Tommaso Liccardi e Fabrica Home Group, cinque anni per ripensare il tempo della seconda casa

Una seconda casa può essere desiderata a lungo e abitata poche settimane l’anno. Nei mesi restanti continuano però a esserci manutenzione, utenze, organizzazione; chi sceglie l’affitto, invece, a ogni stagione riparte da disponibilità, prezzi e prenotazioni. Tommaso Liccardi e Filippo Fiorita hanno cominciato a lavorare proprio nello spazio che separa queste due possibilità, cercando una formula capace di offrire continuità senza arrivare all’acquisto di un immobile. Da quella ricerca è nata Fabrica Home Group.

 

I due fondatori arrivano da esperienze molto diverse. Fiorita ha una formazione ingegneristica e un percorso legato ai dati e alla tecnologia; Liccardi ha studiato economia e management alla Ca’ Foscari di Venezia e ha lavorato tra hospitality e settore immobiliare. Nel suo percorso compaiono RELSTAY e, in seguito, LMH Real Estate, dove ha ricoperto un ruolo amministrativo. Esperienze che gli hanno permesso di conoscere la casa da prospettive differenti: come bene immobiliare, con regole, costi e gestione, e come luogo in cui un ospite entra per qualche giorno aspettandosi, molto semplicemente, di trovarlo pronto.

 

Fabrica ha preso forma mettendo insieme queste competenze e concentrandosi sul diritto d’uso degli immobili destinati alle vacanze. La scelta portava inevitabilmente verso un terreno che ha alle spalle una storia complicata. Multiproprietà e timeshare hanno conosciuto negli anni formule spesso rigide, poco immediate da comprendere e difficili da lasciare. Il progetto mantiene apertamente quel riferimento e parla di “Timeshare 2.0”, affiancandolo al concetto di Right to Use.

 

Il principio è piuttosto semplice. Il cliente acquista il diritto di soggiornare in una determinata casa per una o più settimane all’anno, scelte in anticipo, per cinque anni. L’immobile resta al proprietario e, alla scadenza del contratto, il diritto termina. Non viene quindi acquistata una quota della casa e il prodotto non è un investimento finanziario: si paga per poter tornare nello stesso luogo e negli stessi periodi per un arco di tempo già stabilito.

I cinque anni segnano una differenza importante rispetto alle forme più tradizionali di multiproprietà. La durata permette di creare una certa familiarità con il luogo, ma la scadenza è conosciuta fin dall’inizio. Lo stesso vale per il calendario, fissato al momento dell’acquisto. Chi sceglie una determinata settimana sa già quando potrà utilizzare la casa negli anni successivi e non dovrà rimettersi ogni stagione alla ricerca di una sistemazione nella stessa località.

 

L’esperienza di Liccardi nell’ospitalità si ritrova soprattutto in ciò che accade intorno al soggiorno. Avere una casa a disposizione per sette giorni risolve infatti soltanto una parte del problema, se ogni volta bisogna occuparsi di tutto ciò che precede e segue la permanenza. Nelle formule di Fabrica rientrano pulizie, biancheria, utenze, manutenzione e assistenza; nella versione più completa si aggiunge un personal concierge, al quale possono essere richiesti altri servizi, dal transfer allo chef privato, con costi separati.

 

La seconda casa assume così alcuni tratti dell’ospitalità organizzata. Si torna nello stesso immobile, nello stesso periodo, senza doversi occupare direttamente della sua gestione durante il resto dell’anno. Molto dipenderà proprio da questa parte meno appariscente del servizio: trovare la casa pronta, avere un riferimento in caso di necessità, evitare che ogni soggiorno riporti con sé le incombenze che normalmente accompagnano una proprietà.

Anche l’acquisto si svolge quasi interamente sulla piattaforma. Una volta scelte la dimora e le settimane, il cliente crea il proprio account, verifica l’identità, consulta la documentazione e procede alla firma digitale. Contratto e calendario rimangono disponibili nell’area personale. È previsto inoltre il periodo di recesso stabilito dalla normativa europea per questa tipologia di contratti, insieme alle procedure che regolano il pagamento. Dietro la semplicità apparente di una settimana prenotata per cinque anni rimane quindi una parte contrattuale che deve essere chiara quanto le date del soggiorno.

 

Avere un calendario già deciso comporta anche qualche vincolo. Se una settimana non viene utilizzata, può essere affidata a Fabrica per la gestione in short rent e l’utente riceve il ricavato al netto della commissione prevista. Dal secondo anno è contemplata inoltre la possibilità di scambiarla con un’altra casa del circuito attraverso Home Swap, funzione ancora in fase di sviluppo. La piattaforma è operativa, mentre alcuni servizi stanno crescendo insieme al numero di immobili e di persone che sceglieranno di utilizzarli.

