A Torino, la mostra dedicata al fotografo Steve McCurry, che racconta il linguaggio universale della lettura

C’è un modo di raccontare il nostro mondo migliore rispetto alla sua sola lettura? Sì, leggerlo attraverso le potenti immagini fotografiche di Steve McCurry!

E lo potremmo fare prossimamente, proprio a Torino, nella Corte Medievale di Palazzo Madama, dove, dal 2 marzo fino al primo luglio, verrà allestita una retrospettiva dal curioso e interessante titolo: ‘Steve McCurry. Leggere’.

Curata da Biba Giacchetti, essa raccoglie 65 fotografie del celebre fotografo statunitense, che ritraggono persone di tutto il mondo, assorte proprio nella lettura di un testo, sia esso un libro, un giornale o una rivista, poco conta.

Ed è proprio la forza estraniante della lettura il filo conduttore che lega le immagini esposte, quella sublime capacità di riuscire a trasportare il lettore oltre l’immaginario, per condurlo in un altrove, che è, comunque, intimo, personale e unico.

E non poteva esserci palcoscenico migliore di Torino, dove raccontare tale magia, proprio la città del Salone del Libro, considerata da tutti, la vera capitale della lettura.

Perché la lettura ha in sé un potere unico e universale, un potere che è identico in ogni sua latitudine, un potere che unisce e non divide; un potere racchiuso dentro quel quotidiano, naturale, gesto del leggere, capace da sempre, e per chiunque, di estraniare l’uomo dalla propria realtà che lo circonda, per un attimo, per un momento solo, e di trasportarlo in mondi immaginifici, tra ricordi di un passato che diventa presente o si fa già futuro, nella loro mente.

La potenza degli scatti di McCurry raccontano questo gesto, immortalato in ogni angolo della terra, e nei contesti sociali più vari: da un luogo di preghiera, a una strada di città, in mezzo ai rumori dell’India, o nel silenzio dell’Asia orientale, in Afghanistan e negli Usa, a Cuba o in Africa.

Qui “ci sono giovani, anziani, ricchi, poveri, laici, religiosi, accomunati da quello speciale momento rappresentato dalla lettura, non importa dove o quando”, come sottolinea la curatrice dell’evento; qui incontriamo bambini etiopi o indiani, donne pakistane o tailandesi, vecchi birmani o yemeniti, mercanti nascosti tra le proprie merci, a Roma come a Sana’a. La lettura diventa mezzo vitale anche per estraniarsi dalle tragedie quotidiane, a Kuwait City come a Smederevo, in Serbia.

Sono questi, scatti che vibrano di emozioni sincere, e che hanno la forza prorompente di rompere le barriere, insinuandosi delicatamente dentro questa umana intimità, senza far rumore.

E a far da contrappunto alle sessantacinque immagini di Steve McCurry, presenti in mostra, ci sono proprio i testi di una serie di brani letterari scelti dal giornalista e scrittore Roberto Cotroneo, a rafforzare meglio proprio questo legame che c’è tra parole e fotografia, tra la narrazione fatta di immagini e quella fatta da segni d’inchiostro che sporcano una bianca pagina.

A chiudere la mostra, impreziosendola, c’è anche la sezione dedicata ai tanti libri, alcuni ormai introvabili, che raccolgono le immagini del fotografo americano. Libri datati 1985, insieme a volumi più recenti, tra i quali troviamo anche quello pubblicato da Mondadori, da cui ha tratto ispirazione proprio la mostra torinese presente a Palazzo Madama.

Perché questa è la forza della lettura, quella sua capacità estraniante così magica e universale, che possiamo riscoprire ‘sfogliando’ le immagini suggestive del grande Steve McCurry.

 

Box informazioni:

‘STEVE McCURRY.Leggere’ Torino – Palazzo Madama, Corte Medievale 2 marzo 2019 – 1 luglio 2019 www.palazzomadamatorino.it

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