia e la passione per continuare ad andare avanti con entusiasmo ed ottimismo, questo sarà possibile! Questo vale per ogni tempo e in ogni spazio, la resilienza che aiuta a trovare le soluzioni comunque. Grata e onorata dalla mia Famiglia e al cibo prezioso che hanno saputo cucinare e creare! Artisti di casa.

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