 

Le prime dimore disponibili portano la stessa formula in tre luoghi molto diversi. Lighthouse 4 si trova a Pittulongu, nel territorio di Olbia; Venice Riva a Venezia; Farmhouse Montalcino nella campagna toscana, in Val d’Orcia. Mare, città d’arte e campagna cambiano inevitabilmente il modo di trascorrere quei giorni, lasciando invariata la scelta iniziale: decidere oggi dove tornare per una parte delle vacanze dei prossimi anni.

Lighthouse 4 ha due camere matrimoniali, terrazza, giardino e piscina condivisa con l’unità adiacente. Venice Riva dispone di quattro camere e porta l’esperienza dentro una città nella quale la casa diventa soprattutto il punto da cui uscire e al quale rientrare. Farmhouse Montalcino cambia scala, con dodici camere distribuite su tre piani, giardino e piscina. Tre proprietà molto lontane per dimensioni e carattere, pensate per soggiorni che difficilmente potrebbero assomigliarsi.

 

A unirle è piuttosto un’abitudine personale: quella di tornare. C’è chi considera ogni vacanza l’occasione per scoprire un posto nuovo e chi, dopo aver trovato una località alla quale si sente legato, finisce per sceglierla per anni, spesso nello stesso periodo. Fabrica si rivolge soprattutto a questo secondo tipo di viaggiatore. Per lui conoscere già la casa e sapere in anticipo quando sarà disponibile può pesare più della possibilità di cambiare continuamente destinazione.

 

La scelta richiede comunque di decidere con largo anticipo una parte del proprio tempo libero. È il limite naturale della formula e, allo stesso tempo, ciò che le dà senso. Chi ama improvvisare o cambiare meta difficilmente avrà interesse a fissare per cinque anni lo stesso soggiorno; per chi torna già abitualmente nello stesso luogo, quella continuità può invece rispondere a un comportamento che esiste prima ancora del contratto. La durata resta circoscritta e, alla fine del quinto anno, ciascuno può decidere nuovamente cosa fare delle proprie vacanze.

 

Il meccanismo deve funzionare anche dall’altra parte, quella dei proprietari e degli sviluppatori immobiliari. I primi mantengono la proprietà della casa e possono rendere disponibili per un periodo definito le settimane che intendono cedere; con le società di sviluppo Fabrica lavora invece sulla valutazione delle proprietà e sulla commercializzazione dei diritti d’uso. Per ogni persona disposta a tornare devono quindi esserci una casa adatta e un proprietario che scelga di mettere sul mercato una parte del proprio calendario.

 

La crescita passa anche dalla rete di professionisti che lavorano già con una clientela interessata all’ospitalità di fascia alta: concierge, property manager, lifestyle manager, event planner e club privati. Un prodotto di questo tipo richiede più spiegazioni di una normale prenotazione e ha poco in comune anche con la decisione di comprare una seconda casa. Il rapporto con chi conosce già il cliente può quindi diventare parte della sua diffusione, soprattutto in una fase in cui la formula deve ancora diventare familiare.

 

Il percorso professionale di Liccardi torna utile proprio in questi passaggi quotidiani. Gli anni nell’hospitality gli hanno fatto conoscere ciò che può cambiare un soggiorno attraverso dettagli molto pratici: l’arrivo, la casa pronta, una richiesta gestita bene. L’esperienza immobiliare riguarda invece ciò che resta dietro quella stessa esperienza: proprietà, contratti, costi e gestione. Fiorita lavora sul fronte della tecnologia e dei dati. Il progetto si è costruito facendo convivere queste competenze, perché una piattaforma può organizzare il processo, ma alla fine qualcuno deve aprire quella porta e trovare tutto al proprio posto.

 

La parola timeshare rimane forse la parte più difficile da portarsi dietro. Il “2.0” aggiunto al nome non basta, da solo, a cancellare la diffidenza accumulata attorno alla multiproprietà. Fabrica prova a segnare una distanza attraverso condizioni precise: cinque anni di durata, settimane stabilite in anticipo, nessuna quota dell’immobile, gestione del soggiorno compresa e possibilità di affidare alla piattaforma i periodi che non si utilizzeranno. Sarà l’esperienza concreta degli utenti a dire quanto queste differenze riescano a cambiare la percezione del prodotto.

 

I primi soggiorni sono previsti a partire dal 2027. A quel punto il lavoro fatto sulla piattaforma, sui contratti, sulle proprietà e sulla rete commerciale dovrà misurarsi con qualcosa di molto più quotidiano: qualcuno arriverà, aprirà la porta e troverà la casa scelta mesi prima. Poi partirà, passerà un anno e sul calendario torneranno le stesse date.

Per Tommaso Liccardi, Filippo Fiorita e Fabrica sarà quello il momento in cui il diritto d’uso comincerà ad avere una storia propria. Una settimana vissuta, poi un’altra ancora. E una casa nella quale decidere, ogni volta, se vale la pena tornare.

 

www.fabricahomegroup.com

 

